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Archivi Autore: Dan Aran

Dan è un trader indipendente appassionato di finanza e studio di strategie forex intraday AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

Bitcoin 2019 al rialzo – c’è da fidarsi?

Nei primi mesi del 2019 abbiamo assistito ad un netto recupero delle quotazioni del bitcoin da 4000 usd ai 7800 usd (in data 13 Maggio 2019) e un marketcap in netto recupero dai 112 B ai 230 Billions.

Bitcoin al rialzo – comprare o vendere?

Il bitcoin per tutto il 2018 ha creato bull trap ad ogni rimbalzo o meglio dire falso segnale rialzista. Il 2019 sembra un anno differente… ma sarà l’anno del vero rialzo o solo un momento transitorio?

E’ conveniente acquistare adesso? tornerà sopra 10.000 dollari?

Bitcoin grafici e trend 2019 – 2020

Ecco alcuni studi grafici che possono aiutarci a comprendere quali prezzi dovremmo tenere in mente per determinare un buon prezzo ma soprattutto un buon momentum di ingresso sul bitcoin.

Bitcoin grafico settimanale

Trend: l’inversione di tendenza nel grafico settimanale è molto evidente ma non convincente. Solo il superamento di 8500 usd potrà accreditare fiducia ad eventuali nuovi investitori.

Supporti e Resistenze: il primo supporto è 5800 usd, la prima resistenza è 8500 e la seconda è a ridosso dei 10.000 usd.

Come fare trading con il Bitcoin

Se sei interessato a fare trading online sul bitcoin puoi scegliere uno di questi broker CFD:

GAP sul CFD chiuso al 17 Maggio: aggiornamento

Bitcoin grafico giornaliero

Trend: rialzista ma in forte “euforia”

Supporti e Resistenze: tenere d’occhio il gap up come punto di ritorno del prezzo e di rientro rialzista.

Bitcoin trend 2019 al rialzo?

Nel 2018 il Bitcoin ha deluso tutti coloro che speravano in una continuazione della bolla speculativa che aveva portato il prezzo a ridosso di 20.000 dollari. Il trend degli anni passati è un lontano ricordo e anche una brutta ferita per chi ha acquistato ai massimi.

Cavalcare le bolle speculative è pericoloso e se lo si fa si deve essere coscienti del rischio. E’ successo già in passato con la net-economy e con titoli come Tiscali o altre aziende che oggi non esistono più.

Bitcoin grafico Settimanale e proiezioni di trend 2019

Bitcoin grafico settimanale 2018-2019

Dal grafico del Bitcoin si può notare che il ribasso si è fermato sulla media a 200 periodi e poi nell’ultima settimana è schizzato verso i 5000 dollari. In pratica ha quasi raddoppiato il suo valore dal minimo del 2019.

Anche il marketcap dell’intero settore criptovalute (e altcoin) è cresciuto da 110 miliardi a 176.

Il prossimo obiettivo in termini di trend al rialzo è sicuramente l’area 10.000 dollari. Sopra tale livello potremmo rivedere un maggiore interesse anche da parte degli investitori retail.

Attualmente il mercato del bitcoin è molto complesso ed è in mano alla speculazione dei grandi investitori (chiamate balene) e enti istituzionali.

Da 3000 a 5000 $ in 5 giorni

Il salto da 3000 a 5000 è già molto ragguardevole e intrigante.

Si è svegliato un gigante? L’interesse anche per chi fa trading online è tornato e dunque eccovi un elenco dei broker che offrono il trading di CFD sul Bitcoin:

Broker Forex, CFD e CriptovaluteRegolamentazioneDeposito e strumentiTipi di contoPiattaforme
broker XM FCAFCA, CySEC e AsicDeposito minimo 5$

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
Metatrader 4 e 5
WebTrader con Mt4
avatradeFCADeposito minimo 100€

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
  • Conto Standard e Micro
  • Expert advisor Accettati
Metatrader 4
WebTrader con Mt4
AvaGO (trading di opzioni)
CySECDeposito minimo 100€Trading su CFD azioni, indici, forex e materie prime e criptovaluteWebTrader
App per Android e iOS
CySECDeposito minimo 10€

CFD su Forex, Opzioni fx e binarie
  • Trading di opzioni digitali
  • CFD su azioni e criptovalute
  • Opzioni binarie
WebTrader
App per Android e iOS
Piattaforma per Windows, Mac e Linux
CySECDeposito minimo 100€

Forex, CFD e criptovalute
  • Conto Silver, Gold e Platinum

  • Expert Advisor Accettati


Metatrader 4
WebTrader con Mt4

e qui una tabella dei principali exchange:

the rock trading exchange bitcoinMalta
Team italiano
Deposito con bonifico
coinbase gdaxCalifornia - USA
Deposito con Bonifico, Carte di credito o prepagate
otnBinance è un exchange con una propria criptovaluta e offre commissioni di negoziazione competitive
otnHitBTC è uno dei più importanti exchange dove tradare Token e ICO

Criptovalute truffe, flop o fallite: perchè?

