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Guide Trading

Segnali forex Gann

Il trading online sul forex è una delle più ambite professioni nel mondo del lavoro online o dello smart working. Non a caso si tratta di uno dei settori con la maggior capacità di creare redditto online.

Il forex trading si basa sullo scambio di investimenti su coppie di valute come EURUSD, GBPUSD, USDJPY e tante altre.

Ogni coppia di valuta può essere acquistata e poi rivenduta (anche dopo pochi secondi) al fine di ottenere un profitto.

Ad esempio si può comprare EURUSD a 1.10 e rivenderlo a 1.11 riuscendo a guadagnare 100 pips che equivalgono a 1000 dollari in caso di investimento di 1 lotto forex (pari a 100.000 dollari nominali).

Il forex trading però permette di creare anche guadagni dai ribassi, ovvero vendere a 1.10 e comprare quando scende a 1.09 (stesso profitto dell’esempio precedente).

Per aprire 1 lotto forex non è necessario avere effettivamente 100.000 dollari sul conto ma solo il margine richiesto dal broker che va da 100 a 3333 dollari, a secondo della leva finanziaria scelta dal trader (ad esempio 1:30 o superiore fino a 1:888).

Segnali forex

Per diventare bravi trader e poter guadagnare è necessario utilizzare segnali forex statisticamente capaci di creare profitto nel lungo periodo.

Tra i metodi per creare segnali forex per investire e creare un profitto online ci sono gli studi di:

  • indicatori (ad esempio medie mobili, bande di bollinger o ichimoku)
  • oscillatori (ad esempio RSI o Stocastico)
  • analisi tecnica (ad esempio lo studio di figure come triangoli, rettangoli, testa e spalle)
  • analisi fondamentale (ad esempio lo studio dei dati macro e micro economici)
  • analisi con Gann
  • analisi con Elliott
  • analisi con i cicli di Hurst
  • e tanti altri metodi (ad esempio lo spread trading sui futures di materie prime)

Le moderne piattaforme di trading permettono anche l’utilizzo di software che studiano in modo autonomo il mercato e possono aiutare il trader nell’attività di:

  • ricerca di opportunità
  • apertura di posizioni
  • chiusura dei trades
  • gestione del rischio

Formazione per diventare trader

Al fine di riuscire a diventare bravi trader è necessario investire tempo sullo studio e quindi sulla formazione di se stessi per conoscere nel migliore dei modi il forex.

La formazione nel mondo del trading online sul forex è molto vasta e in media un autodidatta deve dedicare 2-3 anni per poter ottenere risultati professionali.

La formazione professionale offerta dai corsi forex online è un modo per velocizzare l’apprendimento perché si basa su esperienze maturate da trader professionisti. Oggi rispetto a 10 anni fa grazie all’avvento dei corsi online, l’evoluzione di internet e delle nuove piattaforme di trading accessibili anche da chi ha capitali esigui si può apprendere in modo molto più veloce.

Il rispetto delle regole di trading di un trading system può generare un extra reddito mensile a patto che il trader riesca a seguire con precisione e oggettività il sistema. E’ infatti fondamentale seguire i segnali forex del sistema per poter ottenere il profitto mensile desiderato. Il peggior nemico del trader è la distrazione e la mancanza di controllo dell’emotività.

Andamento mercati finanziari: gli strumenti per prevederlo

L’andamento dei mercati finanziari, in un certo senso, può essere previsto. Ovviamente, non si parla di previsione come acquisizione di informazioni certe sul futuro. Nel contesto del trading, piuttosto, occorre fare riferimento al concetto di stima statistica

Se si intende l’atto di prevedere un qualcosa in questo senso, allora sì, l’andamento dei mercati finanziari può essere previsto. Esistono vari approcci per farlo, e questi ruotano attorno alle attività dell’analisi del presente. Ne parliamo in questo articolo. 

Prevedere l’andamento dei mercati finanziari: l’analisi tecnica

L’analisi tecnica è un’attività cruciale per qualsiasi trader. Consiste nello studio del grafico, dei prezzi e di altri elementi al fine di comprendere in che modo si muoverà l’asset. L’analisi tecnica si basa su alcuni principi. In primo luogo, si basa sul principio secondo cui “la storia si ripete”, ovvero il mercato, o per meglio dire gli investitori, tendono a ripetere certi comportamenti, se sollecitati da determinati stimoli. Questo ha dato vita all’elaborazione di alcuni modelli statistici, i quali possono essere utilizzati per orientarsi nel mercato.

Il secondo principio, invece, attribuisce una certa razionalità agli investitori (ovviamente con le dovute eccezioni). L’imprevedibilità, dunque, sarebbe un elemento estraneo o comunque raro nel trading.

