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Broker senza commissione

I broker senza commissione, rappresentano una realtà ben consolidata nel panorama del trading online. Plus500, per esempio, o anche 24Option, sono solo due dei broker senza commissioni più famosi. Quella delle commissioni potrebbe sembrare, per quanto piacevole e auspicata, un’assenza ingiustificata, se non addirittura illogica. Per capire il motivo per cui le commissioni spesso sono assenti è necessario affrontare due tempi: gli spread e la tipologia dei broker (proprio dal punto di vista operativo). Qualsiasi servizio di intermediazione finanziaria, almeno sulla carta, o in linea teorica, obbliga il cliente al pagamento di una commissione. Lo stesso dovrebbe valere per i broker, ma nella realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi questo più o meno pesante “obolo” sull’eseguito non deve essere corrisposto.

Spread e guadagno broker

Se i broker senza commissione non sottopongono gli utenti al pagamento delle commissioni, come guadagnano?

La risposta è semplice, per quanto non intuitiva: con gli spread.

Con il termine spread si intende la differenza tra il prezzo reale, di mercato, e il prezzo con il quale gli utenti sono costretti ad avere a che fare, quello con il quale tradano. E’ un valore espresso in pip. Altro termine… Cosa sono i pip? Molto banalmente, è quell’unità di misura che esprime il minimo cambiamento di prezzo possibile. Una coppia, per esempio, l’euro-dollaro, non può compiere un movimento inferiore a 1 pip. I pip vengono utilizzati per misurare gli spread in quanto consentono una grande precisione.

Broker Forex, CFD e CriptovaluteRegolamentazioneDeposito e strumentiTipi di contoPiattaforme
broker XM
FCA, CySEC e AsicDeposito minimo 5$

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
Metatrader 4 e 5
WebTrader con Mt4
avatradeFCADeposito minimo 100€

CFD su forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute
  • Conto Standard e Micro
  • Expert advisor Accettati
Metatrader 4
WebTrader con Mt4
AvaGO (trading di opzioni)
CySECDeposito minimo 100€Trading su CFD azioni, indici, forex e materie prime e criptovaluteWebTrader
App per Android e iOS
CySECDeposito minimo 10€

CFD su Forex, Opzioni fx e binarie
  • Trading di opzioni digitali
  • CFD su azioni e criptovalute
  • Opzioni binarie
WebTrader
App per Android e iOS
Piattaforma per Windows, Mac e Linux

Le tipologie di broker Market Maker e ECN e STP

I broker senza commissione, o per meglio dire alcuni broker, guadagnano con gli spread, quindi non necessitano delle commissioni. Se ci fossero, il carico sulle spalle dei trader sarebbe troppo alto, e per questo controproducente per il broker stesso.

Solo alcuni broker fondano il proprio modello di business sugli spread e non sulle commissioni. Per la precisione, i broker market maker. Questi, che rappresentano la stragrande maggioranza, non offrono l’accesso diretto al mercato, bensì eseguono gli ordini per conto degli utenti e dispongono di un ordine che funga da contraltare, in modo che la volontà dell’utenza possa essere sempre e comunque rispettata. Il passaggio in più (ossia quello dell’intermediazione) pone in essere la possibilità, da parte dei broker, di imporre prezzi diversi rispetto a quelli di mercato. Ecco, i broker market maker lucrano (legittimamente) su questo aspetto.

Discorso diverso per i broker ECN, che garantiscono l’accesso diretto al mercato ma non l’esecuzione delle operazioni. Gli utenti tradano con i prezzi reali, sicché non può essere applicato alcuno spread. Ne consegue che il modello di business deve essere giocoforza fondato sulle commissioni.

Fanno eccezione i “broker banca”, ossia i servizi di brokeraggio offerti dagli istituti bancari. In questo caso, è spesso prevista, accanto allo spread, tipico dei broker market maker, anche il pagamento di una commissione, in genere variabile.

Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell’utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

Prova il trading automatizzato con AvaTrade

Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un’intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c’è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Trading cos’è e come funziona: una piccola guida per gli aspiranti trader

Trading: cos’è e come funziona? E’ la domanda che si pongono principianti e aspiranti trader, come anche la gente comune attratta da qualche campagna pubblicitaria ben congegnata e dalla costante diffusione a cui questo genere di attività è andata incontro.

Non è facile rispondere a questa domanda in poche righe, anche perché si tratta di un’attività complessa, potenzialmente profittevole ma allo stesso tempo molta pericolosa. Cercheremo di rispondere in questo articolo, presentano inoltre le informazioni più salienti che un aspirante trader dovrebbe conoscere prima di pensare a una carriera nel trading.

Trading: una definizione esaustiva

Volendo semplificare il più possibile, si può affermare che il trading online non è altro che commercio speculativo realizzato attraverso software che consentono di operare online. Anzi, più propriamente si dovrebbe parlare di “investimento speculativo”, dal momento che nella maggior parte dei casi i beni non entrano mai in possesso, o per lo meno non vengono mai utilizzati dai trader. L’obiettivo, dunque, è generare denaro con il denaro. Come un qualsiasi investimento, appunto.

