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Skrill presenta il suo Exchange di Criptovalute

Skrill entra a gamba tesa nel mercato degli Exchange di criptovalute. La famosa piattaforma di e-payment sta mettendo a disposizione la possibilità di acquistare e vendere le valute virtuali. Il servizio appare fin da ora molto competitivo, sia per le condizioni economiche che per l’offerta, e consolida una tendenza ormai diffusa: le criptovalute si stanno evolvendo da strumento di nicchia a strumento di massa.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul servizio Exchange di Skrill.

Vai al sito di Skrill

Come funziona l’Exchange di Skrill

Skrill è una piattaforma per le transazioni di denaro in stile Paypal molto famosa, seconda solo – appunto – a Paypal stessa. Negli ultimi anni ha funto da ponte per l’acquisto, ovviamente su altre piattaforme, di criptovaluta dal momento che integrava nella sua offerta la possibilità di scambiare valute non tradizionali. Ebbene, di recente ha compiuto un ulteriore passo in avanti, ponendo in essere un servizio per acquistare o vendere criptovalute.

Non si tratta di una piattaforma vera e propria. Skrill non ha creato una seconda piattaforma, alla quale magari ci si dovesse iscrivere o su cui creare un account. Ha semplicemente messo in piedi un servizio aggiuntivo. In buona sostanza, tale servizio è disponibile già, e di default, a chi possiede un account su Skrill.

E’ sufficiente accedere al proprio account e cliccare sul tasto Exchange per poter usufruire del servizio. Una piccola rivoluzione, questa, che normalizza una scelta – ovvero acquistare criptovalute – che è stata percepita fino a questo momento come non ordinaria. La prospettiva, come già anticipato a inizio articolo, è quella di una massificazione dello strumento crypto.

L’offerta Crypto di Skrill

Il servizio è aperto a tutti i possessori di account Skrill, è vero, ma solo se provenienti da alcuni paesi. In altri, infatti, la diffusione delle criptovalute sta incontrando ostacoli di natura tecnica e politica. Ad ogni modo, possono accedere al tasto “Exchange” gli utenti dei seguenti paesi: Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi U27niti, Regno Unito.

Per quanto riguarda l’offerta in sé, essa è soddisfacente già adesso, per quanto Skrill abbia promesso di ampliarla in futuro.

Nello specifico, è possibile acquistare, e poi eventualmente vendere, quattro criptovalute: Bitcoin (BTC), Bitcoin Cash (BCH), Ethereum (ETH) e Litecoin (LTC). Gli scambi possono coinvolgere praticamente tutte le valute tradizionali più diffuse, e persino una certa quota di quelle di nicchia, per un totale di quaranta.

Quattro valute sono poche?

Può darsi ma, al di là della promessa di aggiornamento di Skrill, queste appaiono comunque sufficienti persino a iniziare una carriera nel trading crypto, ovviamente appoggiandosi successivamente agli Exchange che, sulla base dei vari Bitcoin Ethereum e Litecoin, consentono di acquistare valute virtuali meno famose.

Costi e commissioni di Skrill Exchange

La vera forza servizio Crypto di Skrill è rappresentata dalle condizioni economiche, le quali introducono un punto di vista disruptive, e che avvicina le transazioni di valute virtuali alle normali transazioni di valute tradizionali. Il riferimento è, in primo luogo, alle commissioni, che sono estremamente basse. Secondariamente, al fatto che tali commissioni sono le medesime sia per le operazioni in entrata che in uscita, ovvero sia se si acquista criptovaluta sia se si vende criptovaluta.

Nello specifico, le commissioni sono pari all’1,5% se lo scambio coinvolge – appunto, in entrambi i sensi – euro e dollaro; sono pari al 3% in entrambi i casi.

Per quanto riguarda i limiti, siamo anche in questo caso su posizioni di assoluta competitività. L’importo minimo per le transazioni è fissato a 10 euro, o equivalente in altra valuta. L’importo massimo è variabile, ossia dipende non tanto dal nuovo servizio bensì dai limiti che ciascun account Skrill possiede (e che varia da tipologia di conto a tipologia di conto).