L’analisi tecnica viene realizzata per mezzo di alcuni strumenti, il cui scopo è appunto l’individuazione di segnali coerenti con i modelli statistici cui abbiamo appena fatto cenno. Tali strumenti prendono il nome di indicatori. Alcuni di questi sono veramente complessi e fanno uso di formule matematiche davvero difficili da comprendere e mettere in atto. Per fortuna, al trader è richiesto solo di impostare gli indicatori e di interpretare i risultati. Al resto, ovviamente, pensano loro. 

Prevedere l’andamento dei mercati finanziari: l’analisi fondamentale

Il secondo pilastro dell’analisi è appunto l’analisi fondamentale. Si differenzia profondamente dalla variante tecnica, sia per ciò che concerne le dinamiche che le competenze da mettere in campo. Se il lavoro di analisi tecnica è soprattutto un lavoro di lettura, e solo in parte di interpretazione, l’analisi fondamentale si basa quasi esclusivamente sull’interpretazione. Anche perché a fornire i segnali, in questo caso, non è un dato matematico e oggettivo, bensì dei “fatti umani”, che vengono chiamati market mover. In questa categoria possono essere raggruppati tutti gli eventi che si sviluppano al di fuori del mercato ma che lo influenzano profondamente. Una notizia economica, la pubblicazione di un dato sull’economia reale, persino le dichiarazioni dei policy maker… Questi, e tanti altri, sono market mover. 

L’analisi fondamentale, benché la matematica giochi un ruolo marginale, è molto più difficile dell’analisi tecnica. Come già accennato, è lo spirito di interpretazione a farla da padrone, a rappresentare la skill più importante. Interpretazione che, ovviamente, non deve avere nulla di arbitrario ma deve piuttosto procedere da una profonda conoscenza sia del mercato che dell’ambiente economico, e delle dinamiche che determinano i rapporti di interdipendenza tra queste due sfere. 

La questione del trading automatico

Almeno in parte, l’analisi tecnica può essere automatizzata. Ovvero, può essere lasciata alla tecnologia non solo il lavoro di calcolo ma anche la lettura dei dati. In questo caso, la ricezione dei segnali non è manuale ma viene direttamente realizzato da un software. Questa tipologia di software prende il nome di Expert Advisor. Nella maggior parte dei casi, gli Expert Advisor si limitano a leggere il mercato e suggerire i punti di entrata e di uscita. In alcuni casi, sostituiscono il trader anche nella fase operativa, aprendo e chiudendo le posizioni in maniera del tutto automatica.

Ovviamente, il ruolo del trader non è marginale nemmeno in questo caso. Anche perché sta al trader impostare correttamente gli Expert Advisor. Questi, infatti, non fanno altro che sostituire l’individuo, facendo tutto ciò che farebbe lui. Semplicemente, senza stancarsi e senza commettere errori di calcolo. Soprattutto, senza farsi trascinare dalle emozioni.

Il trading automatico, quindi, può essere una risorsa anche quando lo scopo è prevedere l’andamento dei mercati finanziari, purché venga impiegato con un certo raziocinio. 

Bollinger: chi è e perché è utile per il tuo trading

John Bollinger è uno dei trader più famosi per la storia. Non tanto per i risultati che ha conseguito, che sono eccellenti ma certo non paragonabili a quelli di investitori più affermati (es. Warren Buffet e George Soros) quanto per una sua invenzione che ha inciso profondamente sul modo di fare trading: le Bande di Bollinger.

In questo articolo parliamo di Bollinger e delle sue “bande”, fornendo descrizioni brevi ma accurate e qualche consiglio per sfruttare al meglio l’indicatore. 

John Bollinger, un trader rivoluzionario

John Bollinger più che un trader, è un autore di saggi e manuali sul trading e un analista finanziario. Nonostante abbia quasi 70 anni, è ancora in attività. Americano di origine, fino ai primi anni Novanta ha lavorato come analista, per poi darsi alla formazione. I suoi primi saggi e manuali, infatti, sono datati 1995.

E’ ricordato principalmente per aver inventato le Bande di Bollinger (nel 2001), un indicatore di facile utilizzo e che si caratterizza per un valore predittivo abbastanza elevato. A patto, ovviamente, che venga utilizzato con raziocinio, e con una certa consapevolezza circa i suoi limiti che, com’è normale per qualsiasi strumento di trading, ci sono e vanno presi in considerazione.

Cosa sono le Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger, in inglese “Bollinger Bands”, sono un indicatore che analizza la volatilità e il cui scopo è generare segnali di vendita e di acquisto affidabili. Sul grafico appare come una serie di bande adiacenti, e dunque come una disposizione di tre linee dall’alto verso il basso.