Il mondo delle criptovalute non è tutto rose e fiori. Certo, alcune di esse, tra alti e bassi, sono protagoniste di trend rialzisti a doppia e tripla cifra, e certamente sono uscite dalla zona d’ombra entro la quale erano confinate. Il clima favorevole che oggi si respira attorno alle valute virtuali, però, è frutto anche di tentativi falliti, di progetto naufragati o seriamente compromessi, i quali hanno però aperto gli occhi sui rischi cui va incontro chi gestisce le criptovalute.

E’ grazie anche a questi “morti sul campo” che le criptovalute sono riuscite a fare pulizia in casa propria e garantirsi una reputazione sempre più positiva.

E’ bene quindi fare luce sull’altro lato della luna e spiegare i motivi per cui molte criptovalute sono fallite o sono entrate in una spirale discendente forse irreversibile.

Non mancano anche i casi di truffe con le criptovalute.

La mancanza di valore aggiunto

E’ uno dei motivi più ricorrenti del fallimento di una criptovaluta. La verità è che il mercato delle criptovalute è già inflazionato, quindi saldamente presidiato da realtà importanti quali Bitcoin ed Ethereum, nonché da progetti più piccoli e in crescita. Le barriere all’entrata, quindi, sono alte.

La competizione è serrata. Per emergere in questo contesto satura è necessario offrire qualcosa di nuovo e non una squallida imitazione. Prediamo come esempio Ethereum, che è riuscita a farsi strada grazie a una novità, quindi a un valore aggiunto indiscutibile: la velocità delle transazioni.

Il tradimento delle promesse iniziali

La ricerca del valore aggiunto è un’attività indispensabile per chi progetta una nuova criptovaluta. E’ bene, però, non esagerare, non cimentarsi nel classico passo più lungo della gamba. Il rischio è di non riuscire, una volta che la criptovaluta è entrata a regime, a mantenere le promesse. Si tratta di un rischio molto grosso, dal momento che incide pesantemente sulla reputazione della valuta virtuale e può fare la differenza tra successo e fallimento.
criptovalute truffe

Uno dei tanti riferimenti, in questo caso, può essere PayCon. La criptovaluta prometteva una blockchains innovativa e di ultima generazione. Le promesse sono state ripagate da un inizio scoppiettante, favorite da un ulteriore rilancio: PayCon sarebbe arrivata a quota 20 dollari. Ciò non è mai successo e gli investitor hanno iniziato a perdere fiducia. A dare il colpo di grazie, contestualmente, è stata una indagine delle autorità federali.

Le truffe criptovalute individuali

Uno dei motivi per cui le criptovalute falliscono sono le truffe individuali. Da un lato, esse creano conseguenze concrete, dall’altro ne compromettono l’immagine in quanto segnalano una vulnerabilità. Ne sa qualcosa il Doge, una criptovaluta, creata per favorire la trasmissione di denaro a fini di beneficienza. Ebbene, il gestore di un importante Exchange si appropriato del denaro ed è fuggito. Gravi i danni in termini finanziari ma anche in termine di immagine.

Le debolezze strutturali

Alcune criptovalute sono fallite perché la gente ha scoperto, o addirittura sfruttato, le debolezze strutturali in termini di sicurezza. E’ il caso di DAO, una criptovaluta che sembrava destinata al successo. Quando un attacco ha causato perdite per oltre 50 milioni di dollari, gli investitori hanno cominciato ad abbondare in massa la valuta, causandone il declino.

Tezos ICO da 232 mln di dollari: class action in USA

Ottobre 2017: Block & Leviton LLP, noto studio legale con sede a Boston, avvia un’indagine nei confronti di Tezos per sospetta frode (vedi post precedente) a danno dei partecipanti all’ ICO (ad oggi la più grande di sempre) – fonte Reuters (vedi qui).

Nel Dicembre 2017 il caso della Tezos’ ICO (la più grande al mondo sino ad ora) approda in un tribunale federale USA.

