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Market movers: come scegliere quelli da seguire

I market movers sono elementi fondamentali per i trader che vogliano operare razionalmente, mettendo al bando l’improvvisazione. Tuttavia, il loro studio appare quanto mai complesso, specialmente agli occhi del principiante. Anche perché, prima di impegnarsi nel lavoro di interpretazione, occorre sceglierli. Proprio da una scelta saggia e oculata dipendono questioni fondamentali quali l’ottimizzazione del processo di analisi, la gestione delle risorse intellettuali e, perché no, fisiche.

In questo articolo offriamo qualche indicazione su come scegliere i market movers, prendendo in considerazione i mercati più importanti.

Consigli generali sui market movers

Prima di esporre una riflessione sul rapporto tra market movers e mercati, è bene fornire qualche consiglio generale sull’impiego dei market movers stessi.

In primo luogo, è fondamentale operare una scelta, e per giunta una scelta stringente, che punti alla massima concisione. Il rischio, se si opera altrimenti, è di produrre un’analisi superficiale. Molto spesso i principianti, nel timore di perdere per strada dettagli importanti, si lanciano in un’analisi forsennata, prendendo in considerazione il maggior numero di elementi possibili. Ebbene, questo è un approccio da evitare, in quanto manchevole della necessaria profondità e incapace di produrre risultati concreti.

Market mover e azioni

Quali sono i market movers del mercato azionario? Ebbene, in primo luogo è necessario prendere in esame le informazioni riguardante le aziende emittenti cui fanno capo le azioni in portfolio. Ciò significa analizzare i trimestrali, lo stato patrimoniale e il conto economico. Tuttavia, questi dati vanno contestualizzati, in primis rispetto al settore di riferimento e in secundis rispetto alla congiuntura.

Da qui, la necessità di prendere in considerazione altre due classi di market movers: gli indici, che fungono da benchmark, e i parametri dell’economia reale, che offrono un’idea della congiuntura. 

Ovviamente, sebbene in posizione leggermente più defilata, vanno considerati i market movers legati alla politica monetaria, che determinano le condizioni del credito. Grande importanza, infine, va data alle vicende politiche, che possono incidere sul clima produttivo, sull’industria etc. 

Market mover e Forex

Per il Forex la questione è leggermente più complicata. I market movers su cui focalizzare la propria attenzioni sono quelli riguardanti la politica monetaria, i quali agiscono più o meno direttamente sulla massa monetaria, e quindi sui rapporti tra le valute. Grande peso acquisiscono anche i market movers per così dire estemporanei, non periodici, come le dichiarazione dei policy maker che, appunto, offrono spunti per intuire la politica monetaria. 

Vanno tuttavia considerati anche i market movers legati all’economia reale. Anche perché le valute sono, di norma, espressione della forza economica di un paese. Dunque occhio anche al PIL, al mercato del lavoro, alla produzione. Una particolare attenzione va prestata all’inflazione, che solo in apparenza è un dato esclusivo dell’economia reale. Di fatto, orienta le scelte di politica monetaria in maniera quasi automatica, come le recenti vicende della BCE e della Fed hanno dimostrato. 

Market mover e materie prime

Il discorso qui è abbastanza complicato in quanto ogni materia prima è praticamente una questione a sé. In genere, però, possono essere suddivise in materie prime in senso stesso e in metalli preziosi. Le materie prime in senso stretto sono suscettibili delle vicende geopolitiche e politiche, come anche del clima. In linea di massima, vanno considerati fattori preponderanti tutti quegli elementi che possono compromettere o favorire la produzione. 

Per quanto riguarda i metalli preziosi, a guidare è soprattutto il parco di market movers legati all’economia reale. La correlazione, però, è inversa: peggio va l’economia, migliori sono le performance dei metalli. Il motivo è semplice: sono considerati dei beni rifugio. Il riferimento è ovviamente all’oro. 

In questa prospettiva, assume una funzione di market mover…. Il Forex. Le principali valute, infatti, vantano con i metalli preziosi una correlazione inversa, sempre a causa del meccanismo dei beni rifugio. 

Bande di Bollinger: cosa sono e come si usano

Le Bande di Bollinger costituiscono un indicatore molto utilizzato dai trader di ogni ordine e grado. Tra i pregi, spicca il buon carattere predittivo e una certa facilità di lettura. E’ anche un indicatore relativamente recedente, dal momento che è stato “inventato” dal trader, analista e formatore John Bollinger nel non lontano 2001.