Se si eccettuano forme di investimento particolari, il meccanismo con cui si genera profitto durante un’attività di trading online è il medesimo con cui si genera profitto durante le operazioni di investimento nel mondo reale. Ovvero, si guadagna con il surplus: si compra basso, si vende alto. O, per meglio dire, si vende un bene a un prezzo superiore a quello di acquisto. Questa è una evidente semplificazione, anche perché è possibile guadagnare anche quando il mercato decresce e i prezzi si riducono, ma è utile a capire i principi base su cui si regge il trading online

Dunque, se cercate una risposta alla domanda trading cos’è, potreste prendere in considerazione questa definizione semplificata ma esaustiva.

Trading per principianti: 5 cose da sapere

E’ ovvio, una definizione semplificata non è sufficiente. Ecco, dunque, una lista delle 5 verità “base” riguardanti il trading.

Per fare trading è necessario associarsi a un intermediario. E’ semplicemente impensabile fare trading “da soli”. Anche perché è tutto molto complicato in primis dal punto di vista tecnico. Da qui la necessità di aprire un conto presso un broker, che può essere una banca che funge da intermediario (come negli investimenti normali) o più spesso una società privata. Fate attenzione, però, a rivolgervi alle società giuste, in possesso di regolare licenza. Quelle che vedete rappresentate nei banner di questo articolo rappresentano scelte sicure ed efficaci.

Per fare trading è necessario studiare prima e dopo l’esordio sul mercato. Il trading non è un gioco d’azzardo, non ci assomiglia nemmeno lontanamente. Chi si approccia con questo pregiudizio è destinato a perdere il capitale entro brevissimo tempo. Il trading è un’attività complessa, che va considerata alla stregua di una professione. Dunque, occorre prepararsi. Prima di fare la vostra comparsa sul mercato, studiate. Tuttavia, studiate anche dopo. Cosa? Il mercato, in primis, ma anche nuovi approcci strategici, nuovi strumenti di analisi etc. Il trading è una materia viva, in continua evoluzione.

plus500

Tradare bene vuol dire tradare con un approccio scientifico. Il trading non è esattamente una scienza, ma ci si potrebbe avvicinare. Anche perché, pur considerando la parte emotiva (spesso preponderante) l’utilizzo di modelli statistici può offrire indizi realistici sulla direzione che prenderà il mercato. Dunque, utilizzate la statistica quando fate trading. Come? Mettendo in pratica i principi dell’analisi tecnica, dell’analisi del grafico, utilizzando indicatori e oscillatori, che sono strumenti analitici che, per l’appunto, prendo in considerazione i dati delle sessioni passati e li sottopongono a modellizzazione statistica.

E’ possibile iniziare con poco denaro. I broker si sono aperti alla gente comune. Oggi è possibile aprire un conto con poche centinaia di euro. Tuttavia, prima di partire con cifre così basse, pensateci su: a capitale ridotto corrispondono guadagni ridotti.

La sconfitta fa parte del gioco. E’ una verità spiacevole, ma che non può essere ignorata. Tutti i trader perdono, anche quelli più in gamba. L’importante è che le vincite superino i guadagni.

Libri trading: 5 testi per iniziare

I libri sul trading rappresentano una risorsa? Studiare sui manuali può apportare un contributo significativo al percorso di formazione? Sono domande, queste, che tutti gli aspiranti trader si pongono. Domande legittime, visto che al giorno d’oggi gli strumenti formativi online rischiano di prendere il sopravvento, e sono certamente più fruibili rispetto a un tomo polveroso.

La risposta, in realtà, è affermativa a entrambe le domande. Chi sta studiando per diventare trader non dovrebbe prescindere dallo studio dei libri sul trading. Il perché lo chiariremo nel prossimo paragrafo. In quello successivo, invece, elencheremo alcuni libri che non dovrebbero mai mancare nel programma di studio dell’aspirante trader.

Perché studiare sui libri

Chi si appresta a diventare trader, o vorrebbe semplicemente provare l’ebbrezza dell’investimento online, ha a disposizione una marea di risorse formative digitali. Basti pensare agli strumenti messi a disposizione dai broker, che offrono webinar, articoli formativi, video tutorial etc. Senza contare i corsi di trading indipendenti, che si fanno di mese in mese più numerosi.

Eppure, lo studio dei libri rappresenta ancora un passaggio necessario. Anche perché solo i libri possono offrire il grado di approfondimento sufficiente a trasmettere informazioni e approcci ai principianti. Ne consegue che, almeno nella maggior parte dei casi, lo studio dei libri sul trading risulta efficace soprattutto se inserito nella prima parte del percorso di formazione.

