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Archivi Autore: Dan Aran

Dan è un trader indipendente appassionato di finanza e studio di strategie forex intraday AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

Broker senza commissione

I broker senza commissione, rappresentano una realtà ben consolidata nel panorama del trading online. Plus500, per esempio, o anche 24Option, sono solo due dei broker senza commissioni più famosi. Quella delle commissioni potrebbe sembrare, per quanto piacevole e auspicata, un’assenza ingiustificata, se non addirittura illogica. Per capire il motivo per cui le commissioni spesso sono assenti è necessario affrontare due tempi: gli spread e la tipologia dei broker (proprio dal punto di vista operativo). Qualsiasi servizio di intermediazione finanziaria, almeno sulla carta, o in linea teorica, obbliga il cliente al pagamento di una commissione. Lo stesso dovrebbe valere per i broker, ma nella realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi questo più o meno pesante “obolo” sull’eseguito non deve essere corrisposto.

Spread e guadagno broker

Se i broker senza commissione non sottopongono gli utenti al pagamento delle commissioni, come guadagnano?

La risposta è semplice, per quanto non intuitiva: con gli spread.

Con il termine spread si intende la differenza tra il prezzo reale, di mercato, e il prezzo con il quale gli utenti sono costretti ad avere a che fare, quello con il quale tradano. E’ un valore espresso in pip. Altro termine… Cosa sono i pip? Molto banalmente, è quell’unità di misura che esprime il minimo cambiamento di prezzo possibile. Una coppia, per esempio, l’euro-dollaro, non può compiere un movimento inferiore a 1 pip. I pip vengono utilizzati per misurare gli spread in quanto consentono una grande precisione.

Broker Forex, CFD e CriptovaluteRegolamentazioneDeposito e strumentiTipi di contoPiattaforme
broker XM
FCA, CySEC e AsicDeposito minimo 5$

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
Metatrader 4 e 5
WebTrader con Mt4
avatradeFCADeposito minimo 100€

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
  • Conto Standard e Micro
  • Expert advisor Accettati
Metatrader 4
WebTrader con Mt4
AvaGO (trading di opzioni)
CySECDeposito minimo 100€Trading su CFD azioni, indici, forex e materie prime e criptovaluteWebTrader
App per Android e iOS
CySECDeposito minimo 10€

CFD su Forex, Opzioni fx e binarie
  • Trading di opzioni digitali
  • CFD su azioni e criptovalute
  • Opzioni binarie
WebTrader
App per Android e iOS
Piattaforma per Windows, Mac e Linux

Le tipologie di broker Market Maker e ECN e STP

I broker senza commissione, o per meglio dire alcuni broker, guadagnano con gli spread, quindi non necessitano delle commissioni. Se ci fossero, il carico sulle spalle dei trader sarebbe troppo alto, e per questo controproducente per il broker stesso.

Solo alcuni broker fondano il proprio modello di business sugli spread e non sulle commissioni. Per la precisione, i broker market maker. Questi, che rappresentano la stragrande maggioranza, non offrono l’accesso diretto al mercato, bensì eseguono gli ordini per conto degli utenti e dispongono di un ordine che funga da contraltare, in modo che la volontà dell’utenza possa essere sempre e comunque rispettata. Il passaggio in più (ossia quello dell’intermediazione) pone in essere la possibilità, da parte dei broker, di imporre prezzi diversi rispetto a quelli di mercato. Ecco, i broker market maker lucrano (legittimamente) su questo aspetto.

Discorso diverso per i broker ECN, che garantiscono l’accesso diretto al mercato ma non l’esecuzione delle operazioni. Gli utenti tradano con i prezzi reali, sicché non può essere applicato alcuno spread. Ne consegue che il modello di business deve essere giocoforza fondato sulle commissioni.

Fanno eccezione i “broker banca”, ossia i servizi di brokeraggio offerti dagli istituti bancari. In questo caso, è spesso prevista, accanto allo spread, tipico dei broker market maker, anche il pagamento di una commissione, in genere variabile.

Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell’utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

Prova il trading automatizzato con AvaTrade

Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un’intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c’è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Bitcoin 2019 al rialzo – c’è da fidarsi?

Nei primi mesi del 2019 abbiamo assistito ad un netto recupero delle quotazioni del bitcoin da 4000 usd ai 7800 usd (in data 13 Maggio 2019) e un marketcap in netto recupero dai 112 B ai 230 Billions.

Bitcoin al rialzo – comprare o vendere?

Il bitcoin per tutto il 2018 ha creato bull trap ad ogni rimbalzo o meglio dire falso segnale rialzista. Il 2019 sembra un anno differente… ma sarà l’anno del vero rialzo o solo un momento transitorio?

E’ conveniente acquistare adesso? tornerà sopra 10.000 dollari?

Bitcoin grafici e trend 2019 – 2020

Ecco alcuni studi grafici che possono aiutarci a comprendere quali prezzi dovremmo tenere in mente per determinare un buon prezzo ma soprattutto un buon momentum di ingresso sul bitcoin.

Bitcoin grafico settimanale

Trend: l’inversione di tendenza nel grafico settimanale è molto evidente ma non convincente. Solo il superamento di 8500 usd potrà accreditare fiducia ad eventuali nuovi investitori.

Supporti e Resistenze: il primo supporto è 5800 usd, la prima resistenza è 8500 e la seconda è a ridosso dei 10.000 usd.

Come fare trading con il Bitcoin

Se sei interessato a fare trading online sul bitcoin puoi scegliere uno di questi broker CFD:

GAP sul CFD chiuso al 17 Maggio: aggiornamento

Bitcoin grafico giornaliero

Trend: rialzista ma in forte “euforia”

Supporti e Resistenze: tenere d’occhio il gap up come punto di ritorno del prezzo e di rientro rialzista.

Che cos’è la leva finanziaria Forex

La leva finanziaria Forex è uno strumento molto apprezzato in quanto consente di accrescere i guadagni con rapidità. E’ anche un’arma a doppio taglio, dal momento che, così come aumenta i potenziali guadagni, aumenta anche le potenziali perdite. Se utilizzata con raziocino, tuttavia, è in grado di porre in essere opportunità importanti.

E’ nata allo scopo di consentire una speculazione più intensa nei mercati finanziari. Ben presto, però, con l’approdo dei non professionisti nel panorama del trading online, è diventata lo strumento di chi, con un capitale di partenza basso, spera di fare successo bruciando le tappe.

Leva finanziaria trading online: come funziona

Nello specifico, la leva finanziaria consente al trader di muovere capitali ingenti ma con investimenti iniziali ridotti. Il rapporto tra il capitale coinvolto e l’investimento è dato da un rapporto. Sicché, se la leva ha un rapporto di 100:1, investendo 100 dollari sarà possibile esporsi per 10.000 euro. I guadagni e le perdite, ovviamente, non vengono calcolati sui 100 dollari ma sui 100.000. Ciò significa che se il trade si conclude con un guadagno dell’1%, il trader alla fine si troverà con 101.000 euro sul conto. Sia chiaro, dovrà restituire il capitale frutto interamente della leva al broker, ma alla fine si troverà con un guadagno di gran lunga più alto di quello che avrebbe fatto evitando la leva.

Leva finanziaria forex, se perdo….

Stesso discorso per le perdite. Il rischio è di andare in rosso. Va detto che i broker tendono a tutelarsi introducendo il concetto di margine. Con il termine “margine” si intende il capitale minimo che l’utente deve possedere in conto per ordinare un determinato trade a leva. Ogni broker pone le sue condizioni, quindi prima di pensare a come utilizzare la leva, è necessario studiare approfonditamente il regolamento.

La leva nel Forex è uno strumento versatile, nel senso che i rapporti possono essere i più diversi. In genere, i broker mettono a disposizione i rapporti 50:1, 100:1, 200:1. Si segnalano, tuttavia, alcuni broker che, a determinate condizione, offrono leve altissime, pari a 888:1.

