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I massimi di EURUSD e i minimi del Petrolio: come fare trading?

Ecco un quadro della situazione economica e finanziaria in Europa e negli Stati Uniti che influisce attualmente sul cross forex EURUSD e sul Petrolio per impostare un buon piano di trading online.

Fare trading sul cross forex EURUSD

Agli inizi di questa settimana, Lunedì 7 dicembre abbiamo visto l'EUR/USD tra 1,0794-1,0888. Ieri il cross forex EUR/USD ha toccato i nuovi massimi sopra 1,10 realizzando anche una divergenza ribassista sull'indicatore RSI. Ecco il grafico dove si evidenzia un massimo sui prezzi del grafico EURUSD H4 che non corrisponde ad un massimo nell'oscillatore RSI (cosa è l'RSI? leggi qui):

EURUSDH4

Il trading dell’EUR/USD può essere influenzato da una serie di relazioni macroeconomiche secondo la situazione in Europa e negli Stati Uniti, come segue.

In Europa quest’anno, c’e’ stata una crescita del 1.6%, rispetto al 2011 e questo e’ stato riportato il 13 novembre 2015 dal Gross domestic product (GDP), tradotto come “Il prodotto interno lordo (PIL)”.

Secondo i dati provvisori pubblicati il ​​13 novembre, tra gli stati membri dell’europa, l'economia tedesca è cresciuta dello 0,3% nel terzo trimestre rispetto al secondo trimestre. L’economia italiana è cresciuta dello 0,2 %, quindi un tasso trimestrale più lento. In belgio, spagna, lettonia e austria (+ 0,2%, + 0,8%, + 0,4% e + 0,1% ) è aumentato ad un ritmo più lento, mentre il portogallo è rimasto invariato. L’economia in estonia e in grecia ha contratto lo 0.5%, mentre la crescita finlandese si è ridotta dello 0,6%. L’economia francese ha registrato una crescita trimestrale più veloce (0,3%), la lituania ha registrato una crescita del 0,5%, mentre i tassi di crescita a cipro, paesi bassi e slovacchia sono rimasti gli stessi, come nel trimestre precedente (+ 0,5%, + 0,1% e + 0,9% ), secondo il rapporto di Eurostat.

Nel caso in cui la seconda stima del GDP eccede le aspettative del mercato, questo avrebbe un forte rialzo sull’euro.

Stati Uniti: opportunità di lavoro, effetto limitato rialzista sul dollaro

Il numero di opportunita’ di lavoro negli Stati Uniti, probabilmente è sceso a 5.525 milioni nel mese di ottobre, secondo la previsione da parte di esperti. Nel mese di settembre sono stati segnalati 5.526 milioni di offerte di lavoro, in piu’ rispetto al mese di luglio. I dati delle offerte di lavoro vengono dalla Survey Job Openings and Labor Turnover, un ente che raccoglie i dati da circa 16400 stabilimenti non agricoli, rivenditori e produttori, così come federali, statali e enti locali nei 50 stati del distretto della Columbia. L'indagine valuta la domanda insoddisfatta di lavoro nel mercato. Un numero superiore rispetto alle previsioni di offerte di lavoro, di solito hanno un limitato effetto rialzista sul dollaro.

Vi consigliamo di usare la piattaforma opzioni binarie Iqoption per tradare la volatilità del EUR/USD in questi giorni. Una piattaforma molto avvanzata e facile da usare con indicatori e non per principianti ed esperti traders.

Il prezzo del petrolio scende? Che succede alla sterlina?

Fare trading con il petrolio

Il prezzo del petrolio, è sceso a un livello molto basso rispetto al 2009

Il motivo per cui il petrolio e’ sceso da oltre sei anni, e’ perche’ l’ Opec che in inglese sta per “The Organization of Petroleum Exporting Countries” tradotto “L'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio” effettivamente ha abbandonato la sua lunga strategia di limitare la produzione per controllare i prezzi. Quindi ora c’e’ stata una speculazione di un eccesso globale record che sarà prorogato. Qui sotto piu’ dettagli a riguardo.