In definitiva, l’Exchange di Skrill, o per meglio dire il servizio di Exchange di Skrill, sembra promettere bene. In primis, per le condizioni – sia operative che economiche – che mette a disposizione. Secondariamente, per l’approccio di base, per la visione che è in grado di rappresentare: quella di un mondo crypto più vicino all’utente medio, che pone le criptovalute sullo stesso piano delle valute tradizionali e le considera, finalmente, alla stregua di uno strumento “normale” per pagare beni o per investire.

 

 

Coinbase e Gdax: come funzionano

Coinbase e Gdax sono due delle migliori piattaforme attualmente a disposizione di chi vuole scambiare criptovalute, sia con altre valute virtuali sia con valute fiat (euro, dollaro, sterlina etc.). Sono due punti di riferimento imprescindibili anche per chi non solo vuole creare un portafoglio cripto ma anche per chi intende, magari con Exchange più adatti a questo genere di attività, fare del vero e proprio trading crypto. Rappresentano, per così dire, il primo anello della filiera, quello che consente materialmente di passare dalle valute tradizionali a quelle virtuali. Molti Exchage “da trading”, infatti, consentono solo lo scambio tra criptovalute.

In questo articolo parleremo sia di Coinbase che di Gdax, illustrando il rapporto che intercorre tra i due e offrendo informazioni specifiche circa il loro utilizzo.

GDax diventa Coinbase PRO dal 29 Giugno 2018!

Cosa sono Coinbase e Gdax

Come già anticipato nel paragrafo precedente. Coinbase e Gdax sono due piattaforme di Exchange che permettono di convertire valute tradizionali in criptovalute (e non solo). Convenzionalmente, entrambe, ma soprattutto Coinbase, vengono considerate come il punto di approdo per tutti gli aspiranti trader di criptovalute, proprio perché, appunto, consentono la creazione di un portafoglio e la maggior parte degli Exchange in circolazione permettono solo il trading da crypto a crypto.

Entrambi sono relativamente recenti. Coinbase è stato infatti fondato nel 2011 a San Francisco ed è entrato a regime a partire dall’anno successivo. Nel 2014, comunque, contava già un milione di utenti. Subito sono seguite partnership di rilievo, le quali hanno enormemente facilitato l’erogazione dei servizi e ampliato ulteriormente il bacino di utenza: Overstock, Dell, Expedia, Dish Network, Stripe, Braintree e Paypal. Nel 2016, poi, Coinbase è sbarcato in borsa. Nello stesso anno, ha dato vita al progetto Gdax.

Esatto, Gdax è una diretta emanazione di Coinbase, pur rimanendo due progetti distinti e utilizzabili uno a prescindere dall’altro. Che differenza c’è tra Coinbase e Gdax? Sono entrambi piattaforme di Exchange, sia chiaro, ma operano su target parzialmente differenti. Coinbase è più adatto alla massa, Gdax più adatto agli esperti, almeno a giudicare dall’interfaccia e dalle funzioni disponibili. Inoltre, il primo si caratterizza per commissioni medie, mentre il secondo per le commissioni ridotte e, ad alcune condizioni, completamente azzerate. Ma entriamo nei dettagli.