Una volta consapevoli dei rischi – e non solo delle opportunità – è bene mettere in pratica alcuni consigli utili per utilizzare al meglio questo interessante strumento.

Uno di questi coincide con l’uso dello stop strategico. Se si posizionano stop loss in maniera ragionata, allora non si deve temere nulla, in quanto il trade viene chiuso una volta raggiunte perdite non più sostenibili. Ovviamente, il livello di sostenibilità è soggettivo. Sta al trader stabilirlo, secondo le sue possibilità economiche e la sua propensione al rischio.

Un secondo consiglio è, semplicemente, di non esagerare. E’ facile rimanere ingolositi da una leva alta ma è bene tenere a freno la cupidigia. Si parla di rapporti nelle ordine delle centinaia, ma è consigliato fermarsi a quelli nell’ordine delle decine. Per esempio, una leva di 10:1 è di gran lunga sopportabile di una pari a 100:1. Per convenzione, si considera una leva di 50:1 come il limite massimo a cui un trader più o meno esperto dovrebbe ambire.

Valore di 1 pip e leva finanziaria: chiarimenti

In linea generale è bene ricordare che la leva finanziaria incide sul margine utilizzato (o libero) e non sul valore del pip investito. Questa tabella vi sarà utile per capire meglio l’effetto sul margine in base alla leva utilizzata e al lotto investito:

TIPO

LOTTO

VALORE $

MARGINE 1:100

MARGINE 1:200

MARGINE 1:500

NANO o cents di XM

0,0001

10

0,1

0,05

0,02

Micro

0,01

1000

10

5

2

Mini

0,1

1.0000

100

50

20

Standard

1

100.000

1.000

500

200

Bitcoin trend 2019 al rialzo?

Nel 2018 il Bitcoin ha deluso tutti coloro che speravano in una continuazione della bolla speculativa che aveva portato il prezzo a ridosso di 20.000 dollari. Il trend degli anni passati è un lontano ricordo e anche una brutta ferita per chi ha acquistato ai massimi.

Cavalcare le bolle speculative è pericoloso e se lo si fa si deve essere coscienti del rischio. E’ successo già in passato con la net-economy e con titoli come Tiscali o altre aziende che oggi non esistono più.

Bitcoin grafico Settimanale e proiezioni di trend 2019

Bitcoin grafico settimanale 2018-2019

Dal grafico del Bitcoin si può notare che il ribasso si è fermato sulla media a 200 periodi e poi nell’ultima settimana è schizzato verso i 5000 dollari. In pratica ha quasi raddoppiato il suo valore dal minimo del 2019.

Anche il marketcap dell’intero settore criptovalute (e altcoin) è cresciuto da 110 miliardi a 176.

Il prossimo obiettivo in termini di trend al rialzo è sicuramente l’area 10.000 dollari. Sopra tale livello potremmo rivedere un maggiore interesse anche da parte degli investitori retail.

Attualmente il mercato del bitcoin è molto complesso ed è in mano alla speculazione dei grandi investitori (chiamate balene) e enti istituzionali.

Da 3000 a 5000 $ in 5 giorni

Il salto da 3000 a 5000 è già molto ragguardevole e intrigante.

Si è svegliato un gigante? L’interesse anche per chi fa trading online è tornato e dunque eccovi un elenco dei broker che offrono il trading di CFD sul Bitcoin:

Broker Forex, CFD e CriptovaluteRegolamentazioneDeposito e strumentiTipi di contoPiattaforme
broker XM
FCA, CySEC e AsicDeposito minimo 5$

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
Metatrader 4 e 5
WebTrader con Mt4
avatradeFCADeposito minimo 100€

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
  • Conto Standard e Micro
  • Expert advisor Accettati
Metatrader 4
WebTrader con Mt4
AvaGO (trading di opzioni)
CySECDeposito minimo 100€Trading su CFD azioni, indici, forex e materie prime e criptovaluteWebTrader
App per Android e iOS
CySECDeposito minimo 10€

CFD su Forex, Opzioni fx e binarie
  • Trading di opzioni digitali
  • CFD su azioni e criptovalute
  • Opzioni binarie
WebTrader
App per Android e iOS
Piattaforma per Windows, Mac e Linux

e qui una tabella dei principali exchange:

the rock trading exchange bitcoinMalta
Team italiano
Deposito con bonifico
coinbase gdaxCalifornia - USA
Deposito con Bonifico, Carte di credito o prepagate
otnBinance è un exchange con una propria criptovaluta e offre commissioni di negoziazione competitive
otnHitBTC è uno dei più importanti exchange dove tradare Token e ICO

Criptovalute truffe, flop o fallite: perchè?