Nonostante una certa semplicità del meccanismo di base, è necessario maturare delle competenze per valorizzare al meglio le Bande di Bollinger. Ciò significa, tra le altre cose, conoscere alcune indicazioni generali. Ne parliamo in questo articolo, offrendo inoltre una panoramica complessiva su questo indicatore. 

Le Bande di Bollinger in pillole

Le Bande di Bollinger traggono il proprio nome dal modo in cui compaiono a schermo. Quando si utilizza questo indicatore, infatti, nel grafico appaiono tre brande. Queste, a loro volta, sono frutto di tre linee. La prima è una media mobile a 20 periodi (anche se può essere modificata più o meno a piacimento). La seconda e la terza sono ricavate calcolando la deviazione standard, che inoltre viene moltiplicata per due. In questo modo si formano tre bande.

  • Banda superiore. Occupa la parte alta del grafico ed è delimitata dalla linea superiore (media mobile + deviazione standard x 2).
  • Banda inferiore. Occupa la parte bassa del grafico ed è delimitata dalla linea inferiore (media mobile – deviazione standard x 2). 
  • Banda centrale. E’ delimitata dalle due linee.

La banda centrale rappresenta il range in cui il prezzo si trova nella maggior parte dei casi, e che indica una situazione tutto sommato di normalità.

La banda superiore indica la zona che l’asset percorre quando il suo prezzo è più alto del solito. La banda inferiore indica invece la zona che l’asset percorre quando il prezzo è eccezionalmente basso. 

Come si usano le Bande di Bollinger

Lo scopo delle Bande di Bollinger, come ogni indicatore che si rispetti, è fornire dei segnali di vendita o di acquisto. Ci riesce molto bene, benché si ravvisino alcuni elementi di criticità,  i quali vanno contrastati con alcuni accorgimenti che esporremo in seguito.

Ad ogni modo, le Bande di Bollinger evadono segnali quando il prezzo interagisce con le bande superiori e inferiori. Questa meccanica è considerata da alcuni problematica, dal momento che per il 95% del tempo il prezzo staziona nella banda centrale. Il rischio, infatti, è di non ricevere segnali.

Ad ogni modo, gli usi delle Bande di Bollinger sono numerosi. In questo articolo però ci soffermeremo su quello principale.

Quando il prezzo raggiunge la banda superiore dal basso verso l’alto, rimbalza e rioccupa la banda centrale, si trae un segnale di vendita.

Quando il prezzo supera la banda inferiore dall’alto verso il basso, rimbalza e rioccupa la banda centrale, si trae un segnale di acquisto.

plus500

Se si analizza questa semplice chiave di lettura, si intuisce che le Bande di Bollinger si comportano in maniera non troppo dissimile dai supporti e dalle resistenze mobili. 

Consigli per valorizzare le Bande di Bollinger

Innanzitutto, occorre dare una cattiva notizia. Le Bande di Bollinger da sole non bastano. In realtà, non c’è nulla di cui stupirsi. Sono rari gli indicatori che offrono un buon grado di sicurezza anche se utilizzati da soli.

Nel caso delle Bande di Bollinger, il rischio di incorrere in falsi segnali non è affatto basso. Magari si trae un segnale di vendita, ma il prezzo anziché scendere sale. Viceversa, c’è il rischio di vendere in seguito a un segnale e poi registrare un aumento del prezzo.

John Bollinger ha però trovato una soluzione in grado di attenuare il pericolo di ricevere falsi segnali. Anzi, le soluzioni al problema dei falsi segnali sono almeno due. 

La prima consiste nell’associare le Bande di Bollinger ad alcuni indicatori manuali che prendano in considerazione il volume. Per esempio il Percentage B (chiusura meno banda inferiore / banda superiore – banda inferiore).La seconda soluzione consiste  nell’associare le Bande di Bollinger a indicatori veri e propri, che offrano indicazioni sulla forza del mercato. Per esempio, l’RSI. Nello specifico, quando l’RSI conferma il segnale fornito dalle Bande di Bollinger, allora quel segnale ha un rischio di inaffidabilità basso, e dunque può essere utilizzato in fase operativa.