Webinar forex gratis da non perdere 2019

La formazione con i webinar forex gratis è utile per tutti. E’ un modo per:

  • confrontarsi
  • apprendere nuovi concetti
  • conoscere traders, relatori e valutare la loro capacità di formazione e di trasmissione di informazioni
  • ottenere offerte e promozioni da parte degli organizzatori (traders o broker)

I webinar forex sono lezioni online (solitamente gratuite) a cui si può accedere tramite link di invito o per effetto di registrazione all’evento. Quindi durante un webinar forex si può vedere lo schermo del relatore, ascoltare e interagire via chat o via microfono. I webinar forex online sono diventati lo strumento formativo più utilizzato negli ultimi anni anche perchè le recenti piattaforme di webinar offrono questo servizio in modo gratuito per chi vuole seguire.

Quindi non confondete i webinar forex con i seminari forex che invece sono riferiti a lezioni dal vivo in aulee formative. In questo caso possono essere eventi gratuiti (come i seminari forex mensili di XM o a pagamento).

I broker forex che ci danno la possibilità di studiare con i webinar forex gratis 2019 in Italia e con lezioni di trading di alta qualità sono:

Si tratta di broker con regolamentazioni FCA o europee e di alta affidabilità. Ci sentiamo di dire però che solitamente XM e AvaTrade offrono lezioni tramite trader professionisti esterni che hanno molto interesse a far valutare i loro strumenti (indicatori o expert advisor) e che non hanno interessi particolari nei broker. Gli altri invece solitamente utilizzano dipendenti interni che quindi non sempre riescono a trasmettere contenuti di alta qualità.

Argomenti webinar forex gratis 2019

Leggendo nei siti ufficiali dei broker troviamo l’elenco delle lezioni programmate e vi segnaliamo:

  • XM – Tutti i Giovedì alle ore 19:00 analisi grafica in tempo reale su forex, indici, azioni, bitcoin e materie prime
  • XM – Supertrend, HeikenAshii, Ichimoku (varie lezioni su diversi aspetti), PinBar, Divergenze Prezzi – RSI
  • Avatrade – Autotrading per tutti, Kumo Ichimoku, Ichimoku Completo, Analisi Ciclica

Webinar forex Youtube

Non tutti possono essere online agli orari stabiliti e quindi abbiamo chiesto ai relatori e ai broker come poter rivedere i webinar. Lorenzo Sentino che è uno dei relatori più conosciuti in ambito di webinar forex ci ha consigliato di visionare i video caricati sul suo canale youtube presente QUI: https://www.youtube.com/user/ForexOnlineTrading/featured

In effetti Youtube sta contribuendo tantissimo alla formazione nel trading online perchè riesce a mettere a disposizione dei lettori moltissimi contenuti di qualità e i commenti degli stessi riescono a creare una classifica naturale dei migliori.

24option offre segnali trading gratis

Il broker 24option torna alla ribalta con servizi innovativi e rivolti alle esigenze dei suoi clienti. 24option ha lanciato la piattaforma di segnali di trading gratis per tutti i clienti che hanno effettuato il deposito.

Come funzionano i segnali trading 24option

Innanzitutto c’è da dire che si tratta di un servizio esterno al broker, affidato ad una società di professionisti che si occupa di segnali di trading da 10 anni. 

Si tratta di Trading Central, azienda nata nel 1999 e con sedi in Parigi, Londra, New York e Hong Kong. Trading Central è una società autorizzata e regolamentata da AMF (francia), SEC (usa) e SFC (asia)

Trading Central segnali di trading gratis per i clienti 24option

I segnali di trading sono: 

  • professionali
  • facili da seguire e capire
  • raggiungibili via email, mobile o computer

per iniziare ad ottenere i segnali di trading è necessario avere un conto trading di tipo GOLD, ovvero con un deposito di almeno 500 euro.

24option conto trading Gold
Entra in 24option con un conto trading Gold + segnali di trading

Piattaforma Metatrader 4 e Web

24option offre l’accesso ai mercati finanziari tramite i CFD su piattaforma Metatrader MT4 oppure tramite Web. 

Con 24option si può fare trading su:

  • forex (oltre 50 coppie disponibili)
  • azioni italiane ed estere (ad esempio ci sono le azioni della Juventus, visto che 24option è lo sponsor ufficiale della squadra di calcio italiana)
  • indici azionari mondiali
  • materie prime e metalli preziosi

Tutti i trades aperti dal web sono visibili dalla mt4 e viceversa… oltre che dalle app iOS o Android.