Il mondo delle criptovalute non è tutto rose e fiori. Certo, alcune di esse, tra alti e bassi, sono protagoniste di trend rialzisti a doppia e tripla cifra, e certamente sono uscite dalla zona d’ombra entro la quale erano confinate. Il clima favorevole che oggi si respira attorno alle valute virtuali, però, è frutto anche di tentativi falliti, di progetto naufragati o seriamente compromessi, i quali hanno però aperto gli occhi sui rischi cui va incontro chi gestisce le criptovalute.

E’ grazie anche a questi “morti sul campo” che le criptovalute sono riuscite a fare pulizia in casa propria e garantirsi una reputazione sempre più positiva.

E’ bene quindi fare luce sull’altro lato della luna e spiegare i motivi per cui molte criptovalute sono fallite o sono entrate in una spirale discendente forse irreversibile.

Non mancano anche i casi di truffe con le criptovalute.

La mancanza di valore aggiunto

E’ uno dei motivi più ricorrenti del fallimento di una criptovaluta. La verità è che il mercato delle criptovalute è già inflazionato, quindi saldamente presidiato da realtà importanti quali Bitcoin ed Ethereum, nonché da progetti più piccoli e in crescita. Le barriere all’entrata, quindi, sono alte.

La competizione è serrata. Per emergere in questo contesto satura è necessario offrire qualcosa di nuovo e non una squallida imitazione. Prediamo come esempio Ethereum, che è riuscita a farsi strada grazie a una novità, quindi a un valore aggiunto indiscutibile: la velocità delle transazioni.

Il tradimento delle promesse iniziali

La ricerca del valore aggiunto è un’attività indispensabile per chi progetta una nuova criptovaluta. E’ bene, però, non esagerare, non cimentarsi nel classico passo più lungo della gamba. Il rischio è di non riuscire, una volta che la criptovaluta è entrata a regime, a mantenere le promesse. Si tratta di un rischio molto grosso, dal momento che incide pesantemente sulla reputazione della valuta virtuale e può fare la differenza tra successo e fallimento.
criptovalute truffe

Uno dei tanti riferimenti, in questo caso, può essere PayCon. La criptovaluta prometteva una blockchains innovativa e di ultima generazione. Le promesse sono state ripagate da un inizio scoppiettante, favorite da un ulteriore rilancio: PayCon sarebbe arrivata a quota 20 dollari. Ciò non è mai successo e gli investitor hanno iniziato a perdere fiducia. A dare il colpo di grazie, contestualmente, è stata una indagine delle autorità federali.

Le truffe criptovalute individuali

Uno dei motivi per cui le criptovalute falliscono sono le truffe individuali. Da un lato, esse creano conseguenze concrete, dall’altro ne compromettono l’immagine in quanto segnalano una vulnerabilità. Ne sa qualcosa il Doge, una criptovaluta, creata per favorire la trasmissione di denaro a fini di beneficienza. Ebbene, il gestore di un importante Exchange si appropriato del denaro ed è fuggito. Gravi i danni in termini finanziari ma anche in termine di immagine.

Le debolezze strutturali

Alcune criptovalute sono fallite perché la gente ha scoperto, o addirittura sfruttato, le debolezze strutturali in termini di sicurezza. E’ il caso di DAO, una criptovaluta che sembrava destinata al successo. Quando un attacco ha causato perdite per oltre 50 milioni di dollari, gli investitori hanno cominciato ad abbondare in massa la valuta, causandone il declino.