Broker senza commissione

I broker senza commissione, rappresentano una realtà ben consolidata nel panorama del trading online. Plus500, per esempio, o anche 24Option, sono solo due dei broker senza commissioni più famosi. Quella delle commissioni potrebbe sembrare, per quanto piacevole e auspicata, un’assenza ingiustificata, se non addirittura illogica. Per capire il motivo per cui le commissioni spesso sono assenti è necessario affrontare due tempi: gli spread e la tipologia dei broker (proprio dal punto di vista operativo). Qualsiasi servizio di intermediazione finanziaria, almeno sulla carta, o in linea teorica, obbliga il cliente al pagamento di una commissione. Lo stesso dovrebbe valere per i broker, ma nella realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi questo più o meno pesante “obolo” sull’eseguito non deve essere corrisposto.

Spread e guadagno broker

Se i broker senza commissione non sottopongono gli utenti al pagamento delle commissioni, come guadagnano?

La risposta è semplice, per quanto non intuitiva: con gli spread.

Con il termine spread si intende la differenza tra il prezzo reale, di mercato, e il prezzo con il quale gli utenti sono costretti ad avere a che fare, quello con il quale tradano. E’ un valore espresso in pip. Altro termine… Cosa sono i pip? Molto banalmente, è quell’unità di misura che esprime il minimo cambiamento di prezzo possibile. Una coppia, per esempio, l’euro-dollaro, non può compiere un movimento inferiore a 1 pip. I pip vengono utilizzati per misurare gli spread in quanto consentono una grande precisione.

Broker Forex, CFD e CriptovaluteRegolamentazioneDeposito e strumentiTipi di contoPiattaforme
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App per Android e iOS
CySECDeposito minimo 10€

CFD su Forex, Opzioni fx e binarie
  • Trading di opzioni digitali
  • CFD su azioni e criptovalute
  • Opzioni binarie
WebTrader
App per Android e iOS
Piattaforma per Windows, Mac e Linux

Le tipologie di broker Market Maker e ECN e STP

I broker senza commissione, o per meglio dire alcuni broker, guadagnano con gli spread, quindi non necessitano delle commissioni. Se ci fossero, il carico sulle spalle dei trader sarebbe troppo alto, e per questo controproducente per il broker stesso.

Solo alcuni broker fondano il proprio modello di business sugli spread e non sulle commissioni. Per la precisione, i broker market maker. Questi, che rappresentano la stragrande maggioranza, non offrono l’accesso diretto al mercato, bensì eseguono gli ordini per conto degli utenti e dispongono di un ordine che funga da contraltare, in modo che la volontà dell’utenza possa essere sempre e comunque rispettata. Il passaggio in più (ossia quello dell’intermediazione) pone in essere la possibilità, da parte dei broker, di imporre prezzi diversi rispetto a quelli di mercato. Ecco, i broker market maker lucrano (legittimamente) su questo aspetto.

Discorso diverso per i broker ECN, che garantiscono l’accesso diretto al mercato ma non l’esecuzione delle operazioni. Gli utenti tradano con i prezzi reali, sicché non può essere applicato alcuno spread. Ne consegue che il modello di business deve essere giocoforza fondato sulle commissioni.

Fanno eccezione i “broker banca”, ossia i servizi di brokeraggio offerti dagli istituti bancari. In questo caso, è spesso prevista, accanto allo spread, tipico dei broker market maker, anche il pagamento di una commissione, in genere variabile.

Metatrader: la migliore piattaforma trading

metatrader mobileMetaTrader, o per meglio dire le soluzioni della serie “Metaquotes”, risultano tra le piattaforme trading più diffuse in assoluto per il forex. Sono le preferite dei broker forex e cfd. Sono pochi i broker forex che fanno riferimento a piattaforme proprietarie. La popolarità di MetaTrader è giustificata?

La verità è sì. Il marchio, infatti, rappresenta lo stato dell’arte per una piattaforma di trading online, il giusto mix tra accessibilità (per i principianti) ed efficacia.

MetaTrader 4

Le versioni più recenti sono MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Nonostante quest’ultimo abbia fatto il suo esordio quasi due anni fa, la quarta versione risulta ancora la più diffusa.

MetaTrader 4 offre tutto ciò di cui un trader ha bisogno. Le quotazioni sono in tempo reale, le operazioni possono erogate in modalità “immediata”, “richiesta a mercata”, “esecuzione di scambio”. Sono previsti sistemi di ordini avanzati come il trailing stop e la sospensione, oltre al classico stop loss. Ricca è l’offerta di strumenti per l’analisi tecnica: gli indicatori sono oltre trenta, i time frame invece sono sette (M1, M5, M15, M30, H1, H4, D1). Il trader può scegliere tra i classici tre grafici: lineare, a barre, con candele giapponesi.