Inoltre, alcuni libri sono scritti così bene da essere entrati nell’immaginario collettivo dei principianti, e aver conquistato lo status di pietre miliari. Elenchiamo i più importanti nel paragrafo che segue.

I libri da studiare per gli aspiranti trading

  • The Intelligent Investor (Benjamin Graham). E’ forse la pietra miliare dei libri sul trading. E’ anche il libro migliore per iniziare, anche perché oltre a decantare i principi base (e qualcosa di più) dell’investimento speculativo, fornisce indicazioni circa il giusto stato mentale. Insomma, è una miniera di buoni consigli e indicazioni.
  • A random walk down Wall Street: The Time-Tested Strategy for Successful Investing (Burton Malkiel). Rispetto al testo precedente, è più tecnico e meno “psicologico”. Tuttavia, contiene indicazioni specifiche e chiare su come si debba condurre un’attività di investimento speculativo. Il tutto con un linguaggio molto semplice, adatto anche ai principianti.
  • The Four Pillars of Investing: Lessons for Building a Winning Portfolio (William Bernstein). Questo manuale è dedicato ai principianti più assoluti, sebbene sul finire offra indicazioni di carattere più avanzato. E’ una guida completa per chi vuole imparare a fare trading, e offre il giusto spazio tanto all’elemento psicologico quanto a quello tecnico.
  • The Essays of Warren Buffett: Lessons for Corporate America (Warren Buffett e Lawrence A. Cunningham). E’ scritto da uno dei trader più famosi e ricchi del pianeta. Si incentra, a dire il vero, sul mercato azionario. Tuttavia alterna indicazioni tecniche a indicazioni comportamentale, che possono essere ben recepite dagli investitori impegnati in tutti gli altri mercati.
  • Stocks for the Long Run (Jeremy Siegel). Altro testo dedicato ai trader dell’azionario. Nello specifico, offre informazioni per gli investimenti a lungo termine. La maggior parte delle indicazioni contenute nel libro, però, possono essere considerate “universali” e quindi utili anche agli investitori degli altri mercati.
  • Making the Most out of Your Money (Jane Bryant Quinn). Questo è un testo molto prezioso, scritto con un linguaggio a volte confidenziale, che coniuga tecnica e psicologia. Molto utile se ancora dovete maturare il giusto approccio mentale.
  • One Up on Wall Street (Peter Lynch). Testo molto particolare, mette al centro il tema delle informazioni, e offre consigli utili alla gestione delle stesse, nonché alla loro corretta interpretazione.
  • The Bogleheads’ Guide to Investing (Taylor Larimore, Mel Lindauer e Michael LeBoeuf). E’ il libro perfetto per chi vuole approcciarsi al trading in modo prudenziale. Tra le altre cose, infatti, offre indicazioni e istruzioni precise su due discipline fondamentali per i trader di ogni ordine e grado: il money management e il risk management. Inoltre, lo fa con un linguaggio chiaro, a uso e consumo dei principianti.

Corsi trading, quando sono utili?

I corsi di trading costituiscono una tipologia di risorsa formativa che si sta diffondendo a macchia d’olio. Sono sempre più numerosi gli aspiranti trader che inseriscono i corsi di trading all’interno del loro programma di studio. Molto spesso, rappresentano l’unica risorsa del percorso che dovrebbe portare un completo principiante a diventare un trader pronto per affrontare il mercato.

Tuttavia, un dubbio sorge spontaneo: i corsi di trading sono una moda o rappresentano veramente delle risorse utili? La risposta è sì, rappresentano una risorsa utile, ma solo a determinate condizioni.

Webinar trading con XM – professionalità e crescita personale

Un punto di inizio di qualità e con numerosi riconoscimenti didattici

Prima di continuare vi segnaliamo da subito i webinar trading di XM perchè sono gratis e aperti a tutti. Si tratta di corsi trading in tempo reale con istruttori e trader professionisti sul forex, azioni, indici e materie prime. Tra gli istruttori compaiono figure premiate e professionalmente riconosciute come Lorenzo Sentino e Carlo Vallotto.

Ecco una panoramica su questo tipo di risorsa formativa e qualche consiglio per scegliere solo i corsi adeguati alle proprie esigenze.

Perché i corsi trading?

I corsi di trading, specie quelli indipendenti (ovvero non legati a nessun broker in particolare) possono veramente tornare utili al principiante. Se fatti bene, possono rappresentare una parte sostanziale, se non maggioritaria, dell’intero percorso formativo. Perché? Ecco qualche buon motivo.