Il prezzo del petrolio scende rispetto a sei anni fa

Nel 2014 il petrolio ha raggiunto quasi 108 $ al barile; Il recente eccesso di offerta ha iniziato a spingere i prezzi verso il basso a maggio, a seguito del cambiamento da Opec per proteggere la sua quota di mercato contro le tecniche nuove e più economiche per l'estrazione di petrolio, come il fracking.

L’Opec manterra’ un pompaggio di circa 31.5 millioni di barile al giorno, ha detto il Presidente Emmanuel Ibe Kachikwu, venerdi scorso dopo la riunione a Vienna. L’ Opec sta mettendo da parte la sua produzione di quota a 30 millioni al barile al giorno, fino a quando i membri non si riuniranno di nuovo nel mese di giugno per ridiscuterne.

L'ultima discesa del petrolio a $ 40 invece, è il risultato dalla decisione dell'OPEC la scorsa settimana, in cui si sono rifiutati di diminuire la produzione, una mossa che avrebbe fatto salire di nuovo i prezzi del petrolio. Inoltre Il petrolio è crollato oltre il 40 % da quando l’Arabia Saudita ha utilizzato la decisione dell'OPEC nel mese di novembre 2014 per mantenere la produzione e difendere la quota di mercato contro un alto costo dei produttori degli Stati Uniti . Scorte globali hanno ampliato la produzione a quasi 3 miliardi di barili, perche’ i sauditi, la russia e l'iraq hanno aumentato l'offerta, secondo l'agenzia internazionale per l'energia,

Paesi come il canada, il quinto produttore mondiale di petrolio, ha sperimentato grosse perdite nelle loro industrie petrolifere e un taglio del personale. Meglio restare ribassisti sul CAD (moneta canadese).

La discesa del petrolio accellera il rialzo del dollaro. Benzina e diesel hanno chiuso anche a livelli più bassi, cosa che non era ancora successa fin dalla crisi finanziaria del 2008, che ricordiamoci aveva mandato gli stati uniti in una recessione.

Cosa è il Quantitative Easing, cause ed effetti in corso

Parte il QE, significato ed effetti

A marzo si è avviata la nuova operazione della Bce decisa Mario Draghi e definita Quantitative Easing, che significa letteralmente “Allegerimento Quantitativo”

Il QE annunciato da Draghi prevede l'acquisto di titoli per 60 miliardi di euro al mese, da marzo 2015 a settembre 2016, titoli acquistati dalla Bce per un massimo del

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Draghi svaluta l’EURO sotto 1,10

Dichiarazioni di Draghi alla conferenza stampa della BCE

La BCE e la Grecia, Draghi smorza le speranze di Tsipras

C'era attesa per le dichiarazioni di Mario Draghi alla conferenza stampa mensile della BCE, a Nicosia.

Mario Draghi nella conferenza stampa al termine del direttivo della Bce è stato netto, concedendo ad Atene soltanto

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Broker Forex con deposito minimo

BROKER FOREX: ECCO QUELLI CHE PERMETTONO DI INIZIARE CON POCHI EURO

Una delle novità sul fronte del trading online negli ultimi anni è la possibilità anche per le persone comuni di intraprendere la carriera del trader specialmente nel forex trading. Ciò si deve soprattutto all’ascesa dell’online ma anche al mutamento di approccio che ha coinvolto alcuni broker, soprattutto broker forex. Un approccio teso all’avvicinamento al nuovo tipo di cliente. In concreto, sono state realizzate piattaforme trading semplici con leve finanziarie che permettono l’accesso anche a chi non ha grandi capitali da investire.

Queste si basano spesso su una rilettura del concetto di deposito minimo, considerato non più come una limitazione bensì come strumento promozionale. Da questo punto di vista, spiccano in particolare 3 broker CFD: XM, Markets, Plus500. Ecco, nel dettaglio, ciò che offrono.

I depositi minimi

XM è uno dei broker forex in grande ascesa. E’ relativamente giovane, quindi sta prestando molta attenzione all’aspetto promozionale. E si vede: il deposito minimo è infatti irrisorio, appena 5 dollari. Offre Webinar Gratuiti ogni settimana con autorevoli trader e formatori, segnali di trading e una piattaforma completa per chi vuole trasformare la passione per il trading in un lavoro.