Le Bande di Bollinger sono frutto di un calcolo abbastanza complesso. La linea centrale è una “normale” media mobile, in genere a 20 periodi (ma può essere personalizzata a piacimento). Le altre linee sono invece composte applicando alla stessa media mobile una deviazione standard moltiplicata per due. 

A seguito di questo calcolo, si formano tre zone. La prima parte dalla linea più alta e occupa la parte superiore del grafico. La seconda parte dalla linea più bassa e occupa la parte inferiore del grafico. La terza è invece compresa tra le tre linee. 

Più un asset è volatile, più distanti sono le linee. Non c’è di cui stupirsi, dal momento che le linee sono il frutto della deviazione standard. 

Come si usano le Bande di Bollinger

In che modo le Bande di Bollinger generano segnali? Innanzitutto, occorre specificare che i modi sono più di uno, ma qui di seguito illustreremo quello più diffuso.

Segnale di vendita. Si ottiene un segnale di questo tipo quando il prezzo raggiunge la banda superiore ma poi rimbalza, e ritorna nella fascia centrale.

Segnale di acquisto. Si ottiene un segnale long quando il prezzo raggiunge la banda inferiore e, analogamente, rimbalza per poi ritornare nella fascia centrale.

Da questo punto di vista, le Bande di Bollinger si comportano come se fossero supporti e resistenze mobili.

C’è un ma, anzi due. Il primo elemento da prendere in considerazione è la rarità con cui avviene il superamento delle linee. Per la maggior parte del tempo, il prezzo staziona nella fascia. Anzi, ciò accade nel 95% dei casi. Questo significa, molto banalmente, che raramente il prezzo esprime una volatilità “insolita”. 

L’altro elemento riguarda la fallacia delle Bande di Bollinger. Questo indicatore è efficace, certo, ma il concetto di efficacia va considerato alla luce dei limiti dell’analisi tecnica. In definitiva, il rischio che si giunga a falsi segnali è tutt’altro che peregrino. Anzi, rappresenta una delle maggiori preoccupazioni quando si utilizzano le Bande di Bollinger.

Dunque, che fare? John Bollinger ha pensato anche a questo. Nel corso dei suoi studi ha maturato un approccio teso, appunto, ad abbassare il rischio di falsi segnali. L’intuizione di fondo è semplice: accompagnare le Bande di Bollinger ad altri indicatori, a mo’ di controprova. D’altronde, questa è una accortezza che viene presa nella maggior parte dei casi, a prescindere dall’indicatore utilizzato. Nello specifico, la Bande di Bollinger danno il meglio di sé insieme agli indicatori di volume. 

Webinar forex gratis da non perdere 2020

La formazione con i webinar forex gratis è utile per tutti. E’ un modo per:

  • confrontarsi
  • apprendere nuovi concetti
  • conoscere traders, relatori e valutare la loro capacità di formazione e di trasmissione di informazioni
  • ottenere offerte e promozioni da parte degli organizzatori (traders o broker)

I webinar forex sono lezioni online (solitamente gratuite) a cui si può accedere tramite link di invito o per effetto di registrazione all’evento. Quindi durante un webinar forex si può vedere lo schermo del relatore, ascoltare e interagire via chat o via microfono. I webinar forex online sono diventati lo strumento formativo più utilizzato negli ultimi anni anche perchè le recenti piattaforme di webinar offrono questo servizio in modo gratuito per chi vuole seguire.

Quindi non confondete i webinar forex con i seminari forex che invece sono riferiti a lezioni dal vivo in aulee formative. In questo caso possono essere eventi gratuiti (come i seminari forex di XM o a pagamento).

I broker forex che ci danno la possibilità di studiare con i webinar forex gratis 2019 in Italia e con lezioni di trading di alta qualità sono:

Si tratta di broker con regolamentazioni FCA o europee e di alta affidabilità. Ci sentiamo di dire però che solitamente XM e AvaTrade offrono lezioni tramite trader professionisti esterni che hanno molto interesse a far valutare i loro strumenti (indicatori o expert advisor) e che non hanno interessi particolari nei broker. Gli altri invece solitamente utilizzano dipendenti interni che quindi non sempre riescono a trasmettere contenuti di alta qualità.