  • Sono completi per definizione. Nella stragrande maggioranza dei casi, i corsi si pongono l’obiettivo di insegnare l’arte del trading a chi non la conosce. Sono quindi progettati a uso e consumo del principiante. Questi, quindi, ha a disposizione un pacchetto completo, molto più semplice da fruire rispetto a libri, video, articoli specialistici etc.
  • Integrano teoria e pratica. Sempre nella stragrande maggioranza dei casi, i corsi vengono registrati con grafici e piattaforme alla mano. Vi è quindi un connubio tra teoria e pratica, per quanto quest’ultima non preveda alcuna interazione (eccetto rari casi). Questo concretizza un vantaggio significativo per i corsi di trading, almeno rispetto alle altre tipologie di risorse formative, come i libri, i manuali, gli ebook.
  • Sono gestiti da trader professionisti. I corsi sono progettati e gestiti direttamente da trader, dunque da gente che, almeno in teoria, sa quello che dice. Questo è sicuramente una garanzia di affidabilità, e offre l’opportunità di creare – per quanto in differita – una relazione di mentorship.
plus500

Ovviamente, i motivi sopra elencati rappresentano anche i requisiti minimi per prendere in considerazione un corso di trading. Un corso che dichiara la sua non completezza, che non prevede sessioni di trading (registrate o in diretta) e gestiti dal primo che passa, sono da scartare a priori.

Come riconoscere un buon corso di trading?

Non basta che un corso di trading rispetti questi requisiti minimi affinché venga considerato meritevole di attenzione. Anche perché, è bene chiarirlo, i corsi di trading rappresentano un investimento significativo. Il loro costo si aggira sulle parecchie centinaia di euro, sebbene spesso si sfoci nel migliaio (e si possa arrivare facilmente a cifre superiori).

Ad ogni modo, ecco qualche criterio ulteriore che può contribuire alla scelta. Ovvero, a distinguere i corsi di trading mediocri da quelli veramente utili.

  • Servizio chiavi in mano. Affinché un corso sia veramente meritevole di attenzioni, e possa rappresentare un investimento utile, esso deve offrire un servizio completo. Non deve semplicemente offrire contenuti utili ai principianti, ma questi devono consentire loro di diventare, in un tempo relativamente breve, dei trader fatti e finiti, pronti per il mercato. Dunque, assicuratevi che l’obiettivo del corso sia esattamente quello.
  • Le credenziali del trader. Che il docente sia un trader, è il requisito minimo. Ma è ovvio: esiste docente e docente, trader e trader. Il consiglio è di acquistare solo corsi progettati, gestiti e condotti da trader di successo, possibilmente molto conosciuti nell’ambiente, che possano portare dei risultati a riprova delle loro competenze. Se possibile, accertatevi anche dell’esperienza in campo formativo, dal momento che il successo di un corso non è dato solo dalle competenze di chi lo tiene, ma anche dalle sua capacità a trasmettere le nozioni.
  • Il costo. Quanto dovrebbe costare un buon corsi di trading? Ovviamente dipende dai contenuti. Certamente, non dovrebbe costare poco. Anzi, in quel caso si avrebbe la prova della sua mediocrità. Progettare e organizzare un corso costa, dunque se ci si trova di fronte a prodotti da 100 euro, è bene evitarli. Il prezzo, in questo caso, offre più di qualche indizio reale sul valore.

Simulatore di trading: come sfruttarli al meglio

Utilizzare un simulatore di trading costituisce una buona idea? Apporta benefici a chi sta studiando per diventare trader? La risposta, a scanso di equivoci, è affermativa. A patto, però, di avere ben chiaro in mente cosa si intenda per “simulatore di trading”, e di prendere i dovuti accorgimenti. I simulatori di trading, infatti, possono diventare delle armi a doppio taglio se utilizzati senza le necessarie preoccupazioni, quindi senza comprendere quali siano le loro reali potenzialità e i loro limiti conclamati.

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Nell’articolo che segue offriremo una panoramica sullo strumento simulatore di trading, offrendo qualche consiglio per sfruttarli al cento per cento.

Cosa è un simulatore di trading

Il simulatore di trading è uno strumento che consente di fare trading nel mercato reale senza però investire realmente. Attualmente, la versione d’elezione, nonché il rappresentante più efficace di questa tipologia di risorsa, è il conto demo.

Il conto demo è un account speciale messo a disposizione dalla maggior parte dei broker privati. Formalmente, assomiglia a un account normale. Infatti, dà accesso al mercato reale, e quindi alla piattaforma con cui piazzare gli ordini. Anche gli strumenti analitici e operativi sono al loro posto. Tuttavia, differiscono dalle altre varianti per un particolare: il denaro è finto. Quindi, non si investe realmente. I conti demo, dunque, consentono di fare trading nel mercato reale senza rischiare alcunché. Consentono di farsi le ossa senza rischiare di rompersele. Insomma, il conto demo è un simulatore di trading a tutti gli effetti.

Ad oggi, ne esistono molte varianti, le quali differiscono le une delle altre per caratteristiche apparentemente collaterali, come le modalità di utilizzo e l’orizzonte temporale.

Per esempio, alcuni conti demo sono collegati al conto reale. Ovvero, l’utente acquista un conto reale e, in omaggio, ha a disposizione un conto demo per fare pratica prima di investire denaro vero.