Come funziona Coinbase

coinbase

  • Creare un account Coinbase. La creazione dell’account è semplicissima e si articola in tre fasi. Nella prima, ci si registra sul sito, un po’ come si farebbe per un forum. La seconda fase consiste nella verifica del numero di cellulare, secondo meccanismi ampiamente collaudati (si comunica il numero di telefono, arriva un sms con un codice e lo si comunica a sua volta). La terza fase consiste nella verifica dei documenti, anch’essa molto rapida: si accede nella sezione “Completa il tuo conto” e poi in quella “Verifica la tua identità” e si inoltra una copia digitale della propria carta di identità.
  • Acquistare e vendere criptovalute. Anche in questo caso è tutto molto semplice. Per prima cosa è necessario depositare denaro fiat. Nello specifico occorre cliccare su “completa conto” e poi su “Aggiungi metodo di pagamento”. Coinbase accetta carte Visa o Mastercard ma anche i più tradizionali conti correnti. I tempi con la carta sono istantanei, mentre se si sceglie il bonifico sono necessari circa tre giorni lavorativi. Per acquistare e vendere criptovalute è sufficiente andare nella sezione “Acquista/Vendi”, raggiungibile dalla dashboard. Coinbase consente di scambiare Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum e Litecoin.
  • Trasferire denaro da e verso altri portafogli. La funzione di Coinbase, anzi una delle tante, è proprio quella di permettere un rapido trasferimento delle criptovalute su altri portafogli, magari più indicati per un trading in senso stretto. Per trasferire denaro verso altri portafogli è sufficiente accedere alla sezione “Conti” presente nella dashboard e cliccare su Invia, ovviamente inserendo tutti i dati del caso (in particolare l’indirizzo del portafoglio di destinazione). Per ricevere denaro da altri portafogli il meccanismo è identico, con l’unica differenza che è necessario cliccare su “Ricevi”.
  • Il prelievo. Anche prelevare è piuttosto semplice: si accede alla solita sezione “Conti” e si clicca su “Preleva”. I tempi di accredito sono molto rapidi: si parla di circa due o tre giorni lavorativi.

Come funziona Gdax

A dire il vero, il funzionamento è quasi identico a quello di Coinbase. Si segnalano però alcune differenze.

Interfaccia più ricca di funzioni e meno accessibile. E’ chiaramente il giusto scotto da pagare. Per esempio, è possibile collegare il proprio account a quello, già esistente di Coinbase. In quest’ultimo caso, però, il deposito di denaro sarà istantaneo.

Commissioni potenzialmente gratuite. I costi per le commissioni sono, in genere, nella norma (comunque variabili). Tuttavia, è possibile azzerarli completamente. E’ sufficiente, infatti, utilizzare direttamente l’account di Coinbase.

Verifica dei documenti più difficile. Se la verifica dei documenti su Coinbase è un gioco da ragazzi, in questo caso lo è un po’ di meno. Molti segnalano problemi nell’autenticazione. Tuttavia, si possono bypassare questi ostacoli adottando alcuni accorgimenti: scegliere sempre il formato .jpeg per le scansioni e scansionare i documenti alla massima risoluzione possibile.

Per quanto riguarda il prelievo, non si apprezzano differenze di sorta. Esso è efficiente nella identica misura di Coinbase. E, ovviamente, è anche molto rapido: sono necessari solo due o tre giorni lavorativi.

Per ciò che concerne, invece, le opportunità di scambio, è possibile scambiare tra di loro le seguenti valute fiat: dollaro, euro, sterline; e le seguenti criptovalute: bitcoin, bitcoin cash, ethereum e litecoin.

Infine, qualche parola sulla sicurezza. Sia Coinbase che Gdax sono piattaforme estremamente sicure. A patto, ovviamente, che si adottino alcuni accorgimenti:

  • Utilizzare una mail diversa da quella abituale;
  • Utilizzare la procedura di autenticazione a due fattori, magari facendo riferimento ad applicazioni come Google Authenticator
  • Non salvare mai le password sul pc o su cartelle di condivisione online;
  • Utilizzare, laddove possibile, USB criptate per salvare i dati;
  • Non cedere mai a terzi le proprie informazioni di accesso.

L’esperienza di utilizzo di Coinbase e Gdax è soddisfacente e gratificante. Nel primo caso (ma ciò vale anche per il secondo, per quanto in misura minore), è davvero intuitiva. Insomma, si tratta di strumenti in grado di consentire a chiunque di iniziare a fare trading con le criptovalute.

LitePay: carta di credito che stravolge il mondo delle criptovalute

Dalla fine di Febbraio 2018 (la data prevista è il 26) sarà disponibile LitePay, un servizio che promette grandi rivoluzioni nel mondo delle criptovalute. Il servizio riguarda solo il Litecoin, che quindi dimostra una certa capacità pioneristica.

In che cosa consiste Litepay?