Argomenti webinar forex gratis 2019

Leggendo nei siti ufficiali dei broker troviamo l’elenco delle lezioni programmate e vi segnaliamo:

  • XM – Analisi grafica in tempo reale su forex, indici, azioni e materie prime
  • XM – Supertrend, HeikenAshii, Ichimoku (varie lezioni su diversi aspetti), PinBar, Divergenze Prezzi – RSI
  • XM – Autotrading per tutti, Kumo Ichimoku, Ichimoku Completo, Analisi Ciclica
  • XM – Spread trading avanzato con indicatori e con expert advisor

Webinar forex Youtube

Non tutti possono essere online agli orari stabiliti e quindi abbiamo chiesto ai relatori e ai broker come poter rivedere i webinar. Lorenzo Sentino che è uno dei relatori più conosciuti in ambito di webinar forex ci ha consigliato di visionare i video caricati sul suo canale youtube presente QUI: https://www.youtube.com/user/ForexOnlineTrading/featured

In effetti Youtube sta contribuendo tantissimo alla formazione nel trading online perchè riesce a mettere a disposizione dei lettori moltissimi contenuti di qualità e i commenti degli stessi riescono a creare una classifica naturale dei migliori.

Supporti e resistenze: a cosa servono, come calcolarli

Supporti e resistenze sono due elementi di analisi tecnica molto utili per i trader, soprattutto in una prospettiva di orientamento e di previsione dell’andamento dei mercati finanziari. Sono anche due elementi “sfuggenti”, che sottendono alle dinamiche più varie, che possono essere soggette a una certa arbitrarietà.

In questo articolo parliamo proprio di supporti e resistenze, fornendo una definizione esaustiva e offrendo qualche consiglio per utilizzarli al meglio.

Cosa sono supporti e resistenze

Supporti e resistenze sono entrambi dei livelli di prezzo. Nello specifico, il supporto è il livello raggiunto il quale il prezzo fa fatica a scendere; mentre la resistenza è il livello raggiunto il quale il prezzo fa fatica a salire. Possono essere paragonati rispettivamente a un pavimento a un tetto, ma flessibili. Infatti, possono essere oltrepassati, e anzi proprio questo fenomeno determina un segnale utilizzabile dai trader. 

Proprio perché possono essere oltrepassati o “rotti”, non esistono un solo supporto e una sola resistenza. Anzi, ne esistono numerosi, e possono essere tutti utili in una prospettiva di orientamento e di previsione del prezzo. 

I supporti e le resistenze, per quanto potenzialmente arbitrari, e comunque non fissi, sono strumenti molto utili ai trader. Non a caso, sono elementi fondamentali per l’analisi tecnica, soprattutto di un approccio “asciutto e semplice” all’analisi tecnica.

Ovviamente, occorre saperli utilizzare, ovvero capire in che modo determinano segnali. E’ necessario soprattutto saperli scegliere, dal momento che i metodi sono numerosi e tutti validi. 

Come utilizzare supporti e resistenze

Nello specifico, cosa dicono i supporti e le resistenze? Che segnali generano? La risposta, almeno a un livello teorico, è abbastanza semplice. Partiamo dalla resistenza

Quando il prezzo, inserito in un trend positivo, sfonda dal basso verso l’alto la resistenza e continua la sua corsa, viene generato un segnale di rafforzamento del trend. In genere, l’ex resistenza, ovvero il limite oltrepassato, diventa un supporto.

Invece quando il prezzo, sempre inserito in un trend positivo, rimbalza sulla resistenza o sì la oltrepassa, ma poi ritorno subito al di sotto, viene generato un segnale di indebolimento del trend, o addirittura di inversione dello stesso.

Per il supporto le dinamiche sono uguali e contrarie. 

Se il prezzo, inserito in un trend ribassista, sfonda dall’alto verso il basso il supporto e continua la sua discesa, il trader trae un segnale di continuazione del trend ribassista.

Viceversa, quando il prezzo, sempre inserito in un trend ribassista, rimbalza sul supporto o dopo averlo sfondato ritorna sui suoi passi, il trader trae un segnale di inversione o perlomeno di indebolimento del trend. 

Come individuare supporti e resistenze

La parte più difficile, forse, sta proprio nell’individuare i supporti e le resistenze. I metodi sono numerosi, sebbene ne vengono utilizzati tre in particolare (che comunque non si escludono l’un l’altro). 

Soglie psicologiche. I livelli “importanti” da sotto il profilo visivo o storico possono essere considerati supporti e resistenze. Per esempio, l’euro dollaro a 1,00 è un supporto davvero potente, in quanto il concetto di parità solletica l’immaginario collettivo, e dunque è in grado di generare un effetto sul mercato. In genere, sono supporti e resistenze tutte le cifre più o meno tonde, sebbene abbiano una forza limitata rispetto ai supporti e le resistenze individuati con altri metodi.