Altri conti demo sono completamente gratuiti, dunque non impongono l’apertura di un conto reale, ma sono a tempo. Ovvero, possono essere utilizzati solo per un periodo limitato, in genere corrispondente a tre settimane.

In alcuni rari casi i conti demo sono completamente liberi, non hanno quindi limiti di tempo e non impongono l’apertura di un conto reale (e conseguente deposito).

Consigli per sfruttare al meglio i conti demo

I conti demo possono essere armi a doppio taglio. Sia chiaro, sono strumenti utilissimi, ma se non si è consapevoli del loro limite più grande possono generare false credenze, le quali possono determinare perdite di denaro anche ingenti. Questo limite riguarda un elemento strutturale e, purtroppo, immodificabile.

Nello specifico, il trader che utilizza il conto demo non impara nulla sulla gestione emotiva. Il motivo è semplice: le emozioni prendono il sopravvento nelle situazioni di rischio. Ma se nel conto demo il rischio è azzerato, allora il trader non ha modo di testare la sua risposta agli stimoli dettati dallo stress e dalla pressione emotiva. Se non è consapevole di questo limite, il trader può convincersi che i risultati che ottiene con il conto demo rispecchino fedelmente i risultati che otterrebbe nel mercato reale. Dunque, rischia di sopravvalutare le proprie capacità.

Ora, l’unico modo per evitare che questo rischio si concretizzi, è diventare nel più breve tempo possibile consapevoli di questo limite. Solo in questo modo si potranno valutare le proprie performance nel simulatore di trading al netto dell’assenza della componente emotiva. Il consiglio, dunque, è di prendere con le pinze i risultati, o almeno considerarli alla luce della componente emotiva.

Infine, un consiglio per gli esperti. I conti demo non sono strumenti dedicati esclusivamente ai principianti. Anzi, possono essere utili a chi principiante ha smesso di esserlo da un bel pezzo. I conti demo, come qualsiasi tipo di simulatore di trading, possono essere presi in considerazione non per imparare, ma per testare. Nello specifico, testare nuove strategie, modifiche al trading system, nuovi indicatori, perché no… Nuovi broker e nuove piattaforme. Anzi, da questo punto di vista, essendo la componente emotiva qui irrilevante, possono essere utilizzati senza quasi effetti collaterali.

Piattaforma trading online: meglio MetaTrader o i software proprietari?

Quella della piattaforma di trading online rappresenta una delle scelte più importanti che il trader alle prime armi deve affrontare, anche perché proprio da questa scelta dipende, in una parte non trascurabile, la sua chance di successo nel trading. Dunque, non va presa affatto alla leggera.

Le alternative, in genere, disegnano due scenari: l’utilizzo di una delle piattaforme della serie MetaTrader, l’utilizzo della piattaforma proprietaria del broker.

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Nell’articolo che segue offriremo una panoramica sull’argomento piattaforma di trading online e forniremo qualche indicazione per sceglierla con cognizione di causa.

Perché la piattaforma di trading è importante

Sull’importanza della piattaforma di trading online, e sull’impatto che esercita nell’attività di investimento speculativo, non ci possono essere dubbi. Chi non è consapevole di questo ruolo, e sceglie in fretta e senza far precedere la scelta a un’attenta fase di valutazione, se ne rende conto a sue spese, una volta fatto l’esordio nel mercato.

La piattaforma di trading occupa un ruolo di primo piano per tutta una serie di motivi. In primo luogo, perché rappresenta l’interfaccia tra l’utente e il mercato reale. E’ un software di interazione a tutti gli effetti, e se questa interazione non si sviluppa sui binari dell’efficienza, della precisione e della chiarezza i rischi possono essere molteplici. Se la piattaforma non è all’altezza, per esempio, vi è il rischio di fraintendere alcune evidenze o, peggio, di vedere i propri ordini eseguiti in ritardo.

Un altro motivo risiede nei cambiamenti che hanno riguardato le piattaforme negli ultimi anni. Da semplici terminali utente-mercato, sono diventati dei veri e propri software di supporto. Il riferimento è alla possibilità di integrare all’interno della piattaforma strumenti analitici, strategici e operativi. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi (o almeno dovrebbe essere così) le piattaforme integrano alcuni di questi strumenti di default.

Alla luce di questa importanza, del ruolo che giocano, una piattaforma dovrebbe essere:

Semplice da fruire. C’è interfaccia e interfaccia. Esse possono essere complete, oppure complete e accessibili allo stesso tempo. Ovviamente, è bene preferire le piattaforme che rispondino positivamente a questo secondo criterio. Trovare lo strumento che si cerca in un tempo minimo, avere tutto sotto controllo con un singolo colpo d’occhio, sono caratteristiche in grado di recare beneficio all’attività di trading.