Trading azioni: come analizzare un’azienda quotata

Pat Dorsey, nel suo bestseller “Five The Five Rules for Successful Stock” ha condiviso tutto il suo sapere circa il trading azionario. Il testo appare come un tutorial a tutto tondo, a uso e consumo sia degli esperti che dei principianti. Molto interessante è il sesto capitolo, che affronta un argomento scottante: l’analisi delle società emittenti.

24option trading

Pat Dorsey propone un metodo di studio diverso. Che non parte direttamente dagli elementi classici, come lo stato patrimoniale e il conto economico, bensì da quelle che lui definisce “aree di valutazione”. Questo paradigma, abbastanza disruptive in un contesto tutto sommato conservativo, permette ai trader di non perdere mai di vista l’obiettivo di fondo: una analisi non fine a se stessa, bensì mirata a predire, per quanto possibile, il futuro dei titoli azionari.

Ecco le cinque aree di valutazione proposte da Pat Dorsey, e come affrontarle nello specifico.

Growth

Secondo l’immaginario collettivo, se una società registra una forte crescita del fatturato e degli utili, le sue azioni vanno fortemente prese in considerazione. Pat Dorsey mette in discussione questo sentire comune e introduce un altro concetto: la qualità della crescita.

Se una società cresce in fretta e per tanto tempo, infatti, non è detto che lo faccia in futuro. E’ necessario che la sua crescita sia “di qualità”. Come capire se la crescita è di qualità? Pat Dorsey suggerisce vari criteri. Quello più importante, comunque, riguarda i “trucchi”, o per meglio dire le scorciatoie, che una società utilizza per dare un boost alla crescita.Per esempio, le acquisizioni. Dunque, se la crescita, per quanto rapida, arriva da manovre di questo tipo, è bene pensarci due volte prima di riporre la propria fiducia.

Profitability

Con questo termine Pat Dorsey indica la capacità della società, insita nel suo modello economico e nelle sue scelte strategiche, di generare un ritorno degli investimenti in modo più o meno strutturale.

A tal proposito, Pat Dorsey propone di analizzare, tra gli altri, due parametri,

ROA. Return of Asset. E’ il rapporto tra gli utili correnti ante oneri finanziari, ovvero l’utile calcolato prima del pagamento di tasse e interessi, e il totale attivo. Il ROA dà una misura chiara del potenziale di profitto che una azienda esprime, a prescindere dalla forma di finanziamento adottata (che potrebbe essere anche l’obbligazionario).

ROE, Return of Equity. E’ il rapporto tra l’utile netto e il capitale proprio (normalizzato a cento). E’ un parametro importante in quanto misura la redditività del denaro versato dai soci (compresi gli azionisti). Secondo Dorsey, un ROE al 10% è ottimo per una società non finanziaria.

Financial Health

Ovviamente, la salute finanziaria ricopre un ruolo importantissimo. Qui Pat Dorsey entra molto nello specifico, sebbene indugi, dopotutto, su concetti chiari e semplici. In particolare dedica spazio a due elementi.

Flusso di cassa operativo. Secondo Pat Dorsey, l’investitore dovrebbe privilegiare le società con un flusso operativo buono a quelle con un flusso di cassa generalmente alto, in quanto il flusso di cassa operativo indica la capacità di una società di mantenersi attiva con la forza del suo business e la possibilità, eventualmente, di fare a meno di finanziamenti esterni.

Leva. Le società che agiscono in leva, pur avendo generalmente un capitale buono, pongono in essere rischi elevati. Per questo motivo, vanno considerate con diffidenza.

Bear Case

Più che un’area di valutazione, il termine “Bear Case” indica un esercizio di immaginazione. Consiste nell’ipotizzare tutte le eventualità negative che possono interessare, nel breve medio e lungo termine, la società oggetto di studio. In seguito, si risponde alle domande: come reagirebbe la società di fronte a queste eventualità?

Se la risposta è “male”, allora la società dovrebbe essere presa scarsamente in considerazione.

Sembra un esercizio divertente e nemmeno tanto complicato. E invece è davvero difficile da portare a termine, in quanto l’investitore non è chiamato a esprimere un parere, bensì a configurare scenari e reazioni secondo elementi che, pur riguardano il presente, sono di natura tecnica e soprattutto reali.

Il compito diventa ancora più difficile se la società vanta una interdipendenza più elevata della media rispetto al contesto politico e macroeconomico. Il rischio è palesemente quello di sconfinare nella distopia, compromettendo la veridicità (o anche solo la verosimiglianza). delle conclusioni

Management

Argomento di analisi molto interessante, ma spesso trascurato. Pat Dorsey considera la qualità del management come un fattore da tenere d’occhio per capire se una società è profittevole o meno. I criteri da analizzare sono tantissimi anche in questo caso, sebbene l’autore conferisca molta importanza a uno soltanto: la motivazione. Il management ha più a cuore le sorti dell’azienda o il suo profitto? Rispondere a questa domanda vuol dire fare metà del lavoro.

