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Fare trading lentamente… Ma non troppo: l’approccio Swing

Lo Swing Trading è uno stile di negoziazione. Esso può essere adottato in relazione a qualsiasi asset class, per quanto si addica maggiormente a quelle dotate di una volatilità medio-alta ma non eccessiva. Dunque, per quanto – è bene ripeterlo – possa essere giudicato “universale” si adatta più al Forex che all’azionario.

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In questo articolo parliamo dello Swing Trading, offrendo inizialmente una definizione più chiara e asciutta possibile, per poi indagarne i vantaggi e gli svantaggi, e infine delineando l’identikit del perfetto Swing Trader.

Che cos’è lo Swing Trading

Con il termine “Swing” si indica uno stile di trading che prevede il mantenimento di una posizione per un periodo sempre superiore a un giorno e basato sul concetto di trend following. Si inserisce a metà strada tra il Day trading, che prevede la chiusura delle posizione entro la fine della giornata, e il trading a lungo termine (noto anche con il nome di “Buy e Hold”) che agisce su tempi molto lunghi.

Chi fa trading utilizzando lo stile Swing, in genere, mantiene le posizione aperte per una o due settimane. In ogni caso, il suo punto di riferimento, più che temporale, riguarda il concetto di trend: l’orizzonte temporale delle sue posizioni coincide (o dovrebbero coincidere) con quello del trend. Lo Swing trader è quindi essenzialmente un “trend follower”.

Da questa definizione si evince che a cambiare, rispetto agli altri stili, non è solo l’orizzonte temporale ma anche il modo di fare trading, e il comportamento da adottare nei confronti del mercato. Un comportamento che potrebbe essere definito più passivo, per nulla inteso a cercare eventi dirompenti come i breakout o la rottura di livelli.

Pro e Contro dello Swing Trading

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Se è vero che lo Swing Trading segue il trend, allora è assolutamente necessario che mantenga le posizione aperte per diversi giorni, dal momento che le tendenze si consumano in un orizzonte di tempo certo non breve. Ciò produce essenzialmente due vantaggi.

I profitti sono abbondanti. Almeno rispetto il Day Trading, si intende. Nell’arco di tre, quattro, cinque giorni o di settimane, ipotizzando sempre (magari tra alti e bassi) la prosecuzione di un trend, la variazione in termini di pip è davvero significativa.

L’attività di monitoraggio è più leggera. Questo assunto si basa sul fatto che realmente il mercato si trovi inserito in un trend preciso, che è poi la condizione necessaria affinché possa essere adottato l’approccio swing. Ad ogni modo, se il trend è solito, il trader non deve preoccuparsi degli alti e dei bassi, ossia delle deviazioni dal trend spesso. Dunque, il lavoro di monitoraggio è meno faticoso. L’unico vero elemento da prendere in considerazione è lo stop loss. Se il prezzo si mantiene dietro lo stop, allora la posizione può rimanere aperta.

Svantaggi dello swing trading

Le perdite sono ampie. La questione della variazione di prezzo è, logicamente, un’arma a doppio taglio. Se i potenziali profitti sono grandi, lo sono anche le potenziali perdite.

Richiede un’attività di analisi perfetta. Lo Swing trader può operare solo in presenza di un trend. Dunque, deve riuscire a individuare il trend e deve stare molto attento a non confondere un movimento di prezzo deciso ma non tendenziale con un trend vero e proprio. Si intuisce, quindi, come l’analisi ricopra un ruolo di primo piano, anche in una prospettiva di determinazione del punto di uscita (altro momento critico). E’ difficile capire se il mercato è inserito in un trend solido, è ancora più difficile intuire quando, grosso modo, il trend finirà.

E’ più noioso rispetto ad altri stili. Questo, in realtà, è un mezzo vantaggio. Anche perché il trading non è un divertimento, o almeno non dovrebbe essere considerato solo in questa prospettiva. Ad ogni modo, è uno stile poco adrenalinico, basato sul trittico analisi-pianificazione-attesa.

A chi è adatto lo Swing Trading

Lo Swing è un modo di fare trading molto particolare. Dunque, non è detto che possa essere praticato da tutti. Ecco le qualità che dovrebbe possedere un aspirante Swing trader.