Ricca di strumenti. Una piattaforma dovrebbe essere ricca di strumenti di default. Strumenti innanzitutto analitici, come indicatori e oscillatori. In aggiunta, dovrebbe essere compatibili con strumenti scaricabili in seguito, specie se riguardanti le attività di beta testing.

Veloce ed efficiente. Lo scopo principale di una piattaforma è garantire che gli ordini vengano inoltrati secondo le direttive dei trader, e che soprattutto vengano inoltrati nella maniera più rapida possibile. Dunque, è questo uno dei criteri (velocità mista a precisione) che distingue una buona piattaforma da una pessima piattaforma.

MetaTrader vs Piattaforma proprietaria

Come già anticipato, la scelta è tra le classiche piattaforme MetaTrader e le piattaforme proprietarie. Per inciso, le piattaforme proprietarie sono quelle realizzate dai broker stessi o per conto dei broker, o che per lo meno vengono associate a queste.

plus500

Di contro, MetaTrader è la serie di piattaforme più famosa in assoluto, la piattaforma per antonomasia. In genere, si parla di MetaTrader 4 e MetaTrader 4. La versione quattro, in particolare, ha anche un valore storico, in quanto ha rappresentato per tanti anni la prima scelta di chi, tra la gente comune (e non solo) ha iniziato a interessarsi al trading.

Ad ogni modo, qual è l’alternativa migliore? Le MetaTrader o le piattaforme proprietarie? Se si dovesse rispondere su due piedi, la preferenza andrebbe alle piattaforme MetaTrader. D’altronde sono rinomate per la loro affidabilità, e la loro efficacia è testimoniata da migliaia e migliaia di broker in giro per il mondo.

Tuttavia, esistono un paio di casi in cui le piattaforme proprietarie potrebbero essere prese in considerazione, ovvero quando le piattaforme proprietarie sono oggetto di numerosi feedback positivi, quando presentano un grado di compatibilità agli strumenti analitici e operativi (indicatori, oscillatori, EA) paragonabile alle MetaTrader, quando sono sponsorizzate o comunque supportate da broker famosi.

Guadagnare soldi online: meglio il Forex o il mercato azionario?

Se il vostro obiettivo è guadagnare soldi online con il trading, una delle prime decisioni da prendere riguarda il mercato sul quale investire. Le alternative preferite dai principianti sono, in genere, due: il Forex, ovvero il mercato valutario, e il mercato azionario.

Quale delle due alternative è preferibile? In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda, nella consapevolezza che la scelta definitiva spetta al trader, e che la questione potrebbe essere più soggettiva di quanto si possa pensare.

Forex: pro e contro

Il Forex è un mercato molto appetibile anche per i principianti. Lo si evince dalla diffusione cui il trading del Forex è andato incontro, sostenuto da un cambio di politica dei broker che hanno visto, proprio nel mercato valutario, un volano per acquisire clientela presso l’immenso bacino dei non addetti ai lavori. Per capire se possa fare al caso vostro, però, dovreste avere piena consapevolezza delle sue caratteristiche, e in particolare dei pro e dei contro del guadagnare soldi online con il Forex. Ecco una panoramica esaustiva.

I vantaggi del Forex

  • Il mercato è molto liquido. Quello del Forex, è il mercato più liquido al mondo. Si stima che il volume attorno alla sola coppia euro-dollaro sia superiore ai 3.000 miliardi di euro / 3.330 miliardi di dollari al giorno. Questo garantisce una più probabile copertura degli ordini e un rischio inferiore di manipolazione del mercato.
  • Il mercato è aperto 24 ore su 24. Il Forex è chiuso solo i weekend. Ciò significa che, potenzialmente, le opportunità di profitto sono superiori a qualsiasi altro mercato.
  • I broker che offrono servizi sul Forex sono numerosi. La maggior parte dei broker privati consente di fare il trading con il Forex. Ciò, tra le altre cose si traduce in un supporto maggiore per i principianti.

Svantaggi

  • L’offerta di informazioni è inferiore a quella del mercato azionario. Certo, gli analisti prendono in considerazione le valute e le notizie riguardanti le politiche monetaria fanno il resto, ma la mole di informazioni rimane inferiore a quella a disposizione dei trader azionari.
  • I prezzi sono meno volatili rispetto al mercato azionario. Questo è un dato di fatto, determinato tra le altre cose dalla maggiore liquidità.

Mercato azionario: pro e contro

Quando si pensa agli investimenti speculativi, il primo pensiero va alle azioni. Ancora oggi, nell’immaginario collettivo investire vuol dire investire nelle azioni. Ma è la migliore delle alternative per un principiante? Una rapida carrellata dei pro e dei contro può aiutare a scegliere con cognizione di causa.

Vantaggi

  • Le informazioni a disposizione dei trader sono potenzialmente infinite. Oltre all’interesse degli analisti, che considerano quello delle azioni il mercato più importante, si segnala il rilascio di informazioni a cui sono obbligate le aziende emittenti.
  • Il mercato è volatile. La borsa è molto più volatile del mercato valutario. Questo spiana la strada per profitti maggiore, per chi intende l’investimento in senso prettamente speculativo.