Tezos ICO da 232 mln di dollari: class action in USA

Ottobre 2017: Block & Leviton LLP, noto studio legale con sede a Boston, avvia un’indagine nei confronti di Tezos per sospetta frode (vedi post precedente) a danno dei partecipanti all’ ICO (ad oggi la più grande di sempre) – fonte Reuters (vedi qui).

Nel Dicembre 2017 il caso della Tezos’ ICO (la più grande al mondo sino ad ora) approda in un tribunale federale USA.

Webinar forex gratis da non perdere 2019

La formazione con i webinar forex gratis è utile per tutti. E’ un modo per:

  • confrontarsi
  • apprendere nuovi concetti
  • conoscere traders, relatori e valutare la loro capacità di formazione e di trasmissione di informazioni
  • ottenere offerte e promozioni da parte degli organizzatori (traders o broker)

I webinar forex sono lezioni online (solitamente gratuite) a cui si può accedere tramite link di invito o per effetto di registrazione all’evento. Quindi durante un webinar forex si può vedere lo schermo del relatore, ascoltare e interagire via chat o via microfono. I webinar forex online sono diventati lo strumento formativo più utilizzato negli ultimi anni anche perchè le recenti piattaforme di webinar offrono questo servizio in modo gratuito per chi vuole seguire.

Quindi non confondete i webinar forex con i seminari forex che invece sono riferiti a lezioni dal vivo in aulee formative. In questo caso possono essere eventi gratuiti (come i seminari forex mensili di XM o a pagamento).

I broker forex che ci danno la possibilità di studiare con i webinar forex gratis 2019 in Italia e con lezioni di trading di alta qualità sono:

Si tratta di broker con regolamentazioni FCA o europee e di alta affidabilità. Ci sentiamo di dire però che solitamente XM e AvaTrade offrono lezioni tramite trader professionisti esterni che hanno molto interesse a far valutare i loro strumenti (indicatori o expert advisor) e che non hanno interessi particolari nei broker. Gli altri invece solitamente utilizzano dipendenti interni che quindi non sempre riescono a trasmettere contenuti di alta qualità.

Argomenti webinar forex gratis 2019

Leggendo nei siti ufficiali dei broker troviamo l’elenco delle lezioni programmate e vi segnaliamo:

  • XM – Tutti i Giovedì alle ore 19:00 analisi grafica in tempo reale su forex, indici, azioni, bitcoin e materie prime
  • XM – Supertrend, HeikenAshii, Ichimoku (varie lezioni su diversi aspetti), PinBar, Divergenze Prezzi – RSI
  • Avatrade – Autotrading per tutti, Kumo Ichimoku, Ichimoku Completo, Analisi Ciclica

Webinar forex Youtube

Non tutti possono essere online agli orari stabiliti e quindi abbiamo chiesto ai relatori e ai broker come poter rivedere i webinar. Lorenzo Sentino che è uno dei relatori più conosciuti in ambito di webinar forex ci ha consigliato di visionare i video caricati sul suo canale youtube presente QUI: https://www.youtube.com/user/ForexOnlineTrading/featured

In effetti Youtube sta contribuendo tantissimo alla formazione nel trading online perchè riesce a mettere a disposizione dei lettori moltissimi contenuti di qualità e i commenti degli stessi riescono a creare una classifica naturale dei migliori.

24option offre segnali trading gratis

Il broker 24option torna alla ribalta con servizi innovativi e rivolti alle esigenze dei suoi clienti. 24option ha lanciato la piattaforma di segnali di trading gratis per tutti i clienti che hanno effettuato il deposito.

Come funzionano i segnali trading 24option

Innanzitutto c’è da dire che si tratta di un servizio esterno al broker, affidato ad una società di professionisti che si occupa di segnali di trading da 10 anni. 