Minimi e massimi. Questo è uno dei metodi più utilizzati, anche perché potenzialmente molto efficace e facile da mettere in pratica. Semplicemente, si individua il minimo e gli si assegna un valore di supporto; si individua il massimo e gli si assegna un valore di resistenza. C’è un ma… Quali minimi e quali resistenze? Settimanali, mensili, annuali? Dipende dallo stile di trading, e soprattutto dall’orizzonte temporale. In genere, si preferisce operare con più supporti e più resistenze, dunque prendendo a riferimento più minimi e più massimi. Ovviamente, più i minimi e i massimi sono lontani nel tempo, maggiore è la loro forza come supporti e resistenze. 

Con gli indicatori. Ovviamente, i supporti e le resistenze possono essere individuati dagli indicatori. Ovvero, è possibile considerare supporti e resistenze alcuni punti segnalati, per altri scopi, da certuni indicatori. Questo capita soprattutto con gli indicatori che fanno uso di medie mobili. Il punto di forza di questo metodo è la possibilità di utilizzare supporti e resistenze mobili, ovvero che cambiano al variare del prezzo, dunque sempre, in qualche modo, “coerenti” con quanto accade nel mercato. 

Analisi fondamentale Forex: le differenze rispetto agli altri mercati

Analisi fondametale e Forex sono  legati da un rapporto indissolubile. Ovvero, è impossibile praticare un buon Forex trading ignorando l’analisi fondamentale. Nella prospettiva di un trading razionale e basato su elementi solidi, l’analisi fondamentale vanta una cittadinanza piena, al pari dell’analisi tecnica.

Tuttavia, la pratica dell’analisi fondamentale nel Forex assume contorni abbastanza singolari, certamente diversi da quelli che caratterizzano gli altri mercati, azionario in testa. Ne parliamo in questo articolo.

Le particolarità del Forex

Prima di fare il punto sull’analisi fondamentale nel Forex è necessario comprendere la natura del Forex stesso, ovvero conoscere e metabolizzare quelle caratteristiche che quasi lo rendono un mercato sui generis. 

Estrema liquidità. Il Forex è il mercato più liquidi al mondo. Per dare un’idea della liquidità, possiamo affermare che la sola coppia euro dollaro muove un volume superiore ai 3.000 miliardi di dollari, che è pari a 1.3 volta il debito pubblico italiano. Ciò pone in essere dinamiche particolari, che coinvolgono le dinamiche di determinazione del prezzo e, di conseguenza, la pratica dell’analisi fondamentale. 

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Il fattore esogeno. Il Forex è un mercato in linea di massima “gestibile dall’esterno”. Non dobbiamo pensare a forze oscure che operano per il tornaconto personale e per il proprio arricchimento. Semplicemente, la questione monetaria è affidata alle banche centrale, che hanno tutto il diritto, anzi il dovere, di tenere sotto controllo i prezzi e quindi il valore delle proprie monete. Anche questa dinamica incide in maniera netta sui modi e sui metodi dell’analisi fondamentale nel Forex. 

La leggibilità. In virtù di quanto appena scritto, il Forex è un mercato tutto sommato leggibile. In linea teorica, l’analisi fondamentale tanto quella tecnica possono risultare massimamente efficaci. Anche perché la volatilità è tutto sommato equilibrata, i colpi di coda rari, la suscettibilità di tipo emotivo (il cosiddetto panico dei mercati) ridotto. 

L’analisi fondamentale nel Forex Trading

Fatte queste precisazioni, cosa si può dire dell’analisi fondamentale nel Forex? In primis, che occorre conferire la massima importanza ai market mover legati alla politica monetaria, quindi tassi di interesse ed eventuali allentamenti monetari.

In questa categoria va inserita anche l’inflazione, che formalmente è un parametro dell’economia reale, ma che in verità è capace di orientare in maniera assoluta le azioni di politica monetaria. Il perché dell’importanza dei market movers “monetari” è assai intuibile: le banche centrali possono impattare quasi direttamente sulle coppie di valute, dunque ne vanno studiati i comportamenti. Ciò significa prendere in considerazione anche le dichiarazioni dei policy maker che, attraverso le prassi della forward guidance, esercitano di fatti un (legittimo) potere di orientamento. 

Ovviamente, vanno presi in considerazione i market movers dell’economia reale, come PIL, produzione, occupazione etc. Infatti, le valute sono espressione anche della forza economica di un paese.

Prestate attenzione alla fase di scelta. Il consiglio è di non limitarsi ai market mover che riguardano esclusivamente le valute che state tradando. In realtà, per produrre un’analisi fondamentale degna di questo nome è bene studiare i market mover delle coppie correlate, sia positivamente che negativamente. Solo in questo modo, infatti, è possibile ricavare una visione di insieme.