Esistono versioni mobile di MetaTrader, grazie alle quali è possibile tradare direttamente su smartphone o tablet. Il software è compatibile con Android che con iOS. Il software, nonostante gli evidenti limiti del mezzo, è praticamente identico alla controparte per pc. Da dispositivo mobile, quindi, il trader può non solo visionare i grafici e redigere strategie, ma anche inoltrare gli ordini.

Migliori broker MT4

MetaTrader 5: le novità

Tra le maggiori novità introdotte da MetaTrader 5 vi è il numero di time frame disponibili, salito per l’occasione a ventuno. Gli indicatori, che prima erano trenta, ora sono settantanove. Si segnala, inoltre, una quantità maggiore di modalità di esecuzione.

Molto importante è l’integrazione dell’analisi fondamentale, che a differenza della quarta versione può essere realizzata direttamente in piattaforma. MetaTrader 5, infatti, dà accesso a contenuti aggiornati, i quali possono essere selezionati e organizzati secondo i criteri che più aggradano il trader.

Si segnalano però alcuni svantaggi in grado di rendere la quinta versione, almeno per ora, non totalmente all’altezza della quarta. MetaTrader 5 ha infatti una sezione di charting meno completa, non consente l’hedging e il multi hedging, richiede molta memoria RAM. L’aria di lavoro, inoltre, è più piccola, rendendo più scomoda l’attività di trading. Alcuni strumenti di analisi, infine, non sono molto precisi. Il riferimento è al ritracciamento di Fibonacci.

Il consiglio, quindi, è continuare a tradare con MetaTrader 4, che è tra le altre cose l’alternativa preferita dei broker. Anche perché i due software sono scritti con un linguaggio completamente diverso e non è possibile trasferire i dati da una versione all’altra.

Migliori broker MT5

Expert advisor Metatrader

Una dei grandi vantaggi dell’utilizzo della metatrader è la possibilità di creare expert advisor per il trading automatico. Gli expert advisor sono software creati tramite il linguaggio MQL che permettono di automatizzare le strategie di trading forex e CFD.

Gli expert advisor possono essere realizzati sia per le MT4 che per le MT5.

Prova il trading automatizzato con AvaTrade

Si è creato un mondo parallelo al trading tradizionale che permette a chiunque di utilizzare strategie di trading con expert advisor per innumerevoli tipi di lavori come:

  • impostare take e stop in automatico
  • eseguire strategie di trend following
  • eseguire alert, avvisi e ogni altro elemento necessario al trader
  • automatizzare la scelta del money e risk management e dei lotti da tradare
  • automatizzare parte del processo decisionale o un’intera strategia di trading

Gli expert advisor mt4 possono essere creati partendo da indicatori come Ichimoku, Medie mobili, HeikenAshi e altri. Oppure possono essere creati per le strategie di price action. Non c’è limite od ostacolo se non derivante dalla capacità umana del programmatore.

Come partecipare Gratis all’Investors Gala di Roma 30 Giugno

Sta per arrivare il grande giorno dell’ Investors Gala di Roma del 30 Giugno 2018. Dopo Shangai, Malesia, Madrid e Francoforte è il momento di festeggiare anche in Italia.

L’evento è sponsorizzato dal broker XM.com (broker FCA con 25€ gratis per provare leggi qui) e mira alla diffusione di didattica di alta qualità con un confronto dal vivo tra 4 famosi trader italiani sui temi di psicologia del trading, nuove regole ESMA, strategie di trend following sul forex, azioni e commodities, criptovalute bitcoin e di basket trading.

L’evento è un’occasione unica per tutti coloro che vogliono conoscere e confrontarsi con trader di alto rilievo e vogliono trascorrere qualche ora per parlare di trading online.

L’investors Gala non è solo didattica ma ci saranno tanti altri momenti unici come la Cena, i Premi a sorteggio tra i presenti, musica dal vivo e intrattenimento.

L’ Investors Gala è aperto a tutti i traders sia clienti di XM che non clienti.

Guidatrading.com ha il piacere di poter inviare 20 biglietti omaggio (altrimenti il costo è di 50 euro a persona). Tali biglietti di ingresso sono validi per tutti, ad esempio per il vostro coniuge e per fargli trascorrere una serata indimenticabile!