Si tratta di Trading Central, azienda nata nel 1999 e con sedi in Parigi, Londra, New York e Hong Kong. Trading Central è una società autorizzata e regolamentata da AMF (francia), SEC (usa) e SFC (asia)

Trading Central segnali di trading gratis per i clienti 24option

I segnali di trading sono: 

  • professionali
  • facili da seguire e capire
  • raggiungibili via email, mobile o computer

per iniziare ad ottenere i segnali di trading è necessario avere un conto trading di tipo GOLD, ovvero con un deposito di almeno 500 euro.

24option conto trading Gold
Entra in 24option con un conto trading Gold + segnali di trading

Piattaforma Metatrader 4 e Web

24option offre l’accesso ai mercati finanziari tramite i CFD su piattaforma Metatrader MT4 oppure tramite Web. 

Con 24option si può fare trading su:

  • forex (oltre 50 coppie disponibili)
  • azioni italiane ed estere (ad esempio ci sono le azioni della Juventus, visto che 24option è lo sponsor ufficiale della squadra di calcio italiana)
  • indici azionari mondiali
  • materie prime e metalli preziosi

Tutti i trades aperti dal web sono visibili dalla mt4 e viceversa… oltre che dalle app iOS o Android.

Trading azioni: come analizzare un’azienda quotata

Pat Dorsey, nel suo bestseller “Five The Five Rules for Successful Stock” ha condiviso tutto il suo sapere circa il trading azionario. Il testo appare come un tutorial a tutto tondo, a uso e consumo sia degli esperti che dei principianti. Molto interessante è il sesto capitolo, che affronta un argomento scottante: l’analisi delle società emittenti.

24option trading

Pat Dorsey propone un metodo di studio diverso. Che non parte direttamente dagli elementi classici, come lo stato patrimoniale e il conto economico, bensì da quelle che lui definisce “aree di valutazione”. Questo paradigma, abbastanza disruptive in un contesto tutto sommato conservativo, permette ai trader di non perdere mai di vista l’obiettivo di fondo: una analisi non fine a se stessa, bensì mirata a predire, per quanto possibile, il futuro dei titoli azionari.

Ecco le cinque aree di valutazione proposte da Pat Dorsey, e come affrontarle nello specifico.

Growth

Secondo l’immaginario collettivo, se una società registra una forte crescita del fatturato e degli utili, le sue azioni vanno fortemente prese in considerazione. Pat Dorsey mette in discussione questo sentire comune e introduce un altro concetto: la qualità della crescita.

Se una società cresce in fretta e per tanto tempo, infatti, non è detto che lo faccia in futuro. E’ necessario che la sua crescita sia “di qualità”. Come capire se la crescita è di qualità? Pat Dorsey suggerisce vari criteri. Quello più importante, comunque, riguarda i “trucchi”, o per meglio dire le scorciatoie, che una società utilizza per dare un boost alla crescita.Per esempio, le acquisizioni. Dunque, se la crescita, per quanto rapida, arriva da manovre di questo tipo, è bene pensarci due volte prima di riporre la propria fiducia.

Profitability

Con questo termine Pat Dorsey indica la capacità della società, insita nel suo modello economico e nelle sue scelte strategiche, di generare un ritorno degli investimenti in modo più o meno strutturale.

A tal proposito, Pat Dorsey propone di analizzare, tra gli altri, due parametri,

ROA. Return of Asset. E’ il rapporto tra gli utili correnti ante oneri finanziari, ovvero l’utile calcolato prima del pagamento di tasse e interessi, e il totale attivo. Il ROA dà una misura chiara del potenziale di profitto che una azienda esprime, a prescindere dalla forma di finanziamento adottata (che potrebbe essere anche l’obbligazionario).

ROE, Return of Equity. E’ il rapporto tra l’utile netto e il capitale proprio (normalizzato a cento). E’ un parametro importante in quanto misura la redditività del denaro versato dai soci (compresi gli azionisti). Secondo Dorsey, un ROE al 10% è ottimo per una società non finanziaria.

Financial Health

Ovviamente, la salute finanziaria ricopre un ruolo importantissimo. Qui Pat Dorsey entra molto nello specifico, sebbene indugi, dopotutto, su concetti chiari e semplici. In particolare dedica spazio a due elementi.