Markets.com è invece una realtà consolidata da molto tempo. Forse per questo motivo, non risulta molto generoso sul fronte del deposito minimo. Questo è infatti nella media, nello specifico di 100 dollari. Tuttavia è riconosciuto a livello europeo come uno dei leader del settore da diversi anni.

Plus500, broker cfd quotato a Londra.

Ovviamente, la questione dei depositi minimi non è l’unica a rappresentare un elemento di eterogeneità all’interno di questo gruppo di broker.

La caratteristica principale di XM è, per esempio, una leva finanziaria molto alta – ma questa è una prerogativa di molti broker – anche la possibilità di aprire un conto demo. Abbondanti, comunque, le licenze (CySEC, FCA, BaFin, Mifid, Consob).

Markets si distingue invece per lo spread molto basso, appena 0.8 pip. Notevole anche il bonus offerto (fino al 50% del deposito). Il broker forex eccelle anche sul fronte assistenza: offre chat, telefono e email interamente in italiano. Le licenze in suo possesso sono firmate ASIC, FSC, Consob.

Plus500 si segnala invece, oltre che per l’affidabilità generale, anche per la versione mobile, quasi al livello di quella originale.

Esempio di utilizzo dei broker per fare trading online

Da metà Dicembre a metà Gennaio abbiamo realizzato 3000 euro di guadagno sul conto demo e in questo video ci sono le ultime scelte di trading su azioni che devono ancora essere chiuse e aperte oggi per approfittare del momento di alta volatilità dovuto alla scelta della banca centra svizzera di eliminare il controllo del tasso di cambio EURCHF a 1,20… da oggi tutto può essere diverso sui mercati valutari e infatti già si vedono forti movimenti specialmente per tutte le valute legate al franco svizzero.

I CFDs sono strumenti complessi con un alto grado di rischio di perdita del capitale per via della leva finanziaria. In media il 74-89% degli investitori retail perde soldi con il trading di CFDs. Prima di investire soldi reali devi considerare la tua attitudine al rischio e al trading di CFDS.

Come guadagnare con il Petrolio e Apple

Petrolio obiettivo 40 USD

Tra ieri e oggi abbiamo visto un leggero recupero delle quotazioni del Petrolio che stava per riacquistare la quota 50 usd. Ma grazie anche al nostro TrendGT Indicator sul grafico H4 MT4 abbiamo valutato di metterci di nuovo al ribasso. L'obiettivo di fine mese è di 40 USD secondo i nostri analisti finanziari. Infatti abbiamo già preso il Petrolio al ribasso sul nostro Portafoglio Trading Dinamico con Plus500 (vedi video sul nostro canale youtube).

USOILH4

APPLE – Obiettivo 120 USD

Sul titolo APPLE a breve dovremmo vedere un nuovo trend rialzista e oggi il TrendGT ci fornisce un segnale operativo rialzista. Tuttavia valuteremo di entrare al rialzo solo sopra il Breakout della resistenza dinamica che parte dai massimi precedenti.

AAPL.USDailySotto 104 invece continueremo a stare FLAT.

Nel Portafoglio dinamico con Plus500 abbiamo invece già aggiunto il titolo APPLE in acquisto e poi ci siamo coperti con uno short sul titolo GOOGLE perchè riteniamo che sarà meno performante per le prossime sedute di borsa.

Trading Opzioni Binarie Pairs

Per chi lavora con le opzioni binarie c'è un'altra importante opportunità di ingresso sulla coppia GOLD vs OIL di OptionTrade:

Opzioni-Binarie-Pairs-Gold-vs-OilSi tratta di un possibile movimento rialzista sulle opzioni binarie Pairs acquistando una CALL per la scadenza delle 22 Italiane di oggi Gennaio (Mancano ancora 2 ore).

Il nostro prezzo di acquisto dell'opzioni binarie call è di 24,8618 e il prezzo attuale è 25,1579 in netto incremento grazie al petrolio in fase di accelerazione ribassista.

 

Previsioni 2015 e Gestione Rischi Finanziari

Ecco un estratto dei commenti e pensieri finanziari del nostro amico Matteo Nobile, stimato professionista del settore in Svizzera.