Criptovalute come i tulipani del XVII secolo? Ecco la verità

Le criptovalute non stanno alimentano solo un rilevante traffico di investimenti ma anche le polemiche degli analisti. I detrattori rappresentano la parte più numerosa. L’argomento che viene portato più spesso contro il mondo delle criptovalute è quello della cosiddetta “bolla”. Le criptovalute, e in particolare il Bitcoin, non sarebbero nient’altro che una bolla pronta a scoppiare e gettare sul lastrico frotte di investitori. A sostegno di questa tesi viene proposto un paragone con la crisi dei tulipani del XVII.

Tra i più acerrimi sostenitori di questo paragone vi è il famoso investitore Warren Buffet, che di recente ha dichiarato: “Il Bitcoin è veleno per topi al quadrato. Farà la fine dei tulipani”.

Nell’articolo che segue, affrontiamo la questione proprio da questa ottica, ovvero riflettendo sul paragone tra le criptovalute e la bolla dei tulipani.

Il disastro dei tulipani del XVII

La bolla dei tulipani è entrata nella storia in quanto prima bolla speculativa del mondo moderno. Tutto nasce nell’ultimo decennio del Cinquecento, quando vennero importati in Olanda i tulipani dal Medio Oriente. Nel giro di pochi anni, grazie alla loro indiscutibile bellezza, i tulipani divennero uno status symbol per la classe nobiliare. L’abbondanza di questa coltura, che riusciva miracolosamente ad attecchire nonostante il rigido clima olandese, portò a un aumento degli acquisti, e conseguentemente a un aumento dei prezzi.

In breve, iniziò una vera e propria “febbre del tulipano” che coinvolse anche altri strati della società. Le dinamiche ricordano quelle delle bolle moderne, con un circolo (apparentemente virtuoso) che legava a sé la crescita degli scambi e la crescita del prezzo. Al loro apice, anche in virtù di manovre di vendite allo scoperto, i bulbi più preziosi vennero venduti al prezzo di una casa ad Amsterdam, ovvero a un prezzo venti volte superiore allo stipendio annuale di un artigiano. Poi, il crollo. La febbre passò, e dalle prime vendite si passò alla svendita selvaggia. La bolla esplose e migliaia di investitori ci lasciarono (economicamente) le penne. Era il 1637.

Questo è quanto accaduto. Il paragone con le criptovalute, e in particolare con il Bitcoin regge? Proviamo a fare il punto.

Criptovalute uguali tulipani: perché il paragone ha senso

E’ evidente che i tulipani del Seicento, a un certo punto (in verità quasi subito), venivano scambiati a un prezzo che non aveva nulla a che fare con il loro valore, che non aveva nessun aggancio e nessun riferimento con la realtà. In un certo senso, anche con il Bitcoin e con le criptovalute in generale sta accadendo lo stesso. Anzi, se possibile è anche peggio! Le valute virtuali, a differenze delle valute tradizionali, non possono (eccetto rari casi) essere utilizzate per comprare beni o servizi quindi il loro valore reale è quasi nullo. Saremmo in presenza, dunque, di una vera e propria “febbre”, di aumenti di prezzo generati unicamente dagli scambi.

Inoltre, proprio come i tulipani del XVII secolo, anche il successo degli scambi si basa sulla partecipazione di individui che, in realtà, non ne conoscono le dinamiche, motivati esclusivamente da loro vertiginoso aumento di prezzo. Insomma, il Bitcoin e le altre criptovalute, tra gli altri, attirano “anche i gonzi” che seguono semplicemente una moda.

Criptovalute uguale tulipani: perché il paragone non regge

Queste, in realtà, sono gli unici elementi reali a favore dell’equazione “criptovalute uguale tulipani”. Gli elementi contro questo accostamento sono più numerosi e più solidi.

Il contesto storico è diverso. Questo è ovvio, c’è uno scarto di quasi quattro secoli. Tuttavia, è un particolare significativo in quanto è stato proprio il contesto storico a causare prima la formazione e poi l’esplosione della bolla dei tulipani. Nel primo caso, a incidere è stato una idea di status symbol che oggi, molto semplicemente, non trova cittadinanza in nessun luogo e in nessuno strato della società. Nel secondo caso, l’ondata delle vendite è iniziata con la scarsa partecipazione alle aste, causata da una epidemia di peste. Come risulta evidente, siamo su due binari completamente differenti.