Flusso di cassa operativo. Secondo Pat Dorsey, l’investitore dovrebbe privilegiare le società con un flusso operativo buono a quelle con un flusso di cassa generalmente alto, in quanto il flusso di cassa operativo indica la capacità di una società di mantenersi attiva con la forza del suo business e la possibilità, eventualmente, di fare a meno di finanziamenti esterni.

Leva. Le società che agiscono in leva, pur avendo generalmente un capitale buono, pongono in essere rischi elevati. Per questo motivo, vanno considerate con diffidenza.

Bear Case

Più che un’area di valutazione, il termine “Bear Case” indica un esercizio di immaginazione. Consiste nell’ipotizzare tutte le eventualità negative che possono interessare, nel breve medio e lungo termine, la società oggetto di studio. In seguito, si risponde alle domande: come reagirebbe la società di fronte a queste eventualità?

Se la risposta è “male”, allora la società dovrebbe essere presa scarsamente in considerazione.

Sembra un esercizio divertente e nemmeno tanto complicato. E invece è davvero difficile da portare a termine, in quanto l’investitore non è chiamato a esprimere un parere, bensì a configurare scenari e reazioni secondo elementi che, pur riguardano il presente, sono di natura tecnica e soprattutto reali.

Il compito diventa ancora più difficile se la società vanta una interdipendenza più elevata della media rispetto al contesto politico e macroeconomico. Il rischio è palesemente quello di sconfinare nella distopia, compromettendo la veridicità (o anche solo la verosimiglianza). delle conclusioni

Management

Argomento di analisi molto interessante, ma spesso trascurato. Pat Dorsey considera la qualità del management come un fattore da tenere d’occhio per capire se una società è profittevole o meno. I criteri da analizzare sono tantissimi anche in questo caso, sebbene l’autore conferisca molta importanza a uno soltanto: la motivazione. Il management ha più a cuore le sorti dell’azienda o il suo profitto? Rispondere a questa domanda vuol dire fare metà del lavoro.

Criptovalute come i tulipani del XVII secolo? Ecco la verità

Le criptovalute non stanno alimentano solo un rilevante traffico di investimenti ma anche le polemiche degli analisti. I detrattori rappresentano la parte più numerosa. L’argomento che viene portato più spesso contro il mondo delle criptovalute è quello della cosiddetta “bolla”. Le criptovalute, e in particolare il Bitcoin, non sarebbero nient’altro che una bolla pronta a scoppiare e gettare sul lastrico frotte di investitori. A sostegno di questa tesi viene proposto un paragone con la crisi dei tulipani del XVII.

Tra i più acerrimi sostenitori di questo paragone vi è il famoso investitore Warren Buffet, che di recente ha dichiarato: “Il Bitcoin è veleno per topi al quadrato. Farà la fine dei tulipani”.

Nell’articolo che segue, affrontiamo la questione proprio da questa ottica, ovvero riflettendo sul paragone tra le criptovalute e la bolla dei tulipani.

Il disastro dei tulipani del XVII

La bolla dei tulipani è entrata nella storia in quanto prima bolla speculativa del mondo moderno. Tutto nasce nell’ultimo decennio del Cinquecento, quando vennero importati in Olanda i tulipani dal Medio Oriente. Nel giro di pochi anni, grazie alla loro indiscutibile bellezza, i tulipani divennero uno status symbol per la classe nobiliare. L’abbondanza di questa coltura, che riusciva miracolosamente ad attecchire nonostante il rigido clima olandese, portò a un aumento degli acquisti, e conseguentemente a un aumento dei prezzi.

In breve, iniziò una vera e propria “febbre del tulipano” che coinvolse anche altri strati della società. Le dinamiche ricordano quelle delle bolle moderne, con un circolo (apparentemente virtuoso) che legava a sé la crescita degli scambi e la crescita del prezzo. Al loro apice, anche in virtù di manovre di vendite allo scoperto, i bulbi più preziosi vennero venduti al prezzo di una casa ad Amsterdam, ovvero a un prezzo venti volte superiore allo stipendio annuale di un artigiano. Poi, il crollo. La febbre passò, e dalle prime vendite si passò alla svendita selvaggia. La bolla esplose e migliaia di investitori ci lasciarono (economicamente) le penne. Era il 1637.