Premessa:

Preferisco un approccio basato sulla gestione del rischio, dove risulta più importante evitare di subire particolari danni piuttosto che "vincere" sulla scelta dell'investimento perfetto. 

Previsioni 2015 e costruzione di portafogli

Ci risiamo: verso la fine dell'anno, l'etere (tv, radio, web) si riempie di outlook finanziari e oroscopi. I primi li valutiamo con la massima attenzione, sperando di capire dove mettere i nostri sudati risparmi per farli fruttare, i secondi li ascoltiamo con un misto tra scetticismo e divertimento, sapendo che in fondo, o sono tremendamente generici, oppure non ci azzeccano.

Ma quante volte ci hanno azzeccato gli outlook finanziari?

Difficile fare una statistica, vista la dispersione dei dati, di come questi vengono registrati e di come molti, a volte un po' come gli oroscopi, sono piuttosto generici, oppure si riferiscono ai dati economici ma non alla valutazione degli strumenti finanziari. È però possibile fare una valutazione inversa: valutare cosa sarebbe successo se le previsioni fossero state corrette e confrontarle con cosa è realmente successo.

Prendiamo gli ultimi 27 anni e consideriamo le azioni globali (MSCI World), quelle emergenti (MSCI Emerging), le obbligazioni globali (con cambio protetto), l'oro, il greggio, e il CHF, dal punto di vista di un investitore in USD.

  • Se questo investitore avesse investito la stessa quantità in ognuna di queste asset classes avrebbe ottenuto una performance di 5.4% circa all'anno, negli ultimi 27 anni.
  • Se fosse stato possibile non investire solo nella peggiore, il risultato sarebbe quasi raddoppiato a 10.3% all'anno, per 27 anni.
  • Se addirittura fosse stato possibile investire nelle migliori 3, la performance sarebbe di nuovo quasi raddoppiata, a 19.2% all'anno, per 27 anni.

Per un parametro di misura, 100 dollari a fine 1987 sarebbero diventati rispettivamente 426 (investendo in tutte le asset classes), 1610 (investendo in tutte tranne la peggiore), 17600 investendo nelle migliori 3. A riferimento, investendo sempre nella migliore, alla fine del periodo ci saremmo trovati con 254056 USD (29% all'anno), mentre investendo sempre nella peggiore, sarebbero rimasti 55 cts (-19% all'anno). Visto in un altro modo, investendo in tutte tranne la peggiore, anno per anno, si sarebbe ottenuta la stessa performance della migliore delle asset classes (mercati emergenti) con un terzo del rischio. Interessante anche notare come l'investimento nei migliori 3 abbia ottenuto sempre risultati positivi, ogni anno, passando indenne nelle crisi del 2000-2003 e del 2007-2009. Va anche notato che non si tratta di prevedere l'ammontare della performance, semplicemente una graduatoria, dalla migliore alla peggiore.

Io non conosco portafogli che abbiano ottenuto 20% di performance annua su 27 anni consecutivi con un rischio di poco superiore al 10%! Qualche portafoglio è arrivato vicino ai 10% all'anno, come ad esempio Carmignac Patrimoine che dal 1989 ad oggi ha offerto circa 8.5% annuo. Si tratta però di casi piuttosto rari. Portafogli come lo UBS Balanced sono più vicini al 5.3%, addirittura sotto la media.

Questi dati empirici mostrano come la possibilità di prevedere l'andamento delle asset classes finanziarie sia decisamente inferiore a quello che si vuole far credere.