L’iniziativa è corposa, ma in prima battuta va rivelata la finalità: rendere Litecoin una valuta spendibile, e porla sullo stesso piano di euro, dollaro, sterlina etc. Con questa novità si abbattono numerosi pregiudizi, soprattutto quelli secondo cui le criptovalute sono destinate a rimanere dei meri mezzi di investimento speculativo. Con LitePay, Litecoin diventa un potenziale competitor delle valute tradizionali.

In questo articolo, una panoramica sul Litecoin e una descrizione approfondita di LitePay.

Il Litecoin

Col senno del poi, Litecoin era effettivamente la candidata più credibile a fare il grande passo, quello che porta le criptovalute, considerate fino a questo momento (e forse tutt’ora) uno strumento della speculazione finanziaria, ad acquisire lo status di valute propriamente dette, di mezzi di pagamento per effettuare acquisti al dettaglio.

In effetti, Litecoin presenta due caratteristiche peculiari, la quale l’hanno avvicinata fin dal suo esordio alle monete fisiche: la sicurezza e la rapidità. La sicurezza è data da un impiego efficace e solido della blockchain La rapidità è invece un dato di fatto: le transazioni in Litecoin sono velocissime, molto più di quelle in Bitcoin, quasi allo stesso livello delle valute tradizionali.

Per il resto, questo è bene specificarlo, Litecoin è una criptovaluta a tutti gli effetti. E’ infatti decentralizzata: non ha una banca centrale o istituto con poteri equivalenti che possa controllane l’offerta e intervenire per sanare delle criticità. Inoltre, anche per effetto della sua decentralizzazione, è estremamente volatile, il ché certo non gioca al rispetto del requisito principale di una valuta “operativa che si rispetti”, che è appunto la stabilità. LitePay, interviene efficacemente persino su questo problema. Ecco come.

Litepay in pillole

Litepay è un servizio tramite il quale gli utenti potranno utilizzare liberamente i propri Litecoin per effettuare i propri acquisti, proprio come se fossero euro, dollari, sterline etc.

Il meccanismo è molto semplice. L’utente che aderisce all’iniziativa viene dotato di un wallet, che non è altro che un wallet per criptovalute, con l’unica differenza che quello collegato a Litepay godrà dello stato di ufficialità (è curato dal team di sviluppatori della criptovaluta). Questo wallet agirà come se fosse un conto corrente in quanto funzionerà da appoggio per… Una carta di debito. Tale carta di debito lo sarà a tutti gli effetti, e godrà della partnership VISA.

litepay

Al momento dell’acquisto, verrà effettuato un cambio istantaneo Litecoin-dollaro, sicché l’utente potrà pagare in Litecoin e il venditore potrà ricevere dollari. Ciò pone la parola fine, almeno “lato commerciante” sulle polemiche circa la volatilità delle criptovalute. Non è escluso che in un prossimo futuro, quando la valuta virtuale avrà guadagnato la fiducia dei commercianti, si possa pagare direttamente in Litecoin, senza che si renda necessaria alcuna conversione.

Non sono stati resi noti i costi di emissione. Le commissioni, di contro, sono note. Si parla dell’1% a transazione, che è veramente poco se si pensa che una transazione con carta di credito (non di debito) sconta una commissione pari al 3%.

La carta Litepay potrà essere utilizzata dovunque, a una sola condizione: che il punto vendita accetti i pagamenti con il circuito VISA (come avviene già nella stragrande maggioranza dei casi).

Cosa cambia per il mondo delle criptovalute

Oggettivamente, Litepay disegna un cambiamento epocale. Ecco cosa cambierà, in astratto e dal punto di vista pratico, per il mondo delle criptovalute con l’avvento di Litepay.