Questo è quanto accaduto. Il paragone con le criptovalute, e in particolare con il Bitcoin regge? Proviamo a fare il punto.

Criptovalute uguali tulipani: perché il paragone ha senso

E’ evidente che i tulipani del Seicento, a un certo punto (in verità quasi subito), venivano scambiati a un prezzo che non aveva nulla a che fare con il loro valore, che non aveva nessun aggancio e nessun riferimento con la realtà. In un certo senso, anche con il Bitcoin e con le criptovalute in generale sta accadendo lo stesso. Anzi, se possibile è anche peggio! Le valute virtuali, a differenze delle valute tradizionali, non possono (eccetto rari casi) essere utilizzate per comprare beni o servizi quindi il loro valore reale è quasi nullo. Saremmo in presenza, dunque, di una vera e propria “febbre”, di aumenti di prezzo generati unicamente dagli scambi.

Inoltre, proprio come i tulipani del XVII secolo, anche il successo degli scambi si basa sulla partecipazione di individui che, in realtà, non ne conoscono le dinamiche, motivati esclusivamente da loro vertiginoso aumento di prezzo. Insomma, il Bitcoin e le altre criptovalute, tra gli altri, attirano “anche i gonzi” che seguono semplicemente una moda.

Criptovalute uguale tulipani: perché il paragone non regge

Queste, in realtà, sono gli unici elementi reali a favore dell’equazione “criptovalute uguale tulipani”. Gli elementi contro questo accostamento sono più numerosi e più solidi.

Il contesto storico è diverso. Questo è ovvio, c’è uno scarto di quasi quattro secoli. Tuttavia, è un particolare significativo in quanto è stato proprio il contesto storico a causare prima la formazione e poi l’esplosione della bolla dei tulipani. Nel primo caso, a incidere è stato una idea di status symbol che oggi, molto semplicemente, non trova cittadinanza in nessun luogo e in nessuno strato della società. Nel secondo caso, l’ondata delle vendite è iniziata con la scarsa partecipazione alle aste, causata da una epidemia di peste. Come risulta evidente, siamo su due binari completamente differenti.

In secondo luogo, i Bitcoin non possono essere definiti a rigor di termini una bolla. Si definisce “bolla” una dinamica di aumento di prezzo costante e ininterrotta. Il Bitcoin, invece, sta vivendo alti e bassi, ogni tanto crolla e ogni tanto cresce a dismisura. Lo stesso vale per le altre criptovalute.

Infine, il commercio dei tulipani del XVII erano completamente sganciati dalla realtà. Le criptovalute, invece, hanno un qualche legame di tipo concreto. Certo instabile, dominato da dinamiche spesso imprevedibili, ma ce l’hanno. Nello specifico, anche le criptovalute hanno i loro market mover. Il prezzo non dipende ovviamente dalle banche centrali e dai tassi di interesse, bensì dalle deliberazioni degli organi di vigilanza, dagli elementi di innovazione delle blockchain, dai movimenti dell’oro e degli altri beni rifugio.

Una conclusione equilibrata

Possiamo concludere che il paragone tra Bitcoin e tulipani del Seicento è azzardato, quantomeno se lo si considera in modo letterale. Troppe le differenze di contesto, gli elementi di diversità nelle dinamiche e dei fattori che incidono sul prezzo.

Ciò non significa, però, che le criptovalute siano un asset su cui fare cieco affidamento. Certamente rappresentano una opportunità di investimento ma sono tutt’altro che innocue. La sensazione, però, è che, alla luce di questa riflessione, i motivi di preoccupazione siano altri: non la paura per una deflagrazione spettacolare quanto drammatica, quanto il timore per gli effetti di una volatilità che, senza scomodare paragoni “floreali”, possono avere per il singolo risvolti drammatici e irreversibili.