  • Ad oggi, per tornare alla situazione attuale, è difficile, se non impossibile, prevedere quale sarà l'impatto del prezzo del greggio a 60 invece che a 100.
  • Impossibile prevedere se da qui a qualche mese i paesi dell'OPEC si accorderanno per un taglio di produzione, facendo tornare i prezzi, presumibilmente, verso 90-100 USD.
  • Per quanto se ne discuta, è difficile, se non impossibile, prevedere quale possa essere l'impatto di un rialzo dei tassi a breve in USA, sempre che la FED decida di rialzarli, altra cosa non esattamente certa.
  • È difficile, se non impossibile, determinare se le riforme italiane sulla legge del lavoro troveranno un riscontro economico oppure si tradurranno in scioperi e tumulti sociali.
  • Se la Cina sarà in grado di rilanciare la propria economia, magari stimolando i consumi piuttosto che i crediti.
  • Se la BCE sarà davvero in grado di rilanciare l'attività creditizia e i relativi investimenti tramite un quantitative easing, oppure altre forme di intervento, oppure se sarà sufficiente la forza del dollaro (e la relativa debolezza dell'EUR).
  • Se la demografia sfavorevole in gran parte dei paesi sviluppati sarà un freno eccessivo già nell'anno prossimo, oppure lo sarà nei successivi. Se questo freno sarà solo temporaneo e poi la situazione si normalizzerà verso nuovi equilibri.
  • Se i baby boomers che oggi lasciano il mondo del lavoro e fanno “paura” in termini di onere sociali, trasferiranno la loro ricchezza agli eredi.

Le incognite sono troppe, così come sono complesse, non lineari e in buona parte sconosciute le dinamiche tra le variabili economiche e sociali. Non siamo nemmeno così certi di quanto queste variabili si traducano poi in una variazione di prezzo delle asset classes. Il Price earning ratio di 22.5 dell'indice Euro Stoxx 50, di 20 sullo SMI, di 18 sullo S&P500 è “corretto” ? Come possiamo misurare la “correttezza” di questo parametro ? In base ai tassi di interesse ? Di medio, di lungo periodo ? In base all'inflazione oppure alle sue aspettative ? Solo l'anno scorso non c'era economista che non giurasse sulla testa dei suoi figli che i tassi di interesse erano assolutamente troppo bassi e che erano destinati a salire…

 

tassi di interesse

 

Per quanto fossero bassi, i tassi sulle principali valute sono scesi ulteriormente durante tutto l'anno. Ad oggi, più o meno tutti gli economisti ci assicurano che i tassi sono destinati a salire… a me sembra un po' un déjà-vu, ma prima o poi avranno sicuramente ragione.

Un altro modo di vedere la cosa è capire cosa sarebbe possibile fare se davvero le previsioni fossero corrette. Si supponga di poter dire che l'anno prossimo, il 19 di dicembre, l'indice S&P500 sarà a 2325, quindi un rialzo di 11.3% a partire dal livello attuale. Sarebbe possibile acquistare un'opzione call 2300 a 31.8 USD e vendere un'opzione call 2325 a 27 USD. Il “costo” sarebbe quindi di meno di 5 USD, ma se davvero l'indice arriverà a 2325, le 2 opzioni combinate varranno 25 USD… quintuplicando l'investimento! Il fatto che non si vedano spesso risultati del genere dovrebbe far capire quanto sia difficile azzeccare l'esatta posizione di un indice a distanza di mesi.

La costruzione del portafoglio 2015

Lo scenario presenta una quantità di incognite e di fattori poco ponderabili da rendere molto difficile anche capire quale potrebbe essere la classe peggiore sui prossimi 12 mesi. In secondo luogo, la suddivisione tra obbligazioni e azioni lascia oggi il tempo che trova. In un portafoglio 70% bond e 30% equity, in EUR, con le obbligazioni che offrono un rendimento di 1.4% con una duration di 7 anni, è sufficiente un movimento dei tassi di 0.2% per annullare il rendimento del pacchetto azionario, e per compensare una discesa del 15% dei mercati azionari, che si traduce in 4.5% di impatto sul portafoglio è necessario che i tassi scendano di 50 basis (0.5%) per compensare la perdita… tassi a 0.9% che però indicano una situazione ben più critica in generale. (giapponesizzazione).

La diversificazione, l'asimmetria e probabilmente l'inserimento di elementi “absolute return” sembra oggi più importante che mai.

Tenendo però conto che le correlazioni potrebbero mutare rapidamente, a fronte delle operazioni delle banche centrali, che significa che il portafoglio andrà controllato continuamente per assicurarsi che i fattori di rischio continuino ad essere poco correlati.

 

correlazioni assett finanziari e valute

Il soffio del drago – di Matteo Nobile

Anche questa settimana ospitiamo un articolo di Matteo Nobile, stimato analista finanziario di InfoMercati e BSI S.A. Bank.

Buona lettura!