 

  •  Data dell’Evento:
    30 giugno 2018
  •  Orari:
    17:00 – 24:00 (GMT +2)
  •  Sede:
    Parco dei Principi Roma
  •  Premi:
    Sessione di Trading Individuale

 

Registrati qui e inserisci il codice promo LSC100 per ricevere un biglietto GRATIS

Expert advisor risultati al 4 Maggio 2018

L’analisi e lo sviluppo di un trading system di qualità richiede molto tempo e fatica. E’ vero che è possibile effettuare dei backtest con metatrader 4 e 5 ma la qualità dei dati tende a non essere di elevata affidabilità. Il miglior modo per verificare se un expert advisor o una strategia di trading (o un insieme di trading system) è da ritenere profittevole nel tempo è utilizzarli su conti reali per lunghi periodi.

Noi di Guidatrading.com abbiamo iniziato da alcune settimane un percorso di analisi di alcuni expert advisor commerciali (vedi tabella sotto) e vi riproponiamo gli aggiornamenti settimanali.

iTrader

Tension Trader

  • trades chiusi in settimana -3.19%
  • trades chiusi da inizio mese Maggio 2018 -3.23%
  • performance 2018 +19.72%
  • DD massimo registrato secondo myfxbook -14.36%
  • sistema online da Ottobre 2017
  • performance da inizio +147.87%

Visita il sito ufficiale Tension Trader in lingua inglese vedi i dettagli qui

Funnel Trader

Il mese di Aprile inizia in modo stabile ed esattamente con i seguenti risultati:

  • trades chiusi in settimana +0.42%
  • trades chiusi da inizio mese Maggio 2018 +0.42%
  • performance 2018 +11.9%
  • DD massimo registrato secondo myfxbook -7.56%
  • sistema online da Marzo 2016
  • performance da inizio +181.14%

Visita il sito ufficiale Funnel Trader in lingua inglese vedi i dettagli da qui

Life Changer EA

Non merita di essere seguito. Si è rivelato un EA di martingala e questa settimana ha fatto un DD del 60%!!

GuidaTrading EA

Il nostro team sta testando il software su Indici e Criptovalute oltre che sul Forex.

Il forex è gestito bene, infatti ha realizzato tutti i profitti chiusi fino ad ora. Attualmente ha posizioni aperte sul forex in positivo di 29 euro (target a 149 euro) e diverse posizioni sugli indici azionari in forte perdita. Di sicuro l’EA non è ancora pronto per gli Indici di borsa.

Resta molto valido nel forex.

Expert AdvisorSviluppatoreDeposito minimo consigliatoPiattaforme

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Lance Hunter
Doug Price
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Deposito minimo 5000€

Metatrader 4

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GuidaTrading EA (in fase di sviluppo)Guidatrading TeamDeposito minimo 2000€

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Timing Trading EA (per binarie)Andrij M.100 euroPiattaforme MT4 (con opzioni binarie) o Binary.com
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Le differenze tra Forex e Futures

Il trading online sul forex e sui futures consente lo scambio, ovviamente speculativo (ma non solo) di un gran numero di asset e con modalità molto varie. Molto spesso, per via delle opportunità che pongono in essere e dalle offerte da parte dei broker, vengono messi in contrapposizione due strumenti/mercati che, in realtà hanno profonde differenze: Forex e Futures.

E’ bene, comunque, chiarire una volta per tutte le differenze di questi strumenti

europa forex futures

Forex e Futures: due definizioni esaustive

Il Forex è il mercato delle valute. In esso, le valute vengono scambiate come se fossero degli asset. L’unica differenza, rispetto al commercio di qualsiasi altro bene, è che le valute vengono scambiate a coppie, dal momento che è possibile apprezzare il loro valore solo rispetto al valore di un’altra. Un euro non ha un valore intrinseco, ma un valore rispetto ai dollari, sterline e così via.

  • è aperto 24 ore su 24 dalla Domenica sera al Venerdì sera ed escluso festivi mondiali
  • è il mercato con più liquidità al mondo
  • ci si accede tramite broker e banche specializzate che offrono piattaforme per il trading (ad esempio con la metatrader 4 e 5)
  • si può fare trading sia al rialzo che al ribasso
  • si tratta di un mercato non regolamentato conosciuto con il termine Over the Counter (OTC)

Per il resto, il principio è identico a quello del commercio. Proprio come si farebbe con un immobile, un terreno o un’attività imprenditoriale, si acquista “basso” e si vende “alto”.