  • Le criptovalute diventano un mezzo di pagamento. Litecoin ha aperto la strada, ma non c’è dubbio che se l’esperimento funzionerà a esso faranno seguito iniziative analoghe da parte delle altre criptovalute.
  • Le criptovalute diventano uno strumento di cui fidarsi. Ancora oggi, nonostante lo scorso anno trascorso sulla cresta dell’onda e quindi alla luce del sole, la massa guarda con diffidenza alle valute virtuali. C’è chi le considera senza appello come una truffa. Certo, a favorire un certo pensiero negativo, questa volta sul fronte della sicurezza degli investimenti (causa volatilità) intervengono anche le frequenti dichiarazioni di figure di spicco dei governi e delle banche centrali. Tuttavia, se Litepay dimostrerà che le criptovalute possono essere impiegate come un solido strumento di pagamento, la percezione potrà cambiare radicalmente.
  • Le criptovalute cresceranno di quotazione. E’ ovvio: se le valute virtuali sono percepite come affidabili, aumenta la loro richiesta, e di conseguenza anche il loro prezzo. Presumibilmente, la prima a crescere vistosamente sarà proprio Litecoin.
  • Il Bitcoin potrebbe perdere lo scettro. Per adesso, il Bitcoin vive di rendita. E’ la criptovaluta più utilizzata e acquistata, proprio perché è stata la prima a calcare le scene internazionali. Con un Litecoin sugli scudi e volano di una vera e propria rivoluzione, i rapporti di forza cambierebbero. Potrebbe essere proprio Litecoin la crypto più famosa e apprezzata.

Future Bitcoin: struttura e opportunità di investimento

Il Dicembre 2017 è stato teatro di un passaggio evolutivo importantissimo per il future Bitcoin, forse del suo effettivo sdoganamento. Tre importanti mercati hanno messo a punto i primi future sulla celebre criptovaluta, di fatto introducendolo nella finanza mainstream.

I future bitcoin, infatti, sono prodotti derivati regolamentati e standardizzati, i quali offrono garanzie di sicurezza agli investitori. Attualmente, i mercati ad aver compiuto questo importante passo sono gli americani CBOE, CME e Nasdaq.

Gli investitori hanno reagito in maniera euforica, imprimendo l’ennesima accelerazione alla criptovaluta, che ha nel giro di qualche giorno dal suo esordio nei mercati regolamentati fatto segnare nuovi record.
future bitcoin
L’esordio del Bitcoin nel mercato dei future ha dato il via a speculazioni interessanti.

La prima riguarda, paradossalmente, i rivali della criptovaluta. Si dice, ma sono più che voci di corridoio, che Ethereum e Litecoin seguiranno presto il Bitcoin, entrando anche loro a gamba tesa nel mercato dei future.

La seconda è di tenore diverso: sarebbero in gestazione degli ETF sul Bitcoin. Questo evento rappresenterebbe il definitivo sdoganamento del Bitcoin come strumento di trading.

Ci sono alcuni ma.

Buona parte di questi riguarda le regole che ruotano attorno ai future della celebre criptovaluta. Regole severe, a tratti sui generis, che celano una certa mancanza di fiducia nei suoi confronti. A suo modo, nonostante si sia parzialmente affrancato dal mondo OTV (Over The Counter), il Bitcon rimane un sorvegliato speciale.

Di seguito, qualche informazione specifica circa i future del Bitcoin e una riflessione sulla reale possibilità di vedere in tempi brevi i future su Ethereum e Litecoin.

Caratteristiche e tratti particolari dei future Bitcoin

Le uniche informazioni in possesso degli investitori riguardano la struttura e i limiti dei future bitcoin scambiati sul CBOE e sul CME. Le più importanti riguardano i tassi di margine e i limiti di prezzo. Nello specifico, il CBOE impone un tassodi margine pari al 30% mentre il CME li stabilisce al 35%.

Per quanto riguarda i prezzi, il CME ha affermato che saranno permessi scambi all’interno di range di prezzo pari al 20% al rialzo o al ribasso. Se la variazione, in un senso o nell’altro, supera questa percentuale gli scambi verranno rallentati o sospesi. Possono ovviamente continuare gli scambi all’interno di questo range, anche dopo che il limite è stato superato. Il punto di riferimento è la chiusura del giorno precedente.

La ratio di queste limitazioni è evidente: calmierare, per quanto possibile, il mercato del Bitcoin, portarlo in una dimensione quanto più vicina al concetto di normalità.