Sembrava dovesse essere la solita settimana monotona, con il nulla uscito dal G8 australiano, tranne per le telenovela Putin, dati macro a ribadire la difficoltà europea e la stabilità/ripresa USA e pochi risultati societari. Tanto che giovedì, i mercati sembravano sonnolenti. 

Poi ci ha pensato Draghi, cogliendo l'occasione del congresso bancario europeo a Francoforte. Non che abbia detto nulla di nuovo o di eclatante: la solita retorica sul fatto di essere pronti a fare di più, ad allargare la tipologia di asset acquistabili, il tutto per “fare il possibile per sostenere l'inflazione e le aspettative inflazionistiche”. 

Una sorta di “whatever it takes”, come quello del 2012, questa volta riferito all'inflazione invece che all'EUR stesso. 

La reazione del mercato non si è fatta attendere e anche se meno istantanea delle reazioni che di solito si vedono in occasione degli speech ufficiali (il prossimo per il 4 dicembre, dove a questo punto le aspettative sono altissime), non è stato meno importante. 

I mercati azionari, in particolare in Europa, in particolare nelle zone che più sarebbero favorite da un quantitative easing “totale” come Italia e Spagna hanno messo a segno rialzi importanti, con un forte rimbalzo del settore finanziario. 

Gli altri mercati mondiali hanno comunque fatto piuttosto bene, anche se non con la stessa forza. 

La curva USA si è abbassata, la curva tedesca ha visto un “flattening” (la parte breve si è leggermente alzata, la parte lunga si è abbassata), ma soprattutto sono scesi, ulteriormente, gli spread di credito verso i periferici: lo spread italiano è tornato rapidamente verso 140 punti, mentre quello spagnolo verso i 124. Tanto che ad oggi, il tasso obbligazionario italiano a 10 anni è il più  asso di sempre, a 2.21%. 

Gli spread di credito non sono stati da meno, con gli high yield a essere particolarmente favoriti, con un ribasso di quasi 10 basis. 

Allo stesso modo, la reazione delle valute, con l'EURUSD a scendere rapidamente sotto 1.24, favorendo di conseguenza il rialzo di USDCHF sopra 0.97.

La reazione del mondo delle commodities è fondamentalmente rimasta allineata al movimento di EURUSD, che a fronte di un calo appena sopra 1% ha fatto salire il prezzo delle materie prime di 1%. 

Manca poco più di una settimana al prossimo meeting ufficiale della BCE e i mercati saranno sempre più assetati di dettagli, soprattutto sulle date o almeno i “trigger” che spingeranno la banca centrale europea a fare ancora di più. 

La nuova scommessa di Draghi

Nel 2012, Draghi riuscì, con 2 frasette in tono piuttosto minaccioso, a eliminare il rischio di implosione dell'EUR. Annunciò che avrebbe fatto qualunque cosa possibile per salvare l'EUR e il mercato non ebbe altra possibilità che crederci, smettere di shortare euro e periferici nella migliore tradizione del “don't fight the fed”  (in questo caso “don't fight the ECB”). 

Senza particolari manovre monetarie colossali, Draghi portò l'EUR contro un basket di divise da 1.16 a 1.44 nel giro di 2 anni. Non meno importante, portò lo spread di Italia, Spagna e Portogallo, da 480, 600 e 1000 rispettivamente a qualcosa come 134, 144 e 223 rispettivamente. 

Incredibile la costruzioni di “firewall”: il fallimento di Espirito Santo nel 2014 non ha prodotto più di un singhiozzo nell'intero sistema finanziario, mentre solo nel 2012, un evento del genere avrebbe devastato il sistema.

Non meno degno di nota il fatto che con gli ultimi AQR e stress test, diverse banche hanno dovuto raccogliere nuovo capitale… qualcuno se n'è accorto ? Ci si può immaginare quale sarebbe stata la situazione solo 2 anni fa all'annuncio che una mezza dozzina di banche erano sull'orlo del fallimento e non avrebbero sopportato un qualunque stress finanziario ?

Il tutto, praticamente, senza dover avviare le stampanti e muovendosi all'interno del mostro burocratico/normativo europeo.