Svantaggi

  • Il mercato è… Troppo volatile. L’eccessiva volatilità potrebbe causare più di qualche problema ai trader poco esperti.
  • Il panorama azionario è troppo caotico. Questa è una diretta conseguenza della volatilità. Il rischio, purtroppo elevato, è non riuscire a capire in che direzione stia andando il mercato. Anche perché il fattore emotivo in borsa a un suo peso specifico.

Conclusioni

Dunque, cosa scegliere tra il mercato azionario e il mercato valutario? Dove risiedono le maggiori opportunità per guadagnare soldi online? In realtà, la risposta è demandata al singolo. Entrambe le alternative presentano pregi e difetti, vantaggi e svantaggi.

In linea di massima, però, dipende dallo stile di trading. Se solete adottare un approccio più adrenalinico e speculativo, ma allo stesso tempo lo studio delle imprese e delle società non vi fa paura, dovreste protendere per le azioni. Se invece volete mantenere un profilo più prudente, e vi piace rischiare ma non troppo, dovreste prendere in considerazione il Forex trading.

Che cos’è la leva finanziaria Forex

La leva finanziaria Forex è uno strumento molto apprezzato in quanto consente di accrescere i guadagni con rapidità. E’ anche un’arma a doppio taglio, dal momento che, così come aumenta i potenziali guadagni, aumenta anche le potenziali perdite. Se utilizzata con raziocino, tuttavia, è in grado di porre in essere opportunità importanti.

E’ nata allo scopo di consentire una speculazione più intensa nei mercati finanziari. Ben presto, però, con l’approdo dei non professionisti nel panorama del trading online, è diventata lo strumento di chi, con un capitale di partenza basso, spera di fare successo bruciando le tappe.

Leva finanziaria trading online: come funziona

Nello specifico, la leva finanziaria consente al trader di muovere capitali ingenti ma con investimenti iniziali ridotti. Il rapporto tra il capitale coinvolto e l’investimento è dato da un rapporto. Sicché, se la leva ha un rapporto di 100:1, investendo 100 dollari sarà possibile esporsi per 10.000 euro. I guadagni e le perdite, ovviamente, non vengono calcolati sui 100 dollari ma sui 100.000. Ciò significa che se il trade si conclude con un guadagno dell’1%, il trader alla fine si troverà con 101.000 euro sul conto. Sia chiaro, dovrà restituire il capitale frutto interamente della leva al broker, ma alla fine si troverà con un guadagno di gran lunga più alto di quello che avrebbe fatto evitando la leva.

Leva finanziaria forex, se perdo….

Stesso discorso per le perdite. Il rischio è di andare in rosso. Va detto che i broker tendono a tutelarsi introducendo il concetto di margine. Con il termine “margine” si intende il capitale minimo che l’utente deve possedere in conto per ordinare un determinato trade a leva. Ogni broker pone le sue condizioni, quindi prima di pensare a come utilizzare la leva, è necessario studiare approfonditamente il regolamento.

La leva nel Forex è uno strumento versatile, nel senso che i rapporti possono essere i più diversi. In genere, i broker mettono a disposizione i rapporti 50:1, 100:1, 200:1. Si segnalano, tuttavia, alcuni broker che, a determinate condizione, offrono leve altissime, pari a 888:1.

Una volta consapevoli dei rischi – e non solo delle opportunità – è bene mettere in pratica alcuni consigli utili per utilizzare al meglio questo interessante strumento.

Uno di questi coincide con l’uso dello stop strategico. Se si posizionano stop loss in maniera ragionata, allora non si deve temere nulla, in quanto il trade viene chiuso una volta raggiunte perdite non più sostenibili. Ovviamente, il livello di sostenibilità è soggettivo. Sta al trader stabilirlo, secondo le sue possibilità economiche e la sua propensione al rischio.

Un secondo consiglio è, semplicemente, di non esagerare. E’ facile rimanere ingolositi da una leva alta ma è bene tenere a freno la cupidigia. Si parla di rapporti nelle ordine delle centinaia, ma è consigliato fermarsi a quelli nell’ordine delle decine. Per esempio, una leva di 10:1 è di gran lunga sopportabile di una pari a 100:1. Per convenzione, si considera una leva di 50:1 come il limite massimo a cui un trader più o meno esperto dovrebbe ambire.