In secondo luogo, i Bitcoin non possono essere definiti a rigor di termini una bolla. Si definisce “bolla” una dinamica di aumento di prezzo costante e ininterrotta. Il Bitcoin, invece, sta vivendo alti e bassi, ogni tanto crolla e ogni tanto cresce a dismisura. Lo stesso vale per le altre criptovalute.

Infine, il commercio dei tulipani del XVII erano completamente sganciati dalla realtà. Le criptovalute, invece, hanno un qualche legame di tipo concreto. Certo instabile, dominato da dinamiche spesso imprevedibili, ma ce l’hanno. Nello specifico, anche le criptovalute hanno i loro market mover. Il prezzo non dipende ovviamente dalle banche centrali e dai tassi di interesse, bensì dalle deliberazioni degli organi di vigilanza, dagli elementi di innovazione delle blockchain, dai movimenti dell’oro e degli altri beni rifugio.

Una conclusione equilibrata

Possiamo concludere che il paragone tra Bitcoin e tulipani del Seicento è azzardato, quantomeno se lo si considera in modo letterale. Troppe le differenze di contesto, gli elementi di diversità nelle dinamiche e dei fattori che incidono sul prezzo.

Ciò non significa, però, che le criptovalute siano un asset su cui fare cieco affidamento. Certamente rappresentano una opportunità di investimento ma sono tutt’altro che innocue. La sensazione, però, è che, alla luce di questa riflessione, i motivi di preoccupazione siano altri: non la paura per una deflagrazione spettacolare quanto drammatica, quanto il timore per gli effetti di una volatilità che, senza scomodare paragoni “floreali”, possono avere per il singolo risvolti drammatici e irreversibili.

Trading system affidabili al 14 Settembre

Torniamo online con la rubrica sui trading system commerciali che sono online per fare un confronto oggettivo ed educativo. Il nostro intento è capire se tra le tantissime proposte online ci sono davvero strumenti e trading system affidabili.

Funnel Trader EA – risultati reali myfxbook

Come sempre il primo trading system è il Funnel trader che si dimostra ancora una volta molto stabile. Questo mese chiude sopra il 200%!

  • trades chiusi da inizio mese Settembre 2018 +1.00%
  • performance 2018 +19.79%
  • DD massimo registrato secondo myfxbook -7.56%
  • sistema online da Marzo 2016
  • performance da inizio +200.97%

Visita il sito ufficiale Funnel Trader in lingua inglese vedi i dettagli da qui

Social PAMM con KeyToMarkets (conti reali)

social pamm

I sistemi Social PAMM pubblicati dal broker KeyToMarkets ECN (leggi QUI maggiori informazioni). Si tratta di conti gestiti da società specializzate nel trading online con leva. I trading system presenti sono molto dinamici e si nota dal continuo modificarsi della classifica.

Entra in KTM e copia il tuo Social Pamm preferito
 

  • MM – MCA Swing Trading —> è uno dei sistemi più datati che continua a mantenere salda la posizione in top10. La sua performance è leggermente scesa da +86 a +76%
  • MM – MC Leviathan Management —> anche questo sistema è tra i più datati con una performance che attualmente è al +168%  (il mese scorso era al 179%)
  • MM – Ashinton Wealth Investmentes (Pty) Ltd1: sorprende la rapidità di crescita e performance; sicuramente è un sistema ad alto rischio che fa utilizzo di leva finanziaria elevata; Rischio alto, meglio osservare e valutare come reagisce nel tempo; è online da solo 68 giorni e potrebbe crollare velocemente;

PipTrend EA (nuovo trading system sotto osservazione)

Trading system basato sulle correlazioni realizzato da un team svizzero. Presentazione su FB nella pagina Avatrade che ha intervistato il team.

  • trades chiusi da inizio mese Luglio 2018 +1.23%
  • performance 2018 +10.08%
  • DD massimo registrato secondo myfxbook 27%
  • sistema online da Marzo 2018
  • Broker utilizzato Darwinex

Zulutrade copy

Da oggi iniziamo a valutare alcuni sistemi di trading che sono pubblicati online sul sito di Zulutrade.

Zulutrade permette di copiare altri trader che usano la stessa piattaforma. E’ un servizio molto simile a quello di eToro, Tradeo e tanti altri. Si può copiare anche con conto demo e vedere il conto movimentarsi per capire cosa accadrà e trovare le giuste persone da copiare.