Una caratteristiche importante, anche se di natura prettamente promozionale, è l’assenza di commissioni. Fare trading sui future del Bitcoin sarà gratuito fino al 31 dicembre. Sulle commissioni successive non è stata fatta ancora chiarezza. Anche in questo, comunque, l’obiettivo è palese: spostare i trader del Bitcoin dai CFD ai future, dal mercato non regolamentato al mercato regolamentato.

Ecco alcune caratteristiche notevoli, rese note dal CME.

  • Ogni contratto è composto da 5 Bitcoin.
  • Un tick (variazione minima, l’equivalente dei pip) è pari a 5 dollari per ciascun Bitcoin, che equivale a 25 dollari a contratto. Se il mercato si muove a un passo minore, il trader perderà 25 dollari a tick se la contrattazione si è chiusa a suo sfavore; guadagnerà 25 dollari a tick se la contrattazione si è conclusa positivamente.
  • L’orario di trading è piuttosto esteso. In sintesi, il mercato chiude solo di sabato, e per un’ora al giorno. Sarà possibile scambiare i future di Bitcoin da domenica a venerdì, da mezzanotte alle undici di sera (ora italiana).
  • E’ possibile posizionare solo 1.000 contratti per ordine.
  • Il prezzo è definito da un tasso di riferimento quotidiano, il quale indica il prezzo in dollari statunitensi, a iniziare dalle quattro del pomeriggio (ora italiana).

Un pregio comune a tutte e tre i tipi di future bitcoin (CME, CBOE, Nasdaq) è la possibilità di fare trading andando in short. Ossia, puntare anche al ribasso. Si tratta di un elemento importante, visto che tra i timori maggiori c’è anche quello dell’esplosione della bolla e di un crollo repentino e drammatico delle quotazioni del Bitcoin.

Infine, si segnala una conseguenza positiva che non tarderà a farsi sentire. Ora che i Bitcoin sono entrati nella famiglia dei mercati regolamentati, saranno oggetto di analisi degli esperti (più di quanto non lo siano stati in passati). Ciò implica una quantità maggiore di paper, riflessioni, previsioni outlook, i quali aiuteranno i trader retail a orientarsi, un po’ come oggi accade per tutti gli altri asset.

Future Ethereum e Litecoin saranno i prossimi?

Siamo a metà dicembre 2017, i future di Bitcoin sono in circolazione solo da qualche giorno. E’ presto per trarre conclusioni. Tuttavia, non si può negare che l’operazione sia stata gestita in maniera eccellente. Persino le limitazioni appaiono come puntuali e in grado di ridurre per quanto possibile i rischi legati alla volatilità, concetto che nel Bitcoin ha trovato una interpretazione particolare.

Se i future dei Bitcoin si confermeranno strumenti solidi, efficaci e soprattutto liquidi, si potrebbe assistere in tempi brevi all’entrata in scena nel mercato regolamentato di Ethereum e Litecoin, che sono le due criptovalute rivali di Bitcoin.

Per adesso non ci sono informazioni specifiche o ufficiali in merito. L’unica affermazione verosimile è questa: sia Ethereum che Litecoin hanno le carte in regola per diventare le prossime criptovalute ad abbattere la barriera che separa l’Over the Counter dal mercato regolamentato. Basta guardare la totale assenza di scandali negli ultimi tempi, funzionale all’acquisizione di una certa dose di autorevolezza, e alle loro performance di mercato. Quest’ultimo aspetto si evince da una rapida analisi delle quote di mercato del Bitcoin, che tendono a scendere anche di sei o sette punti percentuale quotidianamente.

Trading con le criptovalute: l’offerta dei broker

Il trading con le critptovalute hanno guadagnato l’interesse dei trader e degli speculatori. Non c’è da stupirsi, se si considerano le performance elevate di Bitcoin e compagni. I broker si sono adeguati e hanno messo a disposizione degli utenti il trading con le criptovalute. La buona notizia è che l’offerta non ruota attorno al Bitcoin, che ha praticamente funto da apri-pista, ma anche ad altre valute meno famose come Ethereum, Litecoin, Dash. Segnale, questo, che il trading con le criptovalute ha acquisito una sua dignità e ha raggiunto una maturità tale da essere accostato alle forme di investimento più nobili. I trader hanno solo l’imbarazzo della scelta, dal momento che molti broker hanno implementato la loro offerta con le criptovalute. Ecco cosa offrono, nello specifico, quattro dei broker più importanti.