Per quanto riguarda i Futures, il discorso è più complesso. I Futures sono contratti che impongono ai sottoscriventi di effettuare una transazione a una data ora a un dato prezzo. Sono strumenti standardizzati, nel senso che è la borsa a definire la quantità di asset sottoposta a compravendita e persino la scadenza. La standardizzazione è in realtà lo strumento che rende i Futures intercambiabili in quanto uniformi. I Futures non sono altro che contratti, è vero, ma in virtù della loro assoluta omogeneità possono essere considerati come se fossero degli asset. E in effetti è questo l’uso che se ne fa, quando si utilizza un approccio speculativo. Quando invece l’approccio è conservativo, vengono utilizzati per proteggere un acquisto o una vendita dalle oscillazioni di prezzo. A prescindere dal prezzo corrente, viene preso in considerazione il prezzo alla data di stipula dei Futures.

  • i futures sono contratti regolamentati dal codice civile
  • i futures sono scambiati in mercati regolamentati e hanno quotazioni ufficiali riconosciute in tutto il mondo
  • i futures replicano l’andamento di un sottostante come indici, materie prime, azioni, valute o altro ancora

Le differenze

Una volta compreso il significato di Forex e il significato di Futures, si può procedere con l’elenco delle differenze.

  • Il Forex non è un mercato regolamentato, gli intermediari possono manipolare i prezzi. Il mercato dei Futures è invece regolamentato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) i prezzi sono di fatto decisi dai broker, nel Futures i prezzi sono reali, ossia pienamente coerenti con quelli di mercato.
  • Nel Forex (se escludiamo gli ECN) il trader non corrisponde delle commissioni ma subisce gli spread, ossia la differenza tra il prezzo “fatto dal broker” e il prezzo reale, che è la vera fonte di guadagno dei broker stessi. Nel mercato dei Futures vigono, invece, solo le commissioni.
  • Nel Forex, inoltre, i contratti a taglia ridotto, che prendono il nome di microlotti e minilotti, godono di una certa liquidità, in quanto gli ordini vengono garantiti dai broker, che per l’occasione coprono gli ordini eseguendo altri ordini, se il mercato non è abbastanza reattivo. Nel mercato dei Futures, questo meccanismo è assente dunque i contratti non sono garantiti al 100%. Ciò significa che se manca una controparte, il trader è costretto a rinunciare (es. è impossibile vendere, se non c’è nessuno disposo a comprare).

Nel Forex, la barriera all’accesso è molto bassa. I broker hanno aperto le porte anche ai trader retail e alla gente comune, abbassando tra le altre cose il deposito minimo, che raramente supera le centinaia di euro.

Il mercato dei Futures è ancora territorio degli esperti, tant’è che il deposito minimo viaggia spesso nell’ordine delle migliaia di euro.

Infine, gli orari. Il Forex è un mercato quasi sempre aperto. Nello specifico, 5 giorni su 7, 24 ore 24. Il mercato dei Futures, invece, essendo regolamentato, segue gli orari di borsa.

Analisi tecnica: 3 consigli per praticarla a meglio

L’analisi tecnica è lo studio del grafico mediante tecniche e strumenti avanzati, il cui scopo è fornire segnali di entrata e di uscita dal mercato e, in generale, orientare l’investitore nella sua attività di trading. Un errore comune, soprattutto tra i trader poco esperti, è complicare un’attività che già di per sé non è semplice, impiegando tecniche farraginose e perdendo di vista i veri obiettivi dell’analisi tecnica.

Ecco 3 consigli utili per ricondurre la propria attività di analisi tecnica a una dimensione di semplicità e, soprattutto, di efficacia.

Identificare i livelli chiave

Una delle leggi dell’analisi tecnica è che la “storia si ripete”. Tradotto nella realtà dell’analisi tecnica, i livelli di prezzo che hanno ricoperto un ruolo importante nel passato lo ricopriranno anche in futuro. E’ quindi necessario individuare i livelli di prezzo passati, che in questo caso assumono la qualifica di “key level”. Il riferimento è ai massimi e ai minimi giornalieri e ai massimi e ai minimi settimanali. I livelli chiave sono importanti perché fungono da supporti e da resistenze molto credibili. Ovviamente, esistono svariati metodi per individuare supporti e resistenze ma la localizzazione dei massimi e dei minimi è certamente il più veloce (ed efficace).