Alcuni market mover, poi, assumono una importanza che è in assoluto significativa, a prescindere dalle valute in portfolio. Il riferimento è ai dati americani, e in particolare alle decisioni di politica monetaria della Fed, che alla luce dell’importanza che l’economia americana esercita sull’intero sistema economico getta la sua influenza sul mercato valutario nel suo complesso. 

Infine, il consiglio è di creare una routine. L’analisi fondamentale è complicata sempre e comunque. Associarla a comportamenti abitudinari, se di comprovata efficacia, contribuisce a snellire il processo, liberare energie e tempo per la fase di programmazione del trade e per l’operatività in generale.

Bande di Bollinger: cosa sono e come si usano

Le Bande di Bollinger costituiscono un indicatore molto utilizzato dai trader di ogni ordine e grado. Tra i pregi, spicca il buon carattere predittivo e una certa facilità di lettura. E’ anche un indicatore relativamente recedente, dal momento che è stato “inventato” dal trader, analista e formatore John Bollinger nel non lontano 2001.

Nonostante una certa semplicità del meccanismo di base, è necessario maturare delle competenze per valorizzare al meglio le Bande di Bollinger. Ciò significa, tra le altre cose, conoscere alcune indicazioni generali. Ne parliamo in questo articolo, offrendo inoltre una panoramica complessiva su questo indicatore. 

Le Bande di Bollinger in pillole

Le Bande di Bollinger traggono il proprio nome dal modo in cui compaiono a schermo. Quando si utilizza questo indicatore, infatti, nel grafico appaiono tre brande. Queste, a loro volta, sono frutto di tre linee. La prima è una media mobile a 20 periodi (anche se può essere modificata più o meno a piacimento). La seconda e la terza sono ricavate calcolando la deviazione standard, che inoltre viene moltiplicata per due. In questo modo si formano tre bande.

  • Banda superiore. Occupa la parte alta del grafico ed è delimitata dalla linea superiore (media mobile + deviazione standard x 2).
  • Banda inferiore. Occupa la parte bassa del grafico ed è delimitata dalla linea inferiore (media mobile – deviazione standard x 2). 
  • Banda centrale. E’ delimitata dalle due linee.

La banda centrale rappresenta il range in cui il prezzo si trova nella maggior parte dei casi, e che indica una situazione tutto sommato di normalità.

La banda superiore indica la zona che l’asset percorre quando il suo prezzo è più alto del solito. La banda inferiore indica invece la zona che l’asset percorre quando il prezzo è eccezionalmente basso. 

Come si usano le Bande di Bollinger

Lo scopo delle Bande di Bollinger, come ogni indicatore che si rispetti, è fornire dei segnali di vendita o di acquisto. Ci riesce molto bene, benché si ravvisino alcuni elementi di criticità,  i quali vanno contrastati con alcuni accorgimenti che esporremo in seguito.

Ad ogni modo, le Bande di Bollinger evadono segnali quando il prezzo interagisce con le bande superiori e inferiori. Questa meccanica è considerata da alcuni problematica, dal momento che per il 95% del tempo il prezzo staziona nella banda centrale. Il rischio, infatti, è di non ricevere segnali.

Ad ogni modo, gli usi delle Bande di Bollinger sono numerosi. In questo articolo però ci soffermeremo su quello principale.

Quando il prezzo raggiunge la banda superiore dal basso verso l’alto, rimbalza e rioccupa la banda centrale, si trae un segnale di vendita.

Quando il prezzo supera la banda inferiore dall’alto verso il basso, rimbalza e rioccupa la banda centrale, si trae un segnale di acquisto.

Se si analizza questa semplice chiave di lettura, si intuisce che le Bande di Bollinger si comportano in maniera non troppo dissimile dai supporti e dalle resistenze mobili. 

Consigli per valorizzare le Bande di Bollinger

Innanzitutto, occorre dare una cattiva notizia. Le Bande di Bollinger da sole non bastano. In realtà, non c’è nulla di cui stupirsi. Sono rari gli indicatori che offrono un buon grado di sicurezza anche se utilizzati da soli.

Nel caso delle Bande di Bollinger, il rischio di incorrere in falsi segnali non è affatto basso. Magari si trae un segnale di vendita, ma il prezzo anziché scendere sale. Viceversa, c’è il rischio di vendere in seguito a un segnale e poi registrare un aumento del prezzo.

John Bollinger ha però trovato una soluzione in grado di attenuare il pericolo di ricevere falsi segnali. Anzi, le soluzioni al problema dei falsi segnali sono almeno due. 