Come adattare un trading system al proprio stile di investimento

Il trading system è un piano di trading automatico, non necessariamente gestito da un software. Dunque, può essere definito come una serie di istruzioni per aprire e chiudere i trader, finalizzato alla generazione del massimo profitto.

Tali istruzioni sono rigide e ben codificate, sicché è possibile, in linea teorica, utilizzare il trading system altrui, prodotto da altri. In effetti, ciò accade spesso: i trader (in realtà spesso principianti) adottano un trading system elaborato da terzi. Questa soluzione è legittima e a certe condizioni porta i suoi frutti. In almeno un caso, però, si rivela dannosa: ovvero quando il trading system non si adatta perfettamente al proprio stile di investimento, dove con questo termine di intende il modo di operare, l’approccio al tema della prudenza, lo stato emotivo e – soprattutto – le condizioni economiche.

 

trading system

Perché modificare un trading system

Per scongiurare il pericolo che il trading system si riveli fallimentare, è necessario dunque personalizzarlo. Insomma, adattarlo a sé stessi.

La necessità di personalizzare il trading system va rintracciata nel fattore diversità. Benché riconducibili, come qualsiasi altro gruppo, a dei cluster abbastanza omogenei al loro interni, i trader differiscono l’uno dall’altro per condizioni economiche, propensione al rischio, conoscenze tecniche e altro ancora. Dunque, se un trading system funziona su uno, non è detto che funzioni anche su un altro.

Il lavoro di personalizzazione è piuttosto complicato, e anzi è secondo solo al lavoro di elaborazione ex novo del trading system. Nel prossimo paragrafo daremo qualche consiglio utile per personalizzare il trading system.

plus500

Personalizzazione del trading system: gli aspetti da considerare

Gli elementi che compongono il trading system sono numerosi e sarebbe impossibile, in questa sede, trattarli tutti. Possiamo però considerare i più importanti, ovvero quelli che ne disegnano l’assetto e determinano l’aderenza (e quindi l’efficacia) rispetto a un dato stile di investimento.

  • Asset. Molti trading system vantano un carattere di universalità. Vengono dunque spacciati come efficaci in ogni caso, a prescindere dall’asset con cui si opera. In effetti, è proprio così: alcuni TS funzionano su più asset. Purtroppo, sono anche quelli meno efficaci, perché statisticamente meno “coperti”. Più un trading system è specializzato, meglio funziona. Anche perché ciascun asset ha un grado di sensibilità diverso rispetto a questo o a quel segnale. Il consiglio, quindi, è di verificare se il TS che abbiamo adocchiato è cucito sull’asset da noi tradato, o almeno con la medesima asset class. In caso contrario, è bene valutare se le istruzioni collimano ed eventualmente ritoccarle.
  • Orizzonte temporale. Ciascun trading system opera su un orizzonte temporale diversa. Da questo punto di vista, è molto semplice capire se faccia al caso proprio. Il consiglio migliore, a tal proposito, è di non operare alcuna forzatura su se stessi. Se si giudica un TS interessante, ma esso si basa su orizzonti diversi da quelli cui si è abituati, è bene modificarlo o passare direttamente a un altro.
  • Money e Risk Management. Questo è un aspetto importante, in quanto può decidere le speranze di guadagno. Ovviamente, i massimi guadagni possibili e le massime perdite possibili sono individuati, in un TS, in termini percentuali. Tuttavia, a parità di percentuali, una cifra può essere sostenibile per un trader e meno sostenibile per un altro trading. Ciò dipende dalla propria situazione complessiva, ma anche dal proprio rapporto con il concetto di prudenza. Dunque, se il TS appare troppo rischioso, è bene modificarne le regole di determinazione del singolo investimento.
  • Analisi tecnica. Un Trading System può essere utilizzato con un approccio “manuale”. Ciò accade quando, prima di dare l’ok all’apertura di una posizione, si operano verifiche per mezzo della pratica tradizionale dell’analisi tecnica. Si tratta di una soluzione prudente ed equilibrata. Tuttavia, anche difficile da mettere in pratica, se il Trading System utilizza indicatori particolari per ricavare i segnali. O, per meglio dire, indicatori che sono estranei al proprio bagaglio tecniche. Se il TS, dunque, fa riferimento a indicatori i cui sappiamo poco o nulla, è bene intervenire – se possibile – sulle modalità di ricezione dei segnali.
  • Analisi fondamentale. Il discorso è simile, solo che in questo caso le modalità di ricezione dei segnali non riguardano gli indicatori bensì i market mover economici. Di nuovo, se il TS fa riferimento a market mover difficili da leggere, e avulse dalle proprie competenze, è necessario cambiare registro.