Valore di 1 pip e leva finanziaria: chiarimenti

In linea generale è bene ricordare che la leva finanziaria incide sul margine utilizzato (o libero) e non sul valore del pip investito. Questa tabella vi sarà utile per capire meglio l’effetto sul margine in base alla leva utilizzata e al lotto investito:

TIPO

LOTTO

VALORE $

MARGINE 1:100

MARGINE 1:200

MARGINE 1:500

NANO o cents di XM

0,0001

10

0,1

0,05

0,02

Micro

0,01

1000

10

5

2

Mini

0,1

1.0000

100

50

20

Standard

1

100.000

1.000

500

200

C’è broker e broker! Ecco come sceglierlo

Non c’è dubbio: esiste broker e broker! E’ proprio vero: uno non vale l’altro. Ciò significa che occorre sceglierlo bene, senza lasciarsi trascinare dall’impulsività. D’altronde ne va dei risultati, del destino stesso della propria carriera nel trading.

Non che sia facile scegliere il broker. Anche perché l’offerta è abnorme e il panorama incredibilmente eterogeneo. A disposizione dei trader e degli aspiranti trader ci sono tantissimi broker, e ciascuno di essi, almeno a primo acchito, appare come un’alternativa valida.

Nell’articolo che segue cerchiamo di proporre una soluzione a questo classico quanto pericoloso imbarazzo della scelta. Inizialmente parleremo del ruolo che il broker gioca nella carriera dei trader. In secondo luogo descriveremo i vari tipi di broker (esatto, ce n’è più d’uno!). Infine, elencheremo le caratteristiche del buon broker e spiegheremo come “scovarle”.

Perché il broker è importante

Se la piattaforma è il tramite “tecnico” tra il trader e il mercato, il broker è il tramite “operativo”. E’ anch’esso essenziale per l’attività di trading. Mette in contatto l’utente con il mercato e, di fatto, consente il regolare svolgimento delle operazioni. Ciò significa tanto, forse troppo, dal momento che al broker sono deputate funzioni collaterali e necessarie che incidono sulla qualità dell’attività di trading e, in ultima analisi, sul profitto.

Per esempio, è il broker a fare i costi. Alcune volte con commissioni sul singolo ordine, più spesso ponendo in essere uno spread, ovvero la differenza tra il prezzo reale e il prezzo proposto al trader.

Le funzioni sono comunque numerose e sfociano spesso nella consulenza, nell’assistenza e nell’analisi, se non anche nella formazione.

Insomma, il broker gioca un ruolo di primo piano. Per questo motivo occorre fare una distinzione tra broker e broker, in modo da trovare quello non solo capace di offrire dei buoni servizi, ma anche di adattarsi alle proprie specifiche esigenze.

I tipi di broker

C’è broker e broker innanzitutto perché…. Ce ne sono di tanti tipi. In questo articolo, tuttavia, per ragioni di brevità descriveremo solo le due tipologie in assoluto più diffuse.

Broker market maker. E’ la tipologia più diffusa, specie tra i trader retail. In questo caso il trader non effettua ordini in prima persona. A farlo è il broker (da qui il nome market maker). In questo modo, occasionalmente facendo da controparte, il broker assicura sempre la fattibilità degli ordini, eccetto i casi in cui vi è il rischio di conto negativo. I market maker nella stragrande maggioranza dei casi scontano lo spread, piuttosto che una commissione.

Broker ECN. E’ la tipologia più diffusa presso i grossi trader e i trader istituzionali. In questo caso il broker offre solo l’interfaccia, l’ambiente tecnico. Gli ordini sono commissionati direttamente dal trader, dunque il broker non può fare da controparte. Risultato? In assenza di controparte, alcuni ordini possono venire respinti. E’ una tipologia molto ostica da maneggiare. Nella stragrande maggioranza dei casi, comunque, scontano delle commissioni (e non gli spread).

Le caratteristiche del buon broker

Fatte queste precisazioni, e compreso che sì, esiste broker e broker… Come sceglierlo bene? Il miglior metodo consiste nel verificare la presenza di alcuni elementi “positivi”. Ecco quali.

  • Possesso dei requisiti legali. Molti non ci fanno caso, ma il requisito minimo affinché un broker sia meritevole di fiducia è il possesso di una regolare licenza, rilasciata dagli enti di controllo come Cysec e FCA.
  • Costi bassi… Ma non infimi. E’ bene che un broker imponga costi bassi (compreso il deposito minimo iniziale), ma se sono troppo bassi potrebbero essere indice di mediocrità.
  • Buona offerta di strumenti di analisi. Un broker non si deve limitare a garantire l’operatività ma dovrebbe anche offrire molti strumenti di analisi tecnica e grafica.
  • Buona piattaforma. Se agisce su piattaforma proprietaria, verificate che questa sia all’altezza. Se agisce su piattaforma terza, verificata che appartenga alla famiglia MetaTrader o ad altre famiglie di simile valore.
  • Buona assistenza. Verificate che il broker sia capace di mettersi al fianco del cliente e che possa essere raggiunto in ogni momento (o comunque durante ampie fasce orarie) su una pluralità di canali (telefono, email, chat etc.).

Concretamente, quali sono i broker migliori? Quell su cui poter fare sicuro affidamento? Ce ne sono tanti, ma quelli che vedete rappresentati nei banner di questa pagina sono i migliori.