Combinare analisi tecnica e analisi fondamentale

I fautori dell’analisi tecnica considerano questa pratica come autosufficiente. Il dibattito è ancora aperto, sebbene sia indubbia la necessità di praticare anche l’analisi fondamentale, che è lo studio delle notizie che provengono dall’ambiente economico e politico (e che incidono sui prezzi). Il segreto non sta nel privilegiare una o l’altra pratica, bensì nel combinarle. L’obiettivo di fondo è quello di utilizzarle contestualmente in modo che una confermi l’altra. Per esempio, per adottare un minimo settimanale come supporto, è bene verificare che in corrispondenza di esso (o subito prima, in qualità di causa scatenante) sia stato rilasciato un dato inferiore alle attese.

Vale anche all’inverso. Se concludiamo che a un evento X, in programma magari nel pomeriggio, segua un effetto Y, è possibile consultare le chart passate per vedere se a un evento simile a X sia corrisposto un effetto simile a Y.

Individuare Stop Loss e Limit Order

Il risk management, ossia la gestione del rischio, è una delle pratiche fondamentali del trading. Consente infatti di tenere sotto controllo il rischio e di limitarne gli effetti negativi. Lo strumento principale del risk management è il posizionamento degli Stop Loss e dei Limit Order.

Come si individuano i punti esatti in cui posizionare Stop Loss e Limit Order? Molto semplice (almeno in teoria): usare l’analisi tecnica. E, nello specifico, usarla seguendo i primi due consigli: individuare supporti e resistente mediante l’analisi dei minimi e dei massimi, confermare la loro valenza strategica mediante uno studio comparato del flusso di notizie (analisi fondamentale).

Lezioni Trading

24option forex: mt4 e novità del 2017

24option è probabilmente (assieme a IQoption) il broker più famoso e amato dai trader di opzioni binarie. Ma nel 2017 è anche 24option forex e mt4 e completa l'offerta per tutti i tipi di trader!

Si fa apprezzare per le garanzie di sicurezza, per la fruibilità, per le condizioni economiche accessibili. Nonostante il favore che ha acquisito nel corso degli ultimi anni presso il pubblico, non si è seduto sugli allori e ha deciso di recente di apportare numerose modifiche.

24option oggi appare rinnovato e non solo dal punto di vista estetico. Sono state inserite alcune novità che migliorano e arricchiscono l’esperienza dei trader.

24option forex

24option forex: la nuova grafica

Già dal primo impatto si intuisce l’impegno profuso nel tentativo di migliorare una piattaforma già di per sé ottima. Nell’immediato, infatti, si apprezza il restyling grafico. Adesso l’interfaccia risulta ancora più fruibile, si avverte un senso di pulizia in grado di facilitare ulteriormente il lavoro degli trader.

Una novità “grafica”, ma dal grande potenziale strategico, consiste nella possibilità di scegliere tra vari timeframe mentre si visualizzano le preferenze degli altri trader. E’ un modo per comprendere più a fondo le mosse degli altri operatori e trarre, eventualmente, le dovute conclusioni

Broker 24option forex, CFD e opzioni 100

La novità più grande è probabilmente l’inserimento del trading con i CFD e il forex. L’acronimo sta per Contract For Difference. Si tratta di uno strumento derivato che, al costo di una esposizione al rischio solo leggermente più elevata rispetto alle opzioni binarie e il Forex, offre rendimenti molto alti. Il guadagno, nello specifico, è dato dalla differenza tra il prezzo contrattato a inizio operazione e il prezzo rilevato alla scadenza.

Lo strumento si presta all’utilizzo di leve molto elevate, sicché i profitti sono davvero cospicui. La presenza degli CFD, inoltre, arricchisce l’esperienza di trading in quanto, rispetto al semplice Forex, mette a disposizione numerosi asset in qualità di sottostanti.

Opzioni con rendimento 100%

Un’altra novità di rilievo, e che sicuramente farà aumentare i profitti dei trader, è rappresentate dalle opzioni 100. Il nome deriva dal rendimento del 100%. Una percentuale che si vede raramente anche nelle piattaforme più generose. Il meccanismo è semplice e, il ché non guasta, anche divertente. Si tratta in buona sintesi di una evoluzione delle classiche opzioni ALTO/BASSO. Il trader, anziché guadagnare se il prezzo alla scadenza risulta aumentato, guadagna se il prezzo (sempre alla scadenza) è superiore a quello stabilito dal broker a inizio contrattazione. Le opzioni 100 sono molto utili se il trader prevede una forte oscillazione del prezzo.