Skrill presenta il suo Exchange di Criptovalute

Skrill entra a gamba tesa nel mercato degli Exchange di criptovalute. La famosa piattaforma di e-payment sta mettendo a disposizione la possibilità di acquistare e vendere le valute virtuali. Il servizio appare fin da ora molto competitivo, sia per le condizioni economiche che per l’offerta, e consolida una tendenza ormai diffusa: le criptovalute si stanno evolvendo da strumento di nicchia a strumento di massa.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul servizio Exchange di Skrill.

Vai al sito di Skrill

Come funziona l’Exchange di Skrill

Skrill è una piattaforma per le transazioni di denaro in stile Paypal molto famosa, seconda solo – appunto – a Paypal stessa. Negli ultimi anni ha funto da ponte per l’acquisto, ovviamente su altre piattaforme, di criptovaluta dal momento che integrava nella sua offerta la possibilità di scambiare valute non tradizionali. Ebbene, di recente ha compiuto un ulteriore passo in avanti, ponendo in essere un servizio per acquistare o vendere criptovalute.

Non si tratta di una piattaforma vera e propria. Skrill non ha creato una seconda piattaforma, alla quale magari ci si dovesse iscrivere o su cui creare un account. Ha semplicemente messo in piedi un servizio aggiuntivo. In buona sostanza, tale servizio è disponibile già, e di default, a chi possiede un account su Skrill.

E’ sufficiente accedere al proprio account e cliccare sul tasto Exchange per poter usufruire del servizio. Una piccola rivoluzione, questa, che normalizza una scelta – ovvero acquistare criptovalute – che è stata percepita fino a questo momento come non ordinaria. La prospettiva, come già anticipato a inizio articolo, è quella di una massificazione dello strumento crypto.

L’offerta Crypto di Skrill

Il servizio è aperto a tutti i possessori di account Skrill, è vero, ma solo se provenienti da alcuni paesi. In altri, infatti, la diffusione delle criptovalute sta incontrando ostacoli di natura tecnica e politica. Ad ogni modo, possono accedere al tasto “Exchange” gli utenti dei seguenti paesi: Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi U27niti, Regno Unito.

Per quanto riguarda l’offerta in sé, essa è soddisfacente già adesso, per quanto Skrill abbia promesso di ampliarla in futuro.

Nello specifico, è possibile acquistare, e poi eventualmente vendere, quattro criptovalute: Bitcoin (BTC), Bitcoin Cash (BCH), Ethereum (ETH) e Litecoin (LTC). Gli scambi possono coinvolgere praticamente tutte le valute tradizionali più diffuse, e persino una certa quota di quelle di nicchia, per un totale di quaranta.

Quattro valute sono poche?

Può darsi ma, al di là della promessa di aggiornamento di Skrill, queste appaiono comunque sufficienti persino a iniziare una carriera nel trading crypto, ovviamente appoggiandosi successivamente agli Exchange che, sulla base dei vari Bitcoin Ethereum e Litecoin, consentono di acquistare valute virtuali meno famose.

Costi e commissioni di Skrill Exchange

La vera forza servizio Crypto di Skrill è rappresentata dalle condizioni economiche, le quali introducono un punto di vista disruptive, e che avvicina le transazioni di valute virtuali alle normali transazioni di valute tradizionali. Il riferimento è, in primo luogo, alle commissioni, che sono estremamente basse. Secondariamente, al fatto che tali commissioni sono le medesime sia per le operazioni in entrata che in uscita, ovvero sia se si acquista criptovaluta sia se si vende criptovaluta.

Nello specifico, le commissioni sono pari all’1,5% se lo scambio coinvolge – appunto, in entrambi i sensi – euro e dollaro; sono pari al 3% in entrambi i casi.

Per quanto riguarda i limiti, siamo anche in questo caso su posizioni di assoluta competitività. L’importo minimo per le transazioni è fissato a 10 euro, o equivalente in altra valuta. L’importo massimo è variabile, ossia dipende non tanto dal nuovo servizio bensì dai limiti che ciascun account Skrill possiede (e che varia da tipologia di conto a tipologia di conto).

In definitiva, l’Exchange di Skrill, o per meglio dire il servizio di Exchange di Skrill, sembra promettere bene. In primis, per le condizioni – sia operative che economiche – che mette a disposizione. Secondariamente, per l’approccio di base, per la visione che è in grado di rappresentare: quella di un mondo crypto più vicino all’utente medio, che pone le criptovalute sullo stesso piano delle valute tradizionali e le considera, finalmente, alla stregua di uno strumento “normale” per pagare beni o per investire.