Capacità analitica. Come abbiamo specificato nel paragrafo precedente, l’analisi è un’attività che nello Swing assume una importanza capitale. Dunque, questo stile è riservato a chi è in grado di produrre analisi efficaci e che guardino a orizzonti temporali non circoscritti.

Pazienza. Lo Swing trader, dopotutto, “non fa altro” che analizzare, individuare il momento esatto di entrata e di uscita, pianifica, aspettare che il trend faccia il suo corso, che raggiunga il suo picco e si consumi. Uno stile di trading, dunque, potenzialmente attendista, riservato a individui pazienti, che fanno benissimo a meno della frenesia da operatività.

Solidità economica. Lo Swing Trading non è certamente lo stile più pericoloso. Anzi, da un certo punto di vista è molto meno rischioso rispetto al Day Trading. Ad ogni modo, per quanto spalmate in un lasso di tempo significativo, le eventuali perdite pesano parecchio. Dunque, è bene che abbia le spalle coperte.

Swing trading e Day trading: come cambia l’analisi

L’analisi, sia essa tecnica piuttosto che fondamentale, è una materia complessa ma che nessun trader può permettersi di ignorare. E’ essa che conferisce all’attività di trading una patina di scientificità, che consente agli investitori di operare le proprie scelte con raziocino. L’analisi può cambiare nei principi e negli approcci in base al tipo di trading. Un esempio è dato dalla dicotomia Swing trading e Day Trading, che si riflette nel modo di intendere l’analisi tecnica.

Ecco qualche informazione utile a riguardo.

Definizione di Swing trading e Day trading

Lo Swing trading è uno stile d investimento che in genere ricopre il medio periodo. Si basa sull’individuazione delle oscillazioni, sul rispetto del trend e un mantenimento delle posizioni che solitamente non supera la settimana ma che supera sempre il paio di giorni. Lo swing trader entra nel mercato solo quando intravede probabilità di guadagnano certe ed elevate, dal momento che la frequenza di trading è molto più bassa rispetto al Day trading. Adotta un atteggiamento più riflessivo e dedica molto tempo alla fase di pianificazione.

Come suggerisce il nome, il Day trading è quell’approccio che impone al trader la chiusura delle posizioni entro la giornata. L’orizzonte quindi è estremamente breve. Ciò implica che l’operatività ricopre un ruolo molto più importante rispetto a quello della strategia, almeno in relazione a quanto accade invece nello Swing trading. E’ uno stile dinamico, che viene declinato spesso nelle attività di gestione degli imprevisti, che deve essere preordinata (il trader sa come reagire a ogni singolo imprevisto). Uno dei pregi del Day trading è l’invulnerabilità rispetto ai tassi overnight, nonché una certa indipendenza dal trend di fondo. Tra gli svantaggi: la necessità di essere presenti a qualsiasi ora del giorno e guadagni ridotti (rispetto allo Swing). Sempre rispetto allo Swing, insomma, il Day trader non pianifica e poi aspetta, bensì pianifica e gestisce in maniera dettagliata l’operatività.

L’analisi nello Swing e nel Day trading

La prima distinzione riguarda l’attenzione riposta nell’analisi fondamentale e in quella tecnica. Lo Swing trading presuppone un utilizzo se non assiduo almeno complementare dell’analisi fondamentale. L’orizzonte temporale, abbastanza esteso, costringe il trader a considerare gli effetti reali delle notizie economiche, effetti che esulano dalla volatilità che si verifica in giornata. Il Day trader, invece, può trascurarla un po’ di più, o se ne può interessare solo dal punto di vista della volatilità. Insomma, al D.T. importa ovviamente sapere quali sono gli eventi della giornata e l’impatto nel mercato, ma possono non curarsi eccessivamente delle oscillazioni che gli eventi stessi inaugurano.

Le altre differenze riguardano la peculiarità di ciascun stile, ossia il fatto che lo Swing segue il trend mentre il Day può non farlo. Gli strumenti di analisi tecnica, quindi, cambiano. Nel Day, in genere, ricoprono una certa importanza gli strumenti che puntano a prevedere un breakout come i supporti, le resistenze, i pattern grafici. Nello Swing, invece, ricoprono una importanza maggiore gli strumenti che misurano la forza del trend, quindi gli indicatori che mettono in relazione volume e prezzi.

Fermo restando che, ovviamente, i due stili condividono gli stessi strumenti. Semplicemente, a cambiare è l’importanza a loro conferita e la frequenza di utilizzo.