Trading semi-automatico

Infine, si segnala un’altra importante novità: il trading semiautomatico. Il prefisso “semi” è giustificato dal fatto che lo strumento proposto da 24option forex non è un “robot” nel senso stretto del termine, bensì un tool utile per entrare automaticamente nel mercato quando si presentano determinate condizioni.

Il trader stabilisce la soglia di prezzo raggiunta la quale l’ordine deve essere eseguito. Stabilisce anche la direzione, il capitale investito e ovviamente il sottostante. A fare il resto sarà la piattaforma. L’ingresso automatico è molto utile perché non è raro perdere il classico treno in un momento di distrazione. E’ assolutamente sicuro, anzi forse più sicuro rispetto all’alternativa “manuale” poiché impone un approccio strategico: l’operatore deve analizzare il mercato, individuare il corretto punto di ingresso, pianificare il trade e impostare i settaggi. Per esempio, un trader sa che il livello di resistenza di un dato asset è X. Programmerà quindi un’opzione PUT con punto di ingresso X perché sa che, raggiunta la resistenza, il prezzo molto probabilmente scenderà.

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Previsioni Forex 2017: dollaro in salita

Le previsioni forex 2017 saranno incentrate su molti fronti dominati dall’incertezza. Il 2017 infatti si caratterizzerà per una certa instabilità, dovuta principalmente alle tensioni politiche (vedi elezioni in Francia e Germania, forse in Italia). E’ possibile tuttavia individuare alcuni fattori che, a prescindere dalle contingenze, impatteranno con decisione sui cambi forex. L’analisi va focalizzata in particolar modo sulle tre valute principali: euro, dollaro statunitense e sterlina.

Forex trading: il Dicembre delle banche centrali

Per comprendere cosa accadrà nel 2017 è bene soffermarsi sui meeting che si sono tenuti a dicembre. Si sono espresse le maggiori banche centrali, quindi Bce, Fed e BoE (Bank of England). In linea di massima, e volendo individuare un leitmotiv sufficientemente condiviso, si può affermare che ovunque si è assistito a una frenata delle politiche monetarie espansive, in alcuni casi a un cambio di rotta.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno alzato i tassi di interesse e, soprattutto, hanno annunciato che il 2017 vedrà non uno bensì tre rialzi. La Bce ha annunciato il tapering (sebbene Mario Draghi abbia rigettato l’uso di questo termine), mentre la BoE ha mantenuto i tassi allo 0,25%, nonostante da più parti si auspicasse a un ulteriore taglio a causa dei timori post-Brexit.

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Previsioni Forex opinioni 2017: verso la parità euro-dollaro

I maggiori istituti finanziari sono concordi nell’affermare che il 2017 sarà l’anno della parità euro-dollaro. Il 2016 non è ancora finito e già il cambio è scivolato “paurosamente” a 1,03. D’altronde, tutto fa pensare a una rivalutazione del dollaro e a una svalutazione dell’euro. In primo luogo, l’economia statunitense viaggia a ritmi discreti, mentre quella europea annaspa tra la stagnazione e la crescita anemica. Secondariamente, per quanto si possa parlare già di tapering europeo, le due banche sono lontane dalla convergenza: la Fed è in fase restrittiva, la Bce è ancora in fase espansiva.

Questo divario non può che portare a una discesa dell’Eur Usd. Il divario si allargherebbe se i nodi europei venissero simultaneamente al pettine. Il riferimento è alla crisi bancaria e all’ascesa dei populismi, buona parte dei quali dichiaratamente anti-euro.

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I trader del Forex dovrebbero tenere i fari puntati sulla sterlina, che rappresenta la vera incognita del 2017. Il valore della moneta di sua maestà, infatti, è legato a doppio filo con i parametri macro e microeconomici del Regno Unito, che di recente sono stati caratterizzati da una certa instabilità, e dall’esito per nulla scontato dei negoziati sulla Brexit.

Secondo Jp Morgan, il “pound” ha toccato il suo minimo quindi non potrà fare altro che risalire. D’altronde si parla di un calo intorno al 25% in un anno. Secondo Reuters (che ha intervistato 60 analisti), la sterlina invece potrebbe indebolirsi ancora, certo a ritmi molto più compassati rispetto al 2016. Le ipotesi maggiormente condivise parlano di un ulteriore 5%. Nello specifico, si arriverebbe a uno Gbp Usd intorno all’1.15. Tale soglia, niente affatto lontana dal cambio attuale, sarebbe significativa in quanto concretizzerebbe il minimo dal 1987.