Ad oggi, Draghi ha stabilizzato i tassi, è riuscito a far scendere il valore dell'EUR (a favore delle esportazioni) senza far risalire i tassi, con il costo del denaro italiano ai minimi storici. 

La nuova scommessa è quella di lottare contro la deflazione. È una scommessa molto più complessa perchè l'inflazione riguarda la capacità di ridurre lo stock di debito, così come evitare che il consumatore si chiuda definitivamente su sé stesso in attesa di prezzi più bassi. 

L'inflazione, a parte per alcune tipologie di prestiti, generalmente governativi, non è però una variabile così influenzabile dal punto di vista finanziario, come potrebbe essere una valuta o un tasso di interesse. 

Riguarda la volontà e il desiderio degli imprenditori di investire in nuova capacità produttiva, e di farlo in modo da creare posti di lavoro, quindi in modo forse meno efficiente che non comprando robot e automatizzando i processi già in essere. 

Questa volta Draghi non sta bluffando con la finanza, ma con l'economia reale. 

Lo si nota anche dal suo commento di venerdì, quando, un po' sottaciuto dai mezzi di comunicazione, Draghi ha parlato ovviamente di tutto quello che la BCE potrà fare “nel caso che”, ma ha anche sottolineato che la sola politica monetaria non può risolvere il problema, che la BCE si prende tutte le responsabilità che deve prendersi, ma che anche gli altri (la politica) devono fare la loro parte. 

Tanto che Draghi è stato piuttosto esplicito nell'indicare che “dopo l'unione bancaria è necessaria un'unione economica”. 

Forse uno dei messaggi più sottili e allo stesso tempo pesanti del presidente della BCE. 

Naturalmente, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Analisi Forex per il 17 Novembre

Mercati Forex imprevedibili

Oggi abbiamo assistito all'ennesimo movimento "strano" su EURUSD con minimo e massimo di giornata rispetto alla settimana e riporta in evidenzia la grande difficoltà con cui i trader si stanno muovendo su EURUSD.

EURUSD

Attualmente abbiamo un livello di resistenza importante a 1,26. In chiusura di mercati l'EURUSD ha rotto violentemente 1,25. Sul grafico daily non abbiamo ancora raggiunto la media centrale di bollinger e successivamente valuteremo l'eventuale tocco sulla resistenza dinamica. Il TrendGT è ancora ribassista anche se dopo questo rimbalzo ci aspettiamo un cambio di rotta dall'indicatore. Naturalmente anche se nascesse una freccia rialzista non la prendiamo in considerazione perchè il trend principale attualmente è ancora fortemente ribassista.
Non abbiamo segnali di trading affidabili.

trendgt-trading-previsioni-borsa

AUDUSD

Prezzi sulla resistenza statica daily dei primi di Settembre a 0.8760. Adesso è molto interessante studiare la reazione dei prezzi. 
Supporto Principale a 0.865
Resistenza Principale a 0.89

GBPUSD

Nuovi mimini raggiunti oggi per poi rimbalzare. Eravamo in SELL già da alcuni giorni anche se non abbiamo fatto in tempo a comunicarlo. Poi il trend è sceso e non abbiamo avuto modo di trovare altri punti per entrare al ribasso e poterli condividere sul sito.
Attualmente abbiamo un profitto assicurato di 130 pips a 1,5710. Il prezzo attuale è circa 1.5660, quindi abbiamo 50 pips di margine attuale.
Finchè i prezzi si manterranno sotto 1,5710 noi rimaniamo con una visione ribassista.

E' possibile che ora si forma un trend laterale che possa fare allontanare i prezzi dalla banda inferiore di bollinger e li riporta verso la media centrale.

25euroomaggiometatrader

USDJPY

Non siamo riusciti ad entrare a 113,50 come avevamo indicato durante questa settimana. Il prezzo è schizzato su fino a 116,82 chiudendo sotto 116,30.

Il primo supporto su cui possiamo pensare di entrare LONG è 114,70.

Anche in questo caso potremmo vedere i prezzi avvicinarsi alla banda centrale di Bollinger.