Markets.com

La particolarità dell’offerta dedicata per il trading con le criptovalute targata Markets.com risiede nella possibilità di investire sui CFD. La scelta di valute è più che sufficiente riuscendo a fornire ottimi storici e grafici su cui poter effettuare studi di trend. Gli utenti, infatti, possono scegliere tra Bitcoin, Ethereum, Litecoin, XRP. La leva è presente ma non raggiunge livelli molto alti. Il rapporto massimo è di 10:1 ma in alcuni casi non si va oltre l’5:1. Markets.com non impone l’utilizzo di piattaforme ad hoc per le criptovalute o l’apertura di portafogli particolari, tuttavia garantisce condizioni di trading agevoli e a misura di utente.

AvaTrade

AvaTrade consente di fare il trading con le criptovalute sul Bitcoin, Dash, Ripple, Litecoin, quindi può essere considerata un’offerta completa. La presenza di diverse criptovalute è accompagnata da condizioni di trading eccellenti. Si segnala, in tal senso, la possibilità di tradare sia con i CFD che con il Forex. Molto interessante sono anche le disposizioni in termini di leva, che possono raggiungere il rapporto 20:1. Inoltre, mette a disposizione un portafoglio digitale per il deposito e il ritiro di Bitcoin. Gli utenti di Avatrade possono commerciare il Bitcoin attraverso la piattaforma MetaTrader 4 e AvaTradeAct. Il deposito minimo è di 100 euro.

IQoption

Più ricca l’offerta l’offerta di IQoption (vedi dettagli QUI), almeno in termini di criptovalute. Ce ne sono addirittura sei: Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Dash, Ripple, Iota. E’ assente qualsivoglia leva finanziaria ed è possibile investire solo nel Forex. In compenso, mette a disposizione una piattaforma dedicata, la Crypto.

Il deposito minimo su IQoption è di 10 euro.

Plus500

+
Anche in questo caso l’offerta comprende sei criptovalute, ossia: Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin, Dash, NEM. Ovviamente, come da tradizione del broker, è possibile investire solo sul Forex. La particolarità dell’offerta di Plus500 dedicata alla criptovalute è la leva finanziaria, che raggiunge livelli davvero alti, ossia il rapporto 30:1. Come Avatrade, Plus500 ha stabilito una barriera all’entrata molto bassa, simboleggiata da un deposito minimo di 100 euro.

Tabella confronto broker con criptovalute

Questa tabella è stata estratta da financemagnates.com

Broker Bitcoin Litecoin Ethereum Ripple Dash Leverage More details
IQoption + + + + + 1:1  
Plus500 + + + + + up to 1:30  
AvaTrade + + + + + up to 1:20  
BDSwiss + + + + up to 1:3  
XTB + + + + + up to 1:20  
UFX + + 1:4  
JFD Brokers + 1:10  
Markets.com + + + + + up to 1:10  
SwissQuote + 1:1  
IG + 1:13  
HYCM + 1:10  
SimpleFX + + + + up to 1:10  
AAAFx + + + N/A  
Evolve Markets + + + up to 1:25  
Fortrade + + + + 1:5  
1Broker.com + N/A  
FXChoice + 1:3  
ForexClub + + up to 1:20  
Ayondo + N/A  
Bulltraders.com + N/A  
Salma Markets + 1:1  
Whaleclub + + + + up to 1:20  
1billionforex.com + 1:3  
Forex.ee(NetStock Ltd.) + + + + 1:3  
PrivateFX + N/A  
FXCortex + N/A  
796.com + N/A  
Alpari + up to 1:10  
NordFX + + + 1:3  
Admiral Markets + + + + 1:5  
InstaForex + 1:10  
Exante + + + + N/A  
Vantage FX + 1:1  
Trade360 + + 1:4  
Trade + 1:20  
HotForex + 1:20
Risk Warning: il 76.4% dei conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il suo denaro.