La prima consiste nell’associare le Bande di Bollinger ad alcuni indicatori manuali che prendano in considerazione il volume. Per esempio il Percentage B (chiusura meno banda inferiore / banda superiore – banda inferiore).La seconda soluzione consiste  nell’associare le Bande di Bollinger a indicatori veri e propri, che offrano indicazioni sulla forza del mercato. Per esempio, l’RSI. Nello specifico, quando l’RSI conferma il segnale fornito dalle Bande di Bollinger, allora quel segnale ha un rischio di inaffidabilità basso, e dunque può essere utilizzato in fase operativa.

Ordini stop: cosa sono e come possono tornare utili

Gli ordini stop sono strumenti in grado di razionalizzare l’attività di trading, renderla più efficace, diminuire il grado di rischio o gli effetti di eventi negativi. Sono anche strumenti abbastanza complicati, soprattutto se utilizzati a un livello avanzato, che richiedono un grado di competenze elevato.

Il primo passo per padroneggiare gli ordini stop, e trasformarli in una vera e propria risorsa, è comprenderne significato e ruolo senza fraintendimenti di sorta. In questo articolo, una panoramica esaustiva sugli ordini stop.

La differenza tra ordine stop e ordine limit

Molto banalmente, l’ordine stop è un ordine che il trader assegna al broker. Tale ordine consiste nel chiudere o aprire una posizione quando il prezzo raggiunge un certo livello. Ovviamente, il prezzo stop, o stop price, è deciso dal trader. 

Questo concetto, di per sé molto semplice, non va confuso con l’ordine limit. I due strumenti si caratterizzano per una certa somiglianza, ma rimangono comunque diversi. Se con l’ordine stop una posizione viene aperta o chiusa quando l’asset raggiunge un dato prezzo, con l’ordine limit ciò accade a prescindere dal prezzo corrente. Se l’ordine consiste nel vendere a un dato prezzo, l’asset viene venduto a quel prezzo e a quel prezzo soltanto. Ovviamente, gli ordini limit (o limit order, in inglese) hanno una probabilità non trascurabile di rimanere inevasi. 

Lo stop di chiusura

Esistono due tipologie di ordini stop: di chiusura e di apertura. Quelli più utilizzati sono gli ordini di chiusura. Il motivo è semplice: sono strumenti molto efficaci per contenere il rischio o, per meglio dire, per contenere le perdite. Esatto, fare trading vuol dire soprattutto ragionare su come contenere gli effetti di una sconfitta. 

Gli stop di chiusura, infatti, consentono di chiudere le posizioni quando il prezzo ha raggiunto un livello così basso da segnalare l’impossibilità di ripresa (almeno nel breve periodo). In assenza di uno stop, e raggiunto questo ipotetico livello, il trader non farebbe altro che peggiorare la situazione. Gli stop di chiusura, quindi, consentono di limitare i danni.

Gli esempi più importanti di stop di chiusura sono gli stop loss e i trailing stop (i secondo sono una varianta dinamica dei primi).

Impostare il prezzo per lo stop di chiusura, o banalmente per lo stop loss, vuol dire immaginare o un ipotetico punto di non ritorno o la massima perdita psicologicamente / economicamente tollerabile o entrambi. Tale attività di impostazione, ovviamente, è “tecnica”, ovvero coinvolge strumenti a carattere statistico. 

Lo stop di apertura 

Lo stop di apertura ha una funzione diversa dallo stop di chiusura. Se lo scopo di quest’ultimo è limitare i danni o comunque generare un certo controllo sulle perdite, lo scopo dello stop di apertura è quello di cogliere il maggior numero di opportunità possibile. D’altronde, si parla di entrata nel mercato, non di uscita. 

Anche gli ordini stop di apertura, o per meglio dire i prezzi corrispondenti, vengono decisi nella maniera più possibile scientifica, o brandendo la statistica come una risorsa inestimabile. Anche perché entrare nel mercato nel momento sbagliato è pericoloso e, anzi, produce conseguenze dirette (e negative) sulle speranze di guadagno. 

Un consiglio per gli ordini stop

Il consiglio principale è di analizzare attentamente il mercato. La scelta del prezzo è fondamentale e non può essere lasciata a pratiche non scientifiche o, peggio ancora, all’improvvisazione. Ne va delle speranze di guadagno o addirittura della tenuta economica. Dunque, utilizzate abbondanti dosi di analisi tecnica, incentrandovi in particolare sui livelli di supporto e di resistenza. 

Un’indicazione forse non propriamente tecnica ma comunque utile: fate riferimento anche agli analisti, ovvero a chi per professione analizza il mercato. Scegliete analisti il più possibile indipendenti, e scoprite i prezzi più adatti per uscire dal mercato (ordini stop di chiusura) e per entrare (ordini stop di apertura). Ovviamente, utilizzate più canali: il parere degli esperti, appunto, ma anche e soprattutto l’analisi personale e diretta del mercato. 

Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell’utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

Prova il trading automatizzato con AvaTrade

Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un’intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c’è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Trading cos’è e come funziona: una piccola guida per gli aspiranti trader

Trading: cos’è e come funziona? E’ la domanda che si pongono principianti e aspiranti trader, come anche la gente comune attratta da qualche campagna pubblicitaria ben congegnata e dalla costante diffusione a cui questo genere di attività è andata incontro.

Non è facile rispondere a questa domanda in poche righe, anche perché si tratta di un’attività complessa, potenzialmente profittevole ma allo stesso tempo molta pericolosa. Cercheremo di rispondere in questo articolo, presentano inoltre le informazioni più salienti che un aspirante trader dovrebbe conoscere prima di pensare a una carriera nel trading.

Trading: una definizione esaustiva

Volendo semplificare il più possibile, si può affermare che il trading online non è altro che commercio speculativo realizzato attraverso software che consentono di operare online. Anzi, più propriamente si dovrebbe parlare di “investimento speculativo”, dal momento che nella maggior parte dei casi i beni non entrano mai in possesso, o per lo meno non vengono mai utilizzati dai trader. L’obiettivo, dunque, è generare denaro con il denaro. Come un qualsiasi investimento, appunto.

Se si eccettuano forme di investimento particolari, il meccanismo con cui si genera profitto durante un’attività di trading online è il medesimo con cui si genera profitto durante le operazioni di investimento nel mondo reale. Ovvero, si guadagna con il surplus: si compra basso, si vende alto. O, per meglio dire, si vende un bene a un prezzo superiore a quello di acquisto. Questa è una evidente semplificazione, anche perché è possibile guadagnare anche quando il mercato decresce e i prezzi si riducono, ma è utile a capire i principi base su cui si regge il trading online

Dunque, se cercate una risposta alla domanda trading cos’è, potreste prendere in considerazione questa definizione semplificata ma esaustiva.

Trading per principianti: 5 cose da sapere

E’ ovvio, una definizione semplificata non è sufficiente. Ecco, dunque, una lista delle 5 verità “base” riguardanti il trading.

Per fare trading è necessario associarsi a un intermediario. E’ semplicemente impensabile fare trading “da soli”. Anche perché è tutto molto complicato in primis dal punto di vista tecnico. Da qui la necessità di aprire un conto presso un broker, che può essere una banca che funge da intermediario (come negli investimenti normali) o più spesso una società privata. Fate attenzione, però, a rivolgervi alle società giuste, in possesso di regolare licenza. Quelle che vedete rappresentate nei banner di questo articolo rappresentano scelte sicure ed efficaci.

Per fare trading è necessario studiare prima e dopo l’esordio sul mercato. Il trading non è un gioco d’azzardo, non ci assomiglia nemmeno lontanamente. Chi si approccia con questo pregiudizio è destinato a perdere il capitale entro brevissimo tempo. Il trading è un’attività complessa, che va considerata alla stregua di una professione. Dunque, occorre prepararsi. Prima di fare la vostra comparsa sul mercato, studiate. Tuttavia, studiate anche dopo. Cosa? Il mercato, in primis, ma anche nuovi approcci strategici, nuovi strumenti di analisi etc. Il trading è una materia viva, in continua evoluzione.

Tradare bene vuol dire tradare con un approccio scientifico. Il trading non è esattamente una scienza, ma ci si potrebbe avvicinare. Anche perché, pur considerando la parte emotiva (spesso preponderante) l’utilizzo di modelli statistici può offrire indizi realistici sulla direzione che prenderà il mercato. Dunque, utilizzate la statistica quando fate trading. Come? Mettendo in pratica i principi dell’analisi tecnica, dell’analisi del grafico, utilizzando indicatori e oscillatori, che sono strumenti analitici che, per l’appunto, prendo in considerazione i dati delle sessioni passati e li sottopongono a modellizzazione statistica.

E’ possibile iniziare con poco denaro. I broker si sono aperti alla gente comune. Oggi è possibile aprire un conto con poche centinaia di euro. Tuttavia, prima di partire con cifre così basse, pensateci su: a capitale ridotto corrispondono guadagni ridotti.

La sconfitta fa parte del gioco. E’ una verità spiacevole, ma che non può essere ignorata. Tutti i trader perdono, anche quelli più in gamba. L’importante è che le vincite superino i guadagni.