 

Buon Fine Settimana

 


Attenzione:
Il presente Report non fornisce raccomandazioni personalizzate al singolo cliente in quanto non ci è possibile conoscere il suo grado di predisposizione al rischio, le conoscenze e le caratteristiche di ogni singolo cliente nonché le sue effettive necessità di investimento; 
Si tratta solo di ricerche e consulenza generiche inerenti tipologie di strumenti finanziari generali non su strumenti finanziari specifici.

 

Continua il trend rialzista euro/franco svizzero

Ancora forte e deciso a proseguire il trend rialzista della coppia euro/franco svizzero, che ha fatto segnare un record rialzista passando da 1,2080 a 1,2430 in pochissimi giorni. Questa mattina il movimento rialzista ha ripreso la sua direzione principale dopo una fase fisiologica di correzione che ha caratterizzato la giornata di ieri.

I prezzi continuano a salire, attualmente a 1.2433, quindi, potrebbe, tra oggi e domani, esserci un ulteriore rialzo sino ad area 1,2470 prima e 1,25 poi. Il rialzo di oggi ha fatto toccare nuovi massimi che non si raggiungevano da dicembre 2011. L’area da tenere sotto controllo è quella di resistenza posta a quota 1,25, in caso di rottura di tale resistenza si prevede una tendenza rialzista che porti i prezzi sino a 1,30 – 1,32.

Trend rialzista

COME SFRUTTARE LA SITUAZIONE

Possiamo sfruttare tale movimento in due modi:

1º Interveniamo tempestivamente sfruttando la salita dei prezzi e aprendo quindi una posizione di tipo long nell’immediato.

2º Aspettiamo che il prezzo raggiunga l’area di resistenza posta a quota 1,25 e investiamo a rialzo appena si verifica il breakout.

In entrambi i casi consigliamo uno stop loss al 5-6% in modo da evitare falsi segnali. È bene che tale stop loss sia dinamico e aggiornato costantemente per evitare che si possano perdere i profitti a causa di movimenti ribassisti improvvisi.

Conto opzioni binarie in valute estere

La domanda che alcuni si pongono è: Posso aprire un conto con un broker di opzioni binarie in valute estere, e quindi diverse dall’euro?
La risposta è si!

In realtà, le valute generalmente accettate, oltre all’euro, sono il dollaro e la sterlina inglese.
Euro, dollaro e sterlina sono le tre principali valute occidentali.

Per il broker è indipendente che il cliente apra il conto in una di queste tre valute, mentre invece per il cliente potrebbe fare la differenza.

Ad esempio, uno dei motivi per aprire il conto in dollari invece che in euro è perché si possiede un capitale in dollari, oppure perché si ritiene che sia meglio ottenere dei profitti in dollari, così da creare un capitale in valuta straniera.

Inoltre, creare un conto in dollari potrebbe essere conveniente per coloro che non dispongono di grosse somme, così da ridurre il capitale da investire sul singolo trade.
Infatti, quasi tutti i broker hanno come trade minimo il prezzo di 24-25 euro/dollaro/sterlina.

Questo vuol dire che chi ha il conto in euro dovrà investire sul singolo trade l’importo minimo di 24-25 euro, mentre chi invece ha il conto in dollari dovrà investire 24-25$ che equivalgono ad una somma inferiore a 24 euro.
Più precisamente, stando alle quotazioni del giorno in cui scriviamo, il cambio euro dollaro è di circa 1,23 dollari per euro.

25 dollari equivalgono a circa 20 euro al cambio di 1,23.

Questa differenza potrebbe rivelarsi fondamentale per i trader che non dispongono di grossi capitali e che vogliono rischiare sul singolo trade una somma minore.

D’altra parte, il cambio incide anche sui depositi, infatti, normalmente per aprire un conto con un broker di opzioni binarie è richiesto un deposito minimo di 200 euro/dollari.

Aprire il conto in dollari significa versare un minimo di 200 dollari, ovvero circa 160 euro (anche in questo caso secondo il tasso di cambio del momento in cui scriviamo) e non 200 euro che sarebbe il deposito minimo per aprire il conto in euro.

Attenzione però, perché dopo aver aperto il conto in una certa valuta, nessun broker vi consentirà di poterla cambiare in seguito. Una volta che si sceglie la valuta, quella deve rimanere, altrimenti bisogna